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AGROPOLI,BASILE LEADER PER LA DIFESA DELL’OSPEDALE: “ABBIAMO UN PRONTO SOCCORSO DIMEZZATO”

Torna a ruggire,ma non ha mai smesso,Giovanni Basile sull’ospedale di Agropoli.

AGROPOLI. «Sull’ospedale e sul suo futuro si naviga a tentoni»: questa la denuncia di Giovanni Basile, presidente del comitato civico per l’ospedale di Agropoli. Dopo quattro anni dalla chiusura, lo scorso maggio ha riaperto i battenti. Avrebbe dovuto funzionare da pronto soccorso ma nella realtà non c’è una sala operatoria, un reparto di terapia intensiva e rianimazione e i servizi di laboratorio e radiologia sono a livello ambulatoriale.
«Oggi, come in tutte le azioni amministrative degli ultimi anni – afferma Basile – si mette una pezza quando qualcuno muove delle critiche. Gli attuali amministratori sostengono di aver fatto di più rispetto a prima, perché l’ospedale è stato riaperto. Ma De Luca cosa vuole fare dell’ospedale? Si parla di aperture di servizi e sale operatorie, occorre un progetto organico, altrimenti sembra più un contentino oltre che a mettere in atto qualcosa che funziona a intermittenza o male. Le sale operatorie non sono collegate al reparto di emergenza ma di degenza dei pazienti. Ricordiamo che Agropoli aveva 9 posti di rianimazione, prima della chiusura salvava vite. Adesso l’ospedale può essere pericoloso perché la politica tende a rassicurare i cittadini, dicendo di aver aperto un pronto soccorso. Quando malauguratamente una persona in autonomia si reca al pronto soccorso rischia, in quanto non può essere trattata, perdendo minuti preziosi. Quindi dire che ad Agropoli è aperto il pronto soccorso è una verità prettamente giuridica, ma non lo si può definite tale».
Basile conclude: «Auspico, a supporto di questa tesi, che si possa fare un discorso di riapertura di Agropoli per reinserirlo nella rete ospedaliera dell’emergenza h24».Angela Sabetta

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.