AGROPOLI

ACCIAROLI,PICCHIAVA I BAMBINI MAESTRA A GIUDIZIO

CARABINERI NUOVA 1POLLICA. Insulti, minacce, schiaffi, strattoni, percosse al capo e tirate di capelli: rinviata a giudizio una maestra di religione. Emilia Laudano Bardascino era diventata l’incubo di una decina di piccoli allievi della scuola dell’infanzia dell’istituto della “Congregazione delle Suore Francescane dei Sacri Cuori” di Acciaroli. Invece di educare i bambini a non usare la violenza li maltrattava continuamente, con metodi tutt’altro che cristiani. La conoscevano tutti, ma nessuno aveva mai avuto il coraggio di raccontare quello che si verificava nelle aule dell’asilo. Tutti rimasti in silenzio, fino a quando un gruppo di mamme-coraggio, nel gennaio del 2014, decise di bussare alla caserma dei carabinieri e raccontare le violenze subite dai propri figli che, sempre più spesso, tornavano a casa con lividi sul collo e graffi sul corpo, ma soprattutto traumatizzati sotto il profilo psicologico a tal punto che si rifiutavano di andare a scuola. «Non lo posso dire», ripetevano ai genitori i piccoli alunni, che serravano le labbra come gli imponeva l’insegnante, che minacciava continuamente ritorsioni e punizioni esemplari. E così che scattarono le indagini dei carabinieri, diretti dal maresciallo Lorenzo Brogna e guidati a livello territoriale dal capitano Mennato Malgieri, che portarono alla denuncia a piede libero della maestra. Poi, l’altro giorno, dopo mesi di indagini, l’insegnante, una 45enne residente a Vallo della Lucania, è stata rinviata a giudizio dal gip Fabio Lombardo del tribunale vallese. La prima udienza si terrà il 15 maggio del 2017. La donna dovrà rispondere di maltrattamenti su minori avvenuti. Incastrata dalle telecamere. Per accertare la fondatezza delle accuse, l’indagine, coordinata dal procuratore Giancarlo Grippo e dal sostituto Paolo Itri, e portata avanti dai carabinieri di Pollica in sinergia con i Ros, si è servita anche di alcune telecamere dislocate all’interno dell’aula frequentata dai bambini. I filmati audio-video registrati hanno così consentito di accertare i maltrattamenti psico-fisici subìti dai piccoli alunni. «Le vessazioni – hanno raccontato gli inquirenti – hanno determinato nei bambini uno stato persistente di agitazione, aggressività e paura». Le immagini riprese dalla telecamere nascoste non lasciano dubbi. «Si tratta di una vicenda tristissima – ha spiegato invece l’avvocato Antonio La Greca, legale di alcuni genitori dichiaratisi parte civile – è giusto che chi ha sbagliato paghi. I bambini hanno subito un vero e proprio choc». Soddisfatti per il momento i genitori che chiedono «che sia fatta giustizia, per evitare – raccontano – che si possano verificare altri casi di violenza in altri istituti. Nessuno ha il diritto di mettere le mani addosso ai bambini». E purtroppo nel Cilento questo non è il primo caso di violenza su bambini in classe.Vincenzo Rubano

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.