AGROPOLI

AGROPOLI,IL CONSIGLIERE COMUNALE FRAMMONDINO: “TOGLIAMO IL CARNEVALE A QUEI DUE”

luigi framondinoA finire nel mirino di Frammondino(Foto) il consigliere comunale di maggioranza sono i vertici dell’associazione Il Carro che organizza il carnevale. Smentendo decisamente chi dici che è il”protettore di “Bruno Turi e Gennaro Botti” Luigi Frammondino entra a gamba tesa: “Bisogna subito togliere il carnevale dalle mani di Bruno Turi e il suo amico.Premetto che sono due persone serissime ma sono incapaci come hanno dimostrato nel corso degli anni. Io organizzai con loro qualche carnevale e mi accorsi come scientemente non vogliono farlo crescere,come lo hanno distrutto e non potevo essere complice della disfatta e me ne uscii perchè la loro gestione è una disfatta totale e mi fermo qui ne potrei dire tantissime. Dobbiamo franco di biasitogliere dalle loro mani il carnevale e ridarlo alla città di Agropoli. I carri quest’anno sono stati bellissimi,una crescita esponenziale rispetto al recente passato ma in questo Turi e Botti non c’entrano loro fanno gli organizzatori e li fanno male. Sui carristi poi ci sarebbe tanto da dire,sono diventati una lobby e tengono in scatto il carnevale,l’anno scorso bloccarono il carnevale e non si fece,quindi vanno chiarite molte cose”. A lavorare per cacciare Turi e Botti è anche il consigliere comunale Franco Di Biasi (foto in basso) il quale ha dichiarato: ” Il giorno dopo del carnevale lavoreremo per mandarli via”. Lo disse davanti a più di un testimone. Sia Frammnodino che Di Biasi hanno però ragione e interpretano il pensiero popolare e generale di Agropoli. Il carnevale nonostante gli sforzi dei carristi che quest’anno hanno presentato carri bellissimi la disorganizzazione ha regnato come sempre e sei Di Biasi e Frammondino dicono che se ne devono andare vuol dire che hanno individuato,anche se in ritardo,che il carnevale va salvato e non distrutto come si sta facendo. Ci chiediamo perchè l’amministrazione si affida sempre a chi il carnevale non lo sa fare.Magari un giorno ce lo spiegheranno.Sergio Vessicchio