AGROPOLI

AGROPOLI IL PRESIDE RICCO: “COSI’ FARO’ CAUSA ALLA REGINA ELISABETTA”

IL PRESIDE DEL CLASSICO E DELLO SCIENTIFICO FORTUNATO RICCO  ANNUNCIA UNA QUERELA ALLA NOBILE ANGLOSASSONE

AGROPOLI – «Farò causa alla regina Elisabetta per richiedere il riconoscimento del valore di oltre centomila dimenticati prigionieri di guerra italiani in Inghilterra, tra i quali mio nonno». Fortunato Ricco, preside del liceo “Alfonso Gatto” di Agropoli scherza, ma la storia che racconta ha dell’incredibile. Il nonno, che si chiama come lui, nacque a Cicerale il 28 gennaio del 1901. Nel 1940 partì come soldato volontario per la Libia, lasciando a casa una moglie e cinque figli. «Diversi sono gli aneddoti su mio nonno – racconta il nipote – alcuni li ho appresi direttamente da lui, altri da mio zio Pasquale, l’ultimo figlio vivente nato dopo il ritorno dalla guerra.

Tra questi, l’episodio della morte di Italo Balbo, il cui areo venne abbattuto per errore da una contraerea italiana, al quale mio nonno tolse gli stivali carbonizzati. E poi, i diversi incontri con Erwin Rommel per il quale ha cucinato più volte». Il 2 gennaio del 1942, Ricco fu catturato dagli inglesi a Bardia e portato nel famigerato campo egiziano 308, non molto distante da Rosetta. Poco dopo, venne trasferito in Sudafrica, a Zonderwater, l’inferno dei fulmini britannico, dove vennero internati moltissimi italiani catturati in nord Africa.

Un immenso anfiteatro di morte nella regione del Guateng, difficile da trovare anche sulle carte geografiche. Sopravvissuto anche a Zonderwater, il 24 gennaio del 1943 Fortunato Ricco venne imbarcato per la Gran Bretagna, dove rimase fino al dicembre del ’45, per poi tornare nel gennaio del 1946 finalmente a casa in Italia, dove è morto alla veneranda età di 89 anni. «Quello che non mi spiego – racconta il nipote – è perché fu costretto a lavorare gratuitamente per Sua Maestà, quando dopo l’armistizio del ’43 eravamo, in teoria, cittadini liberi, e senza percepire alcun indennizzo. Per questo motivo – conclu de – scriverò al governo inglese».Cljo Proietti

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.