AGROPOLI

AGROPOLI,ADAMO COPPOLA DIMISSIONI DI BUONSENSO O SFIDUCIA

Lo abbiamo gridato ai 4 venti.Si è colpevoli al terzo grado di gudizio ma la situazione che si è venuta a creare è verosimilmente tragica.Non si può far finta di niente o di aver ricevuto normali controlli.Abbiamo letto i capi d’imputazione del sindaco e francamente ci sembra un quadro troppo pericoloso per proseguire il mandato sindacale.Se ci dovesse essere il rinvio a giudizio e l’eventuale processo gli indagati e surrogati dovrebbero affrontare un processo drammatico per le accuse che vengono mosse.Un quadro desolante e per nulla allegro per lacapitale del Cilento.Il lavoro e l’impegno di un amministratore passa dalla serenità di giudizio e dalla tranquillità di fare qualsiasi atto.Condizioni quest’ultime che vengono meno davanti a quei capi d’imputazione a meno che Adamo Coppola non sia un robot senza alcun sentimento anche riconoscendogli la forza preponderante delle sue spalle forti corrobotrate da una conlcamata ,fino a prova contraria,onestà.Qui non c’è un ‘opera pubblica contestata nel suo iter burocratico qui ci sono durissime accuse.Si Va dal voto di scambio,al rapporto politico-mafioso alla concussione e via dicendo.Tutto questo mette a dura prova il sistema politico-amministrativo della capitale del Cilento.

Per questo motivo il sindaco deve fare un passo indietro,evitare il peso insopportabile di altre inchieste e di possibili nuovi blitz rimanedo al municipio,valutando l’opportunità di salvaguardare la propria imagine rimasta ancora illibata e pulita.Deve garantire alla sua classe dirigente che non venga travolta,come è possibile,da altre irruzioni e quindi travolta dalle inchieste.Adamo Coppola deve rendersi conto che le dimissioni sono un atto dovuto verso la città,verso i cittadini che lo hanno votato ,verso se stesso perchè evitano possibili(speriamo di no)scenari incontenibii come le custodie cautelari,lo scioglimento per infiltrazioni,e coinvoglimenti di persone all’interno della casa comunale che potrebbero pagarne un prezzo troppo alto.Deve anche valutare l’opportunità di un possibile ricaduta negativa sulla città in attesa di un rilancio turistico,dell’ospedale,del rifacimento del porto,della comunicazione di trasporto e di un assetto commerciale arrivato ai minimi storici.Un gestione commissariale triennale favorita dallo scioglimento per infiltrazioni malavitose tarperebbe le ali ad Agropoli,mentre una gestione del commissario fino a nuove elezioni sarebbe decisamente meno dura anche se comunque molto dannosa.Per questo Adamo Coppola deve fare il passo indietro come devono farlo i consiglieri comunali tre dei quali sono chiaramente incompatibili tra maggioranza e opposizione su cui si tace stranamente e la Dia sta valutando anche questa opportunità molto incresciosa come sta valutando altre combustioni tutto nei faldoni sequestrati.Il sindaco sa che nessuno può stare tranquillo.I consiglieri comunali devono anche valutare l’opportunità di un documento di sfiducia da portare in consiglio comunale e metterlo alla prova della conta.Solitamente questa è una iniziativa che dovrebbero prendere le minoranze ma Agropoli ha anche la sfortuna di avere in consiglio un opposizione i cui rappresentanti sono stati tutti candidati nelle liste di Franco Alfieri.Certo con le dimissione Adamo Coppola libererebbe la città anche da un’opposione tra le più scadenti mai viste,prenderebbe due piccioni con una fava. Sergio Vessicchio

L’INCHIESTA

Il sindaco Adamo Coppola e il suo predecessore e mentore Franco Alfieri, consulente del governatore della Campania Vincenzo De Luca e candidato alla carica di primo cittadino di Capaccio-Paestum, sono stati iscritti nel registro degli indagati per scambio elettorale politico-mafioso. Nel mirino degli inquirenti, in particolare, la campagna elettorale del 2017 che portò Coppola a ricoprire la carica di sindaco, con quasi il 74% di voti. L’indagine della Dda di Salerno, coordinata dal pm Vincenzo Montemurro, prende spunto dalle risultanze dell’operazione “Faro”, il maxi-blitz che nel dicembre scorso sgominò il “clan degli zingari” .

Il personale della Dia (Divisione Investigativa Antimafia) di Salerno, diretti dal tenente colonnello Giulio Pini, che ha dato esecuzione agli ordini di perquisizione domiciliare e dei luoghi di lavoro dei due politici indagati. Gli uomini della Dia si sono recati a Torchiara, dove risiede Alfieri e dove ha ricoperto anche la carica di sindaco. Le forze dell’ordine hanno perquisito il suo studio professionale (Alfieri è avvocato) e la sua residenza. 
L’antimafia al Municipio. Uomini e mezzi della Dia si sono poi portati al Palazzo Municipale per dirigersi nella stanza del sindaco Adamo Coppola. Stesso copione anche nella casa comunale. La stanza è stata perquisita insieme agli ambienti pertinenti. L’antimafia cercava elementi indiziari utili per l’indagine. Documenti, carte e tutto quanto fosse ritenuto dal procuratore Montemurro, presente alle perquisizioni, di pertinenza investigativa. 

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.