AGROPOLI

AGROPOLI DEFINITIVA LA CONDANNA DI GENNARO RUSSO 7 ANNI PER ABUSI SULLE GIOVANI CALCIATRICI

AGROPOLI – Dichiarato inammissibile dalla Cassazione il ricorso dell’allenatore Gennaro Russo , ex dipendente del tribunale di Eboli, condannato in secondo grado a sette anni e sei mesi di carcere per violenza sessuale su minori. La sentenza dei giudici della Corte di Appello di Salerno, emessa lo scorso febbraio, è ora definitiva e potrebbe essere eseguita già nelle prossime ore. L’ex tecnico della squadra di calcio femminile nel frattempo è stato espulso anche dai ranghi tecnici della Figc. Lo scandalo a sfondo sessuale risale al periodo compreso tra il 2012 e il maggio del 2013. In quel lasso di tempo Russo ricopriva l’incarico di allenatore di una formazione di calcio a cinque femminile. Con alcune delle sue allieve andò oltre il rapporto calcistico. Approcci, carezze spinte, fino a quel rapporto consumato con un’allieva che si era offerto di accompagnare a casa. La ragazza ruppe la cortina del silenzio, facendo aprire l’inchiesta. A spingerla a denunciare le violenze fu il suo timore di essere rimasta incinta. Dopo che la prima ragazza raccontò ai carabinieri come finivano quei passaggi in macchina dopo gli allenamenti, altre allieve confermarono un caso di tentata violenza e altri episodi di abusi sessuali continuati nel tempo. Un quadro probatorio forte, supportato anche dalla registrazione di due conversazioni, in cui l’uomo ammetteva di aver avuto con una delle calciatrici un rapporto sessuale completo.

 I FATTI

Espulso a seguito dello scandalo anche dai ranghi della Figc, Gennaro Russo, che lavorava come ausiliario di cancelleria presso il Tribunale di Eboli, subì anche l’interdizione dai pubblici uffici, il divieto di frequentare i luoghi dove vi sono minorenni e la decadenza della potestà genitoriale, con la condanna ad una provvisionale esecutiva, di 50mila euro, nei confronti di una ragazza vittima di violenza completa e di 10mila euro per ciascun genitore. L’inchiesta partì, tra il 2012 e il 2013, dai racconti e dalle denunce delle tre baby calciatrici che raccontarono agli inquirenti di baci, palpeggiamenti e, in un caso, anche di un rapporto   completo con l’allenatore   incastrato da file audio, intercettazioni ed sms scambiati con le vittime. Una di queste, temendo di essere rimasta incinta, decise di denunciare tutto inchiodando il mister-orco, che in una intercettazione finita in mano agl’inquirenti ammette il rapporto sessuale completo, consumato in un luogo isolato della zona industriale di Eboli di ritorno da una trasferta della squadra.

LE REAZIONI

“GIUSTIZIA È FATTA, È FINITO UN INFERNO”
Per le ragazze molestate ed abusate da Gennaro Russo, la sentenza che lo spedisce in cella risuona come la liberazione da un lungo incubo: “Eravamo abbracciate, a casa, aspettando una telefonata dall’avvocato per dirci cosa avevano deciso i giudici di Roma – commentano al quotidiano La Città – quando abbiamo saputo, siamo scoppiate in lacrime, è finito un incubo, un inferno, giustizia è fatta ma non potete immaginare il prezzo che abbiamo dovuto pagare”. Aveva 13 anni una delle ragazzine abusate: “Dal 2013 la nostra vita è cambiata – racconta la madre – mia figlia non dormiva più la notte, passava ore sotto la doccia ed era sempre aggressiva… non capivamo, poi abbiamo scoperto tutto, convivendo con l’incubo che, durante il processo, periti e psicologi non avrebbero creduto agli abusi subiti”.
“Lo abbiamo trattato come un amico di famiglia – racconta un altro genitore – e diceva di sentirsi come un padre per le nostre figlie, di essere un educatore, quante menzogne ha raccontato a tutti”.

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.