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AGROPOLI, IL LIDO OASI METTE GLI OMBRELLONI E IL LIDO AZZURRO GRIDA ALLO SCANDALO,SCALZONE: “E’ TUTTO ILLEGGITTIMO NON SI POSSONO CHIUDERE GLI OCCHI DAVANTI ALLE SENTENZE”

La stagione estiva è in piena attività e lo scontro tra il Lido Oasi e il lido Azzurro non accenna a placarsi,anzi si va avanti sempre con maggiore impeto.Da un lato il consigliere comunale Lelè Di Nardo responsabile del lido Oasi dall’altro chi è chiamato a difendersi dopo 15 anni da attacchi feroci il titolare del lido azzurro.Uno scontro che non conosce pausa sentenza  dopo sentenza.Una guerra in carta da bollo intrapresa contro Scalzone la cui unica colpa è stata quella di comprarsi il Lido azzurro dalle mani di Pasquale Garritano il quale mai aveva voluto vendere il suo limido ai titolari del lido oasi e da quando Scalzone ha comprato il lido sono partite ricorsi e denunce contro il titolare del lido azzurro il quale si è dovuto difendere scoperchiando il vaso di pandora nel quale giacevano provvedimenti antichi e sui quali lo scontro è stato durissimo con sentenze dei giudici amministrativi da rabbrividire.Il  consiglio di stato ha accolto il ricorso del Lido Azzurro contro la nota del responsabile area tecnica del comune di Agropoli arch. Cerminara, con la quale si consentiva al lido Oasi di continuare l’attività di stabilimento balneare su aree che ben 2 sentenze del consiglio di stato hanno stabilito essere aree vincolate alla destinazione urbanistica indicata nel progetto autorizzato ovvero standard e parcheggi dell’edificio scolastico. A distanza di qualche giorno un’altro atto di un funzionario del comune emesso in danno del Lido Azzurro viene clamorosamente sbugiardato   dai giudici amministrativi. Pochi giorni fa il TAR Salerno aveva giudicato “inappropriato ” un atto del funzionario del demanio ing Sica. Oggi è il consiglio di stato che di fatto sospende l’atto del funzionario  Cerminara emesso per tentare di salvare  il Lido Oasi di proprietà del consigliere comunale Lele Di Nardo.Sulla scorta della decisione del Consiglio di Stato, fino alla decisione nel merito di competenza del tar Salerno, il Lido oasi,secondo i più esperti giuristi, non potrà esercitare l’attività di stabilimento balneare sulle aree oggetto del giudicato del tar prima e del consiglio di stato dopo e quindi non può ottenere la scia che le consente di continuare.Intanto il funzionario del demanio ing Sica, non ha ancora rilasciato l’ampliamento della concessione spettante al lido azzurro e lo ha fatto perchè c’era in arrivo la sentenza.

II Lido oasi riapre a sorpresa  l’attività, o incurante delle decisioni dei giudici amministrativi che invece ne hanno decretato l’abusività in modo definitivo,o con un’interpretazione delle sentenze diverse da quando invece i giudici hanno realmente voluto dire. Le sentenze del tar Salerno e del consiglio di stato infatti inibiscono l’esercizio dell’attività di stabilimento balneare sulle aree vincolate dalle autorizzazioni rilasciate dal comune a standard urbanistici, parcheggi e verde attrezzato.

Lo stesso Scalzone palesemente contrariato dii questa vicende afferma: “È incredibile che si consenta ad una attività dichiarata più volte illegittima da organi giudiziari, di esercitare senza una legittima autorizzazione, dato che le precedenti autorizzazioni sono state invalidate dalle sentenze del consiglio di stato. Cosa ancora più grave, che l’attività in questione è di proprietà di un consigliere comunale di maggioranza. Ho segnalato i fatti all’autorità giudiziaria e diffidato i responsabili della amministrazione dal porre in essere nuovi atti in favore della attività del consigliere comunale.
Ho chiesto alle autorità di polizia giudiziaria, carabinieri, capitaneria di porto e polizia municipale di intervenire sollecitamente per inibire l’illegittima attività avviata dal lido oasi con una semplice comunicazione al responsabile dell’ufficio Demanio ing Sica ed al responsabile area commercio”.Sergio Vessicchio