AGROPOLI

AGROPOLI DEVE RIAVERE L’OSPEDALE,ORA SCENDONO IN CAMPO I SINDACATI

ospedale1AGROPOLI. «Ospedale chiuso da un anno e a pagarne le conseguenze sono stati gli agropolesi». Inizia così un volantino delle segreterie Spi-Cgil, Fnp Cisl e Uilp che da ieri è in distribuzione ad Agropoli. Nel testo vengono elencati quali disagi hanno subito e continuano a subire gli agropolesi ed i cilentani a causa della chiusura del presidio. Alcuni «se la sono cavata e possono ancora raccontarlo, altri, purtroppo, non possono perché c’hanno rimesso la vita. Non per causa di un crudele destino ma per la mancanza di una struttura di pronto soccorso a portata di mano».Complici le condizioni delle arterie stradali, una su tutte la Cilentana, ancora chiusa dopo oltre un anno e mezzo dalla prima frana, molti pazienti finiscono per morire durante il percorso alternativo che conduce al “San Luca” di Vallo . «La distanza – si legge sul volantino – tra il territorio agropolese e l’ospedale di Vallo per alcuni è stata fatale. Niente ha potuto il personale delle ambulanze, pur prodigandosi al massimo nella speranza di arrivare in tempo al pronto soccorso vallese: in questi casi incidenti stradali e improvvisi malori non hanno lasciato scampo». «L’apprendimento di questi fatti – prosegue – ha scosso le coscienze di tutti gli agropolesi. Oggi c’è un sentimento di colpa per non aver fatto nulla di concreto nell’opporsi fermamente alla chiusura. Come c’è la preoccupazione di constatare che la vita di ognuno, se si viene colpiti da accidenti di salute vari, è molto meno garantita. Questo fa vivere oppressi da indicibile paura». Questo «è quanto ha prodotto la sciagurata decisione di chiudere l’ospedale».Un anno senza il presidio ospedaliero ha fatto maturare una rinnovata voglia di ribellarsi: «Chi ha voluto ciò – si sottolinea – ora sappia che le cose stanno cambiando: l’ultimo anno, passato senza la garanzia di un diritto primario come l’ospedale, ha creato in ciascuno un senso di ribellione che supera lo stato di colpa e di delusione e fa acquisire una nuova consapevolezza nelle proprie forze per lottare uniti e riavere il nosocomio».Andrea Passaro LA CITTA’DISALERNO