AGROPOLI CRONACA

AGROPOLI,IL RIESAME ATTENUA LE MISURE SUI ROM

SONO DUE I TRIBUNALI A PROCEDERE

AGROPOLI. Due tribunali procedono contro il clan dei rom. A Salerno si indaga sul “metodo mafioso” mentre i giudici di Vallo sono competenti per il reato associativo semplice ma sempre finalizzato ai furti in tutt’Italia. Il Riesame si è pronunciato sui ricorsi dei 27 indagati contro l’ordinanza del gip Marotta del tribunale vallese.

Alleggerite le misure cautelari ma confermato il quadro accusatorio. Restano in carcere Vito Marotta, detto “Dumbone”, 26 anni, e Vito Marotta, 28 anni. Ai domiciliari gli indagati Anna Cesarulo, 45 anni; Carmine Dolce, detto “Maruzziello” 42 anni; Antonio Dolce, alias “Capone”, 52 anni; Donato Marotta, detto “Papesce”; 54 anni, Fiore Marotta, 49 anni: Silvana Marotta, 45 anni; Vito Marotta, detto “Corleone”, 35 anni; Anna Petrilli, 47 anni; Enzo Cesarulo, alias “Cavallaro”, 52 anni. Revocati i domiciliari ad Inna Akimova, 42 anni. L’indagine madre sul clan Marotta-Cesarulo-Dolce è della Dda di Salerno, sostituto procuratore Colamonaci: sgominato il clan su base familiare che, negli anni, aveva costruito grosse ricchezze coi furti alle gioiellerie, racimolando chili di oro, e alle auto dei villeggianti in sosta lunga la costa.

L’aspetto più rilevante è il “metodo mafioso”, confermato in sede di Riesame, col quale gli indagati, facendo leve sul numero di associati (“…ti facciamo vedere, tu non sai quanti siamo… siamo tanti”, si legge nell’ordinanza del gip di Salerno, Mastrangelo) e sul vincolo parentale minacciarono le istituzioni locali, in primis il sindaco Coppola con un’incursione nella sua stanza al Muncipio, e aggredirono il comandante della compagnia dei carabinieri nel 2003. Massimiliano Lanzotto

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.