AGROPOLI

AGROPOLI,L’IRA DEI COMMERCIANTI DOPO L’AGGRESSIONE.MARIO R. RACCONTA LA VIOLENZA: “VIVIAMO CON L’INCUBO AGGRESSIONI”

no name 2AGROPOLI. È sempre ricoverato nel reparto di chirurgia d’urgenza presso l’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania, Mario R., il trentottenne di Agropoli pestato da quattro ragazzi nella notte tra sabato e domenica, nei pressi del locale che gestisce nel porto turistico cilentano. Il giovane è stato sottoposto a due tac, oltre ad ecografie e radiografie per appurare le conseguenze del pestaggio, a seguito del quale ha riportato politraumi su tutto il corpo. Oggi dovrebbe essere anche sottoposto a risonanza magnetica.È lui stesso a raccontare i terribili momenti vissuti quella notte: «Erano le 3,15 di domenica mattina – dice Mario R. – e mi stavo apprestando a chiudere il locale, quando si sono presentate 4 persone, 3 appartenenti alla locale comunità rom ed un extracomunitario, all’apparenza tutti trentenni, che mi hanno chiesto di somministrare loro da bere. Ho detto che stavo chiudendo e, seppure così non fosse stato, che avevano già bevuto abbastanza per quella sera. Hanno usato il mio rifiuto come pretesto per no name 1iniziare a picchiarmi. Calci, pugni, poi mi hanno scagliato contro perfino tavolini e sedie. Mi sono fatto forza e, preso il cellulare, che loro hanno tentato in più occasioni di distruggere, sono riuscito a chiamare i carabinieri. È una vergogna che gente del genere possa spadroneggiare per la nostra città. Non appena uscito dall’ospedale denuncerò l’accaduto ai carabinieri affinché venga fatta giustizia».L’aggressione ha rinfocolato le polemiche sulla sicurezza in città, e dai titolari delle attività commerciali, in particolare di bar e locali, arriva l’appello alle forze dell’ordine e alle istituzioni locali: «Non ne possiamo più, fate qualcosa, viviamo nell’incubo delle aggressioni».Uno di loro, Pasquale Volpe, che è stato anche amministratore comunale, aggiunge: «Siamo davvero esasperati, mia figlia gestisce il bar “La Siesta” in via Belvedere, che gli ho ceduto io circa due anni fa. Ogni sabato viviamo con la preoccupazione che accada qualcosa. Gli zingari si presentano nei locali e basta un nulla per scatenare l’inferno. Anche qualche notte fa hanno creato disordini nel bar. Cercano la lite ed agiscono sempre in gruppo. Spesso sono anche ubriachi e, quindi, diventano ancora più pericolosi».Soprattutto in questi giorni la tensione è alta, dopo l’aggressione del titolare del bar pestato solo perché si è rifiutato di servire da bere avendo chiuso già il bar. «Ormai siamo diventati ostaggi di questa gente. Ad Agropoli viviamo nel terrore – evidenzia ancora Volpe – creano risse, sfasciano bar, si rendono responsabili di aggressioni come quella di pochi giorni fa. Non ne possiamo più, siamo a rischio soprattutto il fine settimana. Mia figlia è sola, sono preoccupato per lei. Le forze dell’ordine devono intervenire, i controlli devono essere più frequenti, non possono continuare ad agire a loro piacimento».FONTE LA CITTA’

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.