AGROPOLI

ACCIAROLI IL SINDACO PISANI TORNA SUL DELITTO VASSALLO: “FORSE ANGELO AVEVA SCOPERTO QUALCOSA DI PARTICOLARE,PER ME NON C’ENTRA LA CAMORRA”

VASSALLO POLLICA«La nostra vita è cambiata di botto. Vivevamo nella spensieratezza, pensando solo a migliorare la qualità del territorio e della nostra vita. Dopo l’omicidio, ci siamo accorti che invece non tutto era come ci appariva». Le indagini sul delitto, pur battendo diverse piste, a cominciare da quella della droga, non sono riuscite a individuare i responsabili. E ora sembra essersi consumato uno strappo profondo fra Pisani, successore di Vassallo dopo esserne stato il vice e chi, come il fratello del sindaco ucciso, Dario, ha scelto di ricordarlo lontano da Pollica, a Casal di Principe, anche perché amareggiato con la comunità colpevole, ai suoi occhi, di non aver contribuito come avrebbe potuto alla soluzione del giallo. Una lettura che Pisani respinge con forza. «Non è vero che i cittadini di Acciaroli non collaborano alle indagini, come non è corretto affermare che, a Pollica, il sogno di uno sviluppo sano e sostenibile è stato interrotto dalla criminalità organizzata».

Anche gli inquirenti, in questi anni, hanno ipotizzato che, in paese, non tutti abbiano riferito ciò che sapevano. Sbagliano anche loro, sindaco Pisani?
«Per quanto ne so, il paese ha collaborato eccome. Se alle indagini manca qualche tassello, non è per colpa dei cittadini di Pollica. E comunque, se occorrono chiarimenti, siamo tutti qua. Nessuno di noi è scappato. Alcuni di noi sono andati anche oltre il ruolo di semplici testimoni».

Però quest’anno Dario Vassallo ha deciso di ricordare il fratello a Casal di Principe.
«Se qualcuno ritiene di andare a celebrare l’anniversario lontano da Pollica, padronissimo di farlo. Noi, insieme alla moglie e ai figli di Angelo e a tanti amici di ogni parte d’Italia, lo ricorderemo con iniziative culturali e politiche. Sarà inaugurato il centro polifunzionale sportivo ed è stata organizzata una partita di beneficenza. Il ricavato sarà devoluto a un ragazzo che ha bisogno di cure negli Stati Uniti».

STEFANO PISANI PRIMA VICE POI SUCCESSORE DI VASSALLO
STEFANO PISANI PRIMA VICE POI SUCCESSORE DI VASSALLO

Come risponde a chi le contesta di aver sfruttato la commozione suscitata dall’omicidio per acquisire visibilità e un ruolo in Direzione nazionale del Pd?
«Non penso di dover chiedere scusa a qualcuno. Poco dopo essere stato riconfermato per il suo ultimo mandato, era stato Angelo a chiedermi di candidarmi come sindaco. Sfido chiunque, a 34 anni e dopo un omicidio, a caricarsi sulle spalle un peso simile. Ho sacrificato il mio lavoro di commercialista e la vita privata, per questo impegno. Sono entrato in Direzione nazionale solo perché, quando tutti consideravano Matteo Renzi un rompiscatole, io l’ho scelto come opportunità per l’Italia. Un innovatore coraggioso, come lo è stato Angelo Vassallo nel Mezzogiorno. Ora devo solo dimostrare di saper fare il sindaco e rimettermi al giudizio dei miei concittadini».

Chi ha ucciso Angelo Vassallo, secondo lei?
«Vorrei saperlo. Tutti chiediamo che sia fatta luce su questo delitto. Ha diritto di conoscere la verità sia chi gli voleva bene, sia chi non provava per lui lo stesso affetto».

Ma lei avrà una sua idea su quanto accaduto.
«Certamente».

E qual è?
«Sono profondamente convinto che Angelo sia incappato in qualcosa che non doveva conoscere. Ma a mio avviso non c’entrano la camorra né il grande arricchimento della malavita organizzata. Forse aveva scoperto qualcosa su persone che non dovevano essere coinvolte. Sono solo ipotesi, però. Non spetta alla politica scoprire gli autori dell’omicidio. La politica invece può e deve onorare la memoria di Angelo Vassallo».

In che modo?
«Il rinnovamento della classe politica in Campania ristagna. Nonostante la buona volontà di molti, la logica dell’accordo e della spartizione tra le correnti resiste e produce risultati insoddisfacenti. Si sente il bisogno di un cambio di rotta reale, partendo da lontano con una proposta al di là degli schemi prestabiliti, a cominciare dalle prossime elezioni regionali. Rimbocchiamoci le mani, c’è tanto lavoro da fare per onorare la sua memoria e seguire il suo esempio».Dario Del Porto