AGROPOLI

AGROPOLI,MALANDRINO CONTESTA IL BILANCIO: “TROPPE TASSE E TROPPI MUTUI”

Emilio-Malandrino
Emilio Malandrino

Infuocata seduta del consiglio comunale del 6 giugno scorso,l’argomento era il bilancio sul quale il consigliere Emilio Malandrino ha espresso più di una perplessità sulla stesura dello stesso.La maggioranza ha rintuzzato ogni accusa e non sono mancati colpi di scena.Le riflessioni di Malandrino e poi fatte proprie dai consiglieri Rizzo e Abate quest’ultimo sventagliatosi dal lungo torpore,sono partite da un’analisi dell’avanzo di gestione molto alto e dalla pressione fiscale aumentata dal 2011 al 2015 in maniera esponenziale del 34% per ogni cittadino di Agropoli.Malandrino pone l’accento anche sull’eccessivo indebitamento proveniente dall’accensione di troppi mutui partiti da 6 milioni iniziali dell’amministrazione di franco Alfieri relativa al primo mandato ad oggi pari 23 milioni di euro sui quali la comunità agropolese paga circa 1 milione e mezzo di interessi annui,il consigliere in proposito dichiara: “L’amministrazione reitera lo stesso atteggiamento prevedendo ancora per l’anno in corso una richiesta ulteriore di accensioni di mutui per 15 milioni di euro”. Malandrinio ha anche provocato il sindaco chiedendo se fosse residente ad Agropoli per comprendere se avesse contezza di come sono aumentate  le bollette negli ultimi 4 anni il sindaco ha risposto di non essere residente in questo comune.Coppola si è difeso dicendo che l’analisi portata da Malandrino non era totalmente attendibile e il sindaco ha magnificato il suo operato contabile giustificando le spese con le opere realizzate.VI PROPONIAMO IL DOCUMENTO SUL BILANCIO PRESENTATO DA MALANDRINO AL SEGRETARIO COMUNALE DA ALLEGARE NELLA DISCUSSIONE DI DELIBERA CLICCA QUI

 

 

Allegato al verbale del Consiglio Comunale del 06/06/2016 ( da trasmettere all’organo di Revisione )

ANALISI – DICHIARAZIONE DI VOTO

CONSUNTIVO 2015:

  1. AVANZO DELLA GESTIONE CORRENTE DEL 2015 DI CIRCA 2,8 MILIONI DI EURO

Fatta eccezione per l’anno 2014 caratterizzato da poste di bilancio “eccezionali”, l’avanzo della gestione 2015 è circa 7 volte quello del 2013 e 37 volte quello del 2014.

Considerato che l’avanzo corrente, nei fatti, è dato prevalentemente da risorse a vario titolo prelevate ai cittadini che l’amministrazione non è riuscita ad impegnare utilmente a favore degli stessi, il giudizio su un così consistente avanzo non può che essere negativo denotando l’incapacità nella gestione dell’Ente.

Considerare l’avanzo un rafforzamento del patrimonio è solo una trasfigurazione dell’inefficienza in virtù.

Di fatto non si comprende perché se l’amministrazione non è stata in grado di utilizzare tutte le risorse disponibili nel 2015 dovrebbe essere in grado di farlo nel futuro.

  1. ANALISI ENTRATE

    1. AUTONOMIA FINANZIARIA 97%

L’autonomia finanziaria è il rapporto tra entrate proprie dell’Ente (tributarie ed extra tributarie) e le entrate proprie più i trasferimenti statali.

Un valore del 97% denota che il Comune ormai beneficia in maniera assolutamente marginale di trasferimenti erariali dallo Stato.

    1. PRESSIONE SUL CITTADINO

Gli effetti della politica maggior imposizione tributaria, ha fatto crescere il peso pro-capite del 34% circa dal 2011 al 2015 .

Nello stesso tempo, la gestione facile ha anche portato ad una crescita del debito pro-capite del 16% circa dal 2011 al 2015.

I cittadini-contribuenti, in tal modo, sono stati penalizzati due volte in maniera silente e “nebulosa”.

    1. PREVISIONI FACILI – ENTRATE DA IMPOSTE E TASSE

I residui attivi al 1/1/2015 per imposte e tasse erano pari a 14,7 milioni di euro, di questi ben 1,721 sono stati cancellati, denotando una politica di eccessivo ottimismo nel formulare le previsioni di entrate, evidentemente per necessità di riequilibrare i bilanci di previsione scorsi.

    1. PREVISIONI FACILI – PROVENTI DA ATTIVITA’ DI CONTROLLO E REPRESSIONE

A fronte di una previsione di competenza di ben 3,75 milioni di euro, sono stati effettivamente riscossi solo 1,35 milioni di euro.

La residua somma di 2,4 milioni di euro è stata interamente appostata a residui; trattandosi di un conto consuntivo è presumibile che esistano contravvenzione elevate esattamente per tale importo e non ancora incassate, tutto ciò sembra una strana casualità.

Anche la gestione dei relativi residui presenta criticità facilmente rilevabili, a fronte di 5,7 milioni di euro al 1/1/2015 sono stati incassati appena 0,96 milioni di euro; conseguentemente il residuo attivo al 31/12/2015 è pari a 7,15 milioni di euro. Sembra verosimilmente impossibile una ipotesi di eventuali incassi nel futuro.

Uno degli indicatori di condizioni di equilibrio, richiede che le uscite correnti e la quote di rimborso dei mutui, complessivamente, non eccedono la somma dei primi tre titoli delle entrate. Nel caso di specie, soprattutto in ragione di un significativo ricorso ai mutui per il finanziamento di opere, si è in presenza di uno squilibrio poiché le predette spese (impegni) sono pari a circa 34 milioni mentre le predette entrate (accertamenti) sono pari a 21 milioni.

  1. ANALISI USCITE

    1. ATTENDIBILITA’ PROGRAMMAZIONE

Sul fronte delle uscite si conferma in maniera eclatante la scarsa capacità di programmazione dell’ente.

Le spese complessivamente previste (per titolo I, II e III) ammontano in competenza a 440 milioni di euro, di tali spese gli effettivi pagamenti in competenza ammontano a 57 milioni di euro circa ed in residui passivi a 68 milioni; un totale di 125 milioni di euro che danno un incide di realizzazione delle previsioni del 28% appena.

Ad analoga conclusione si arriva attraverso la dinamica dei residui passivi; pari al 1/1/2015 a 64 milioni di euro sono stati effettivamente pagati per 7,7 e ne residuano 2,3 e ben 54,5 sono stati cancellati. E’ come dire che dei 64 inizialmente iscritti e riportati dal consuntivo 2014 solo 10 erano veri, ma questo diventa palese nel 2015.

    1. EVOLUZIONE DELLA SPESA

Nel periodo dal 2011 al 2015, gli impegni di spesa effettivamente assunti passano da 39 milioni di euro a 44, con un incremento del 12,6% e con una crescita che penalizza gli investimenti rispetto alla spesa corrente (quindi fatta eccezione per gli eventi straordinari del 2014 viene ancora penalizzato lo sviluppo delle infrastrutture).

Titolo

2011

2015

andamento 15/11

I

13.197

18.515

40,3%

II

13.210

10.775

-18,4%

III

12.914

14.980

16,0%

Totale

39.320

44.269

12,6%

Nell’ambito delle spese correnti, le maggiori risorse sono impegnate per le improduttive Funzioni generali (33% del totale nel 2015) mentre si assiste ad una politica penalizzante dei servizi socio culturali che si riducono tra il 2011 e 2015 (incidenza sul totale impegni spese correnti):

  • istruzione dal 6,5% al 4,7%;

  • cultura dal 7% al 3,3%;

  • servizi sociali dal 4,1% al 4,5% (unico in crescita)

Praticamente assente una politica favore dell’economia locale:

  • turismo stabile al 2,3%

  • sviluppo economico dallo 0,6% allo 0,4%

  • trasporti dal 12% al 9,8%.

    1. EVOLUZIONE DELLA SPESA

Per quanto nella relazione ci si sforzi di dimostrare che la spese del personale è in riduzione sul totale della spesa corrente, resta evidente che per le tasche dei cittadini è in crescita. Infatti la spesa pro-capite cresce da 147,78 del 2011 a 151,17 del 2015.

  1. RISULTATO ECONOMICO

Anche il risultato economico, che tiene conto anche della poste figurative senza incidenza finanziaria quali gli ammortamenti, e pertanto fa una rappresentazione del bilancio tra risorse destinate all’Ente e risorse effettivamente impegnate, evidenziando un “utile” della gestione di circa 3 milioni di euro, comunica ai cittadini che sono state prelevate inutilmente loro risorse che sono state poi inutilizzate.

BILANCIO 2016-18 – Previsionale.

1) CONSIDERAZIONI GENERALI

a. Anche il bilancio di previsione 2016-18 somiglia più ad un libro dei sogni che ad un realistico bilancio di previsione di un ente locale, con il quale l’organo di governo deve programmare ed indirizzare l’effettiva attività che la struttura burocratica deve materialmente attuare.

Come già accaduto per il 2015, sia le entrate che le uscite sono influenzate da poste abnormi che, alla fine dell’esercizio sono puntualmente elise, rendendo di difficile lettura e comparabilità nel tempo del bilancio, del consuntivo e dell’efficienza della gestione in ordine alla capacità di attuare le previsioni.

Sono appostate “Entrate in c/capitale” per circa 375 milioni di euro, il cui effettivo incasso e già atteso da anni e tutt’oggi è ancora incerto.

b. La tabella “Equilibri di bilancio 2016” da’ la materiale dimostrazione di un fenomeno già denunciato con riferimento al consuntivo 2015. Da tale tabella si rileva che le spese “correnti + le quote di ammortamento dei mutui” eccedono le entrate normalmente destinate alla loto copertura (Titolo I, II e III). Più in particolare, l’eccedenza è di 881 milioni nel 2016, di cui 818 relativi alle sole quote di mutuo in rimborso.

E’ evidente che solo grazie agli avanzi degli anni scorsi, il disavanzo può essere coperto; ma tale squilibrio non può essere strutturalmente mantenuto nel tempo perché prima o poi l’avanzo di esaurisce.

Al contrario, questa amministrazione, ancora prosegue con l’indebitamento, prevedendo ulteriori mutui per 15,7 milioni di euro.

Considerato che le spese correnti assorbono integralmente le predette entrate e che pertanto l’ente non ha capacità di autofinanziarsi il rimborso dei mutuo, nei prossimi anni sarà necessario incrementare la pressione fiscale sui cittadini per generare un avanzo economico tale da poter coprire le rate di mutuo che dovranno essere rimborsate.

E’ un’amministrazione poco lungimirante, se non peggio, che si interessa del risultato immediato lasciando sulle spalle dei cittadini e dei futuri amministratori debiti da pagare.

2) ANALISI ENTRATE

a PREVISIONI FACILI PROVENTI DA ATTIVITA’ DI CONTROLLO E REPRESSIONE

La strategia è la stessa del 2015 ma la posta è ancora più alta.

Nel 2015 erano state previste entrate per 3,7 milioni di euro, a nulla rileva che nel 2015 sono stati incassati solo per 1,3, nel 2016 vengono previsti ben 4,75 milioni di euro.

Evidentemente era necessario un ulteriore milione di euro per equilibrare il bilancio di previsione.

b. ENTRATE PER NUOVI PRESTITI

Come già chiarito in precedenza regola di prudente amministrazione vorrebbe che l’ente non fosse troppo gravato da debiti, rischio la necessità in futuro di gravare ulteriormente sui cittadini.

Ma il problema che si pone è anche di capire quali opere sono così urgenti da far correre questo rischio.

Dal prospetto del piano triennale delle opere pubbliche non si evidenziano quali opere saranno finanziate con trasferimenti e quali con mezzi propri.

3) ANALISI USCITE

a. DINAMICA E COMPOSIZIONE DELLA SPESA CORRENTE

Per fornire una diversa visione delle previsioni per l’anno 2016, deve essere sottolineato che il totale delle spese correnti tra il 2015 ed il 2016 cresce di circa il 15%.

Infatti la spesa effettiva del 2015 (quella accertata) è di 18,5 milioni di euro mentre quella prevista per il 2016 è di 21,3 milioni di euro.

Una crescita che non trova giustificazione in periodo di spending review, di tagli dei trasferimenti pubblici e di blocco della pressione fiscale locale.

La spese del personale cresce da 3,2 milioni di euro (c/economico 2015) a 3,49 (previsione 2016), come è possibile visto il blocco della contrattazione e le limitazioni al turnover?

I trasferimenti alle imprese partecipate sono oltre 2 milioni di euro. Per quali finalità vengono erogate, chi controlla le partecipate, chi garantisce un equo controvalore delle prestazione ottenute?

I trasferimento ad altre imprese ammontano a circo 0,6 milioni di euro, Quali imprese sono, per quali finalità vengono erogate, quali sono i benefici per l’ente?

I trasferimenti alle altre amministrazioni ammontano ad oltre 5 milioni di euro. Chi controlla l’efficacia e l’economicità di tale spesa?

Per i servizi amministrativi è previsto oltre 1 milione di euro, chi presta detti servizi, come è stato selezionato, come è stato determinato il corrispettivo?

b. EFFETTI DELL’INDEBITAMENTO

Come già in precedenza chiarito, l’indebitamento porta ad un assorbimento dell’avanzo di gestione laddove esistente ovvero alla generazione di un disavanzo di amministrazione.

Basti pensare che gli oneri finanziari a favore del sistema creditizio nel 2016 è stimato in oltre 1,5 milioni di euro.

c. DINAMICA E COMPOSIZIONE DELLA SPESA IN CONTO CAPITALE

La spesa in conto capitale, stimata in 390 milioni di euro, è influenzata dalla previsione di opere finanziate con i trasferimenti in conto capitale di cui si è già detto.

Sulla effettiva realizzazione della spesa e sull’opportunità di realizzazione valgono le stesse critiche formulate per la previsione di entrata del trasferimento.

Ulteriore nota interessante è che parte di tale spesa è necessariamente finanziata dalla previsione di accensione di nuovi mutui.

Il Piano triennale delle opere pubbliche, sulla cui contrarietà ci si è già espressi in occasione dell’approvazione, non specifica la fonte di finanziamento di ogni opera.

Sarebbe necessaria maggior chiarezza su quali sono le opere che saranno realizzate con i mutui e quindi a carico dei cittadini e sapere chi beneficerà di tali opere.

E’ da sottolineare che sono previsti 3 milioni di euro di contributi agli investimenti di altri enti locali, ci si chiede ancora chi sono, a cosa sono destinati, chi controlla l’ente beneficiario e l’efficacia ed efficienza della spesa.

Per le motivazioni su esposte dichiaro il mio voto contrario .

dott. Emilio Malandrino

 

 

 

 

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.