AGROPOLI

AD AGROPOLI SCAVI,SEMAFORI, TRAFFICO, LA CITTA’ E’IN GINOCCHIO.DAL COMUNE NESSUN SEGNALE

AGROPOLI. Dal Comune di Agropoli è arrivato l’ennesimo “ci scusiamo per il disagio, stiamo lavorando per voi”: una risposta alle lamentele di residenti e commercianti per i disagi arrecati dai lavori pubblici in località Madonna del Carmine e in via Risorgimento. Da Palazzo di Città viene precisato che «in entrambi i casi si tratta di interventi di rifunzionalizzazione fognaria per la separazione delle acque da quelle nere, al fine di evitare allagamenti».
Nel caso di Madonna del Carmine, il cantiere dovrebbe chiudersi entro tre o quattro giorni. Per via Risorgimento, invece, i tempi sono più lunghi. Si stimano ancora circa dieci giorni, condizioni meteo permettendo. Anche qui la circolazione temporaneamente è regolata da impianto semaforico con senso unico alternato: tuttavia, essendo la strada d’ingresso ad Agropoli per chi proviene dalla zona Nord e caratterizzata dalla presenza di numerose attività commerciali, non pochi sono stati i problemi causati anche da colori che non rispettando i segnali e creano ingorghi alla viabilità.
«Le operazioni – hanno concluso dal Comune – vengono rese difficoltose dalla presenza nel sottosuolo di una serie di sottoservizi ».
Ma i commercianti della zona sono molto preoccupati per la ricaduta negativa che il prolungarsi dei lavori su via Risorgimento sta causando alle loro attività.
«Il mio esercizio ha subito una perdita del 35% – ha dichiarato Giuseppe Leone, titolare di una edicola – Il giornale ultimamente lo compra solo chi abita nei paraggi e scende a piedi. Venire qui con la macchina significa rimanere bloccati anche quaranta minuti e fare il giro più volte per trovare un parcheggio. S’è visto, però, almenoil nuovo delegato alla viabilità, che è venuto di persona a sincerarsi della situazione».
Piuttosto adirato è anche Salvatore Del Duca: «Sono dieci giorni che il cantiere mobile si trova davanti al mio bar. Il semaforo non basta, occorrono vigili urbani che facciano rispettare le regole. Quanto agli incassi, per quel che mi riguarda, sono in calo del 50%».
Sulla stessa lunghezza d’onda è sintonizzato Sergio Picariello: « Bisognerebbe scavare un’unica volta e concordare gli interventi: La mia attività non ne ha risentito. Non mi piace lamentarmi, ma se va fatto un appunto, riguarda proprio la gestione generale». Dello stesso avviso anche Carmen Botti, proprietaria di una pasticceria vicina: «Questi lavori influiscono negativamente non solo sul commercio, ma anche sul decoro della città». Infine, il più social Umberto Anaclerico ha così commentato dal suo profilo Facebook: «Ho venduto un solo paio di pantofole. Molti fanno il percorso alternativo o preferiscono altre mete a questo caos di scavi, cemento e inquinamento».
Cljo Proietti

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.