AGROPOLI

AGROPOLI,IL PM HA CHIESTO L’ERGASTOLO PER COSTABILE PICCIRILLO


AGROPOLI. Tentò di rapinare la prostituta Rosa Allegretti per poi ucciderla soffocandola. Chiesto l’ergastolo per Costabile Piccirillo (nella foto), il 43enne agropolese reo confesso dell’omicidio della donna. A chiedere il carcere a vita per il giardiniere è stato il pm Ivana Niglio della Procura di Vallo della Lucania: durissima la requisitoria innanzi ai giudici della Corte d’Assise di Salerno da parte dell’accusa, che sostenuto l’intenzionalità dell’assassino che, dopo aver ammazzato la lucciola, ne occultò il cadavere in un podere in Via Mascagni, ad Agropoli. Toccherà ora ai legali difensori di Piccirillo tentare smontare le accuse del pubblico ministero. La macabra scoperta del corpo della donna avvenne il 22 dicembre del 2011: fu rinvenuta priva di vita completamente nuda, coi vestiti ed effetti personali che vennero gettati in un’isola ecologica. Ma a carico di Piccirillo le prove sono schiaccianti: a cominciare dalle telecamere di videosorveglianza del sito, che lo riprendono mentre getta tra i rifiuti non pericolosi gli indumenti della vittima. Ad incastrarlo le testimonianze oculari di persone che, per alcuni giorni, lo videro aggirarsi stranamente nel fondo agricolo di Via Mascagni.
IL DELITTO

Tutto iniziò il 21 dicembre del 2011, quando Piccirillo, a bordo del suo Fiat Scudo bianco, notò la Allegretti esercitare l’attività di meretricio in località Foce Sele di Capaccio. In quel momento, gli balenò l’idea di rapinarla, non di consumare una prestazione sessuale con lei: così la rimorchiò, per poi minacciarla e farsi consegnare il denaro che aveva con sé. Dopo averla immobilizzata, la colpì ripetutamente con un bastone alla testa. Ma la donna riuscì a divincolarsi e a fuggire, ma a quel punto Piccirillo la inseguì e, stordendola, la legò mani e piedi con delle corde, infilandole un fazzoletto in bocca affinché non urlasse, avvolgendole il viso con dello scotch. Nonostante ciò, secondo quanto ricostruito dalla Procura, Rosa riuscì a liberarsi ed a scappare una seconda volta, ma il suo carnefice la riprese e, legandola con delle fascette, ne provocò la morte per asfissia, decidendo così di liberarsi del corpo sotterrandola in Via Mascagni.FONTE STILETV 

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.