AGROPOLI

AGROPOLI COMINCIA L’ERA RIGOLI I DELFINI RIPARTONO DA ROCCELLE

IO EDITORIALEDI SERGIO VESSICCHIO.Il pullman per Roccella è partito,l’Agropoli è in Calabria.L’era Rigoli comincia adesso. In quel pullman ci sono le speranze di una città delusa dalla mancanza di risultati ma fiera della società e del nome che quel pullman esporta,l’unica squadra mai fallita in Campania che si può guardare alle spalle con soddisfazione e vanto oggi ha un nuovo condottiero.Rigoli un allenatore importante e di prestigio,come lo erano anche altri a parte qualche eccezione,tenta di riportare l’Agropoli dove la società aveva promesso di portarla nelle alte sfere della classifica e dove l’avevano portata due allenatori di questa gestione Delli Santi nel campionato 92/93 e Pirozzi lo scorso anno. L’era Rigoli deve avere però un motivo di grande discontinuità con il recente passato,non tanto nei risultati,la gestione Magna Cerruti ha prodotto una promozione in serie D,una salvezza e un terzo posto e una finale di coppa Italia quindi, a conti fatti, anche  soddisfacente se si considera la totalità delle situazioni.La discontinuità di Rigoli deve  proseguire nel riportare l’Agropoli al rispetto totale della piazza quel rispetto che oggi purtroppo Agropoli non ha.Rigoli deve essere un sergente di ferro in grado di far rispettare l’Agropoli,restituire il primato cittadino all’Agropoli è l’operazione più importante e forse più suggestiva da svolgere.L’Agropoli ha bisogno di essere la vera prima donna della città,non lo è più.Un tempo quando giocava in trasferta l’unica cosa che si sentiva: “ca fatt aruopl” (COSA HA FATTO L’AGROPOLI),oggi se ne sbattono,si pensa all’Agropoli di basket e giustamente diciamo noi visti i risultati non solo sportivi ma di immagine che si stanno ottenendo.L’Agropoli non si può allenare mentre nel campo fanno atletica leggera e mentre i ragazzini delle giovanili attraversano il campo,non si può allenare con persone estranee davanti agli spogliatoi.Non si possono contare 600 700 spettatori e solo 200 biglietti staccati.Non possono esserci stipendiati che insultano persone invece di massaggiare i calciatori o far finta di difendere un allenatore amico per attaccare chi non la pensa come loro invece di mettere a posto il magazzino della squadra.E soprattutto non ci possono essere persone che destabilizzano l’ambiente dall’interno rendendo difficilissima la vita del club come il mediocrizzatore di professione attaccato al pantalone di Magna e Cerruti,il solito utile idiota per effetto del quale tanta gente non va al campo sportivo e per il quale la società è derisa ovunque .L’esonero di Pirozzi e di altri suoi colleghi  è la conseguenza di tutto questo mercimonio che purtroppo esiste ancora nell’Agropoli e che stiamo combattendo dal primo giorno. Pirozzi si era adagiato ed è stato questo l’errore. Rigoli non deve commettere l’errore di adagiarsi su questo stato di cose e cercare di migliorare questo aspetto.A dire il vero Cerruti da sempre ha cercato di mettere riparo senza mandare via nessuno,l’anno scorso mise Ronca e gli fecero una guerra totale,quest’anno è arrivato Matteo  Canale e il suo capillare lavoro lo sta svolgendo ora per ora,giorno per giorno,mattone su mattone con una umiltà straordinaria e con risultati lusinghieri. Canale sta restituendo immagine e qualità all’Agropoli cosa che aveva cominciato a fare Ronca e che in parte ha fatto Marrazza l’addetto stampa capace a sua volta di rimettere in ordine il catastrofico rapporto con la stampa che c’era in precedenza.Matteo Canale è la prima pietra della ricostruzione,della Perestroika cerrutiana che se va in porto consegnerà al calcio una squadra modello,un gioiello in grado di brillare nel calcio professionistico e di arrivare al centenario nel migliore dei modi.Canale e Rigoli hanno dunque un compito importante e fondamentale e hanno anche la forza per cambiare il calcio ad Agropoli. Cerruti,Magna,Barone,Bruno Meola,Nunziata Savi,Marrazza,Annoni, il sindaco Alfieri Canale,Rigoli,una squadra fatta di giocatori importanti sono tutt’uno,sono un collettivo importante per portare l’Agropoli in alto,per dare alla città il professionismo,per fare in modo che chi segue il calcio da sempre nella capitale del Cilento possa vedere l’Agropoli nei professionisti.La nuova era deve essere questa,deve essere pulita e senza quelle componenti che l’hanno distrutta,ridicolizzata fino a questo momento.Fuori la spazzatura dall’Agropoli,fuori i mercanti dal tempio. Se nuova era deve essere lo sia totalmente altrimenti si finirà con fallire e non possiamo perdere tutto per  un niente e purtroppo quel niente ad Agropoli diventa “tanto”.In quel pullman partito per la Calabria c’erano tutte le speranze di una città che nel calcio vuole ancora rivedersi e ritrovarsi. Sergio Vessicchio