AGROPOLI

AGROPOLI,OGGI FANNO 14 ANNI DALLA MORTE DI DON ARMANDO,UN MITO

Quel pomeriggio del 7 settembre 2005 le campane della chiesa della Madonna delle Grazie suonarono a gloria.Nessuno si rendeva conto il perchè.Poi il tam tam telefonico,non c’erano i social,la notizia fece subito il giro della città.Il palazzo di corso Garibaldi,dove abitava,diventa la meta degli agropolese.Il portone giù è spalancato,sopra,nella sua casa,nella sua camera,moltissimi la scoprono per la prima volta,forse tutti,c’era Don Armando,era morto.Sul suo letto con l’abito del sacerdote la sua figura imponente non aveva perso il suo carisma.Era giovane,76 anni,nel meglio in cui un sacerdote può dare.I bronchi non avevano più ossigeno.Si decide di portarlo in chiesa,nella sua chiesa,quella che con sacrifici aveva fatto restaurare e dove la sua strepitosa cultura lo aveva messo alla prova.In fretta e furia fanno uscire tutti dalla sua casa,lo ricompongono e lo portano in chiesa nel mezzo di un corso Garibaldi quasi incredulo.Parlare di Don Armando è difficilissimo e complesso,per la statura dell’uomo e per quanto ha rappresentato.Noi non abbiamo la cultura giusta per farlo,ci limitiamo al ricordo,una grande ricordo,forse il più bello della nostra infanzia e della nostra crescita.Invitiamo le nuove generazioni a studiare nella vita di Don Armando per esaltare la storia di Agropoli.Don Armando è stato molto per Agropoli,tanto,in certi momenti tutto.Si potrebbe scrivere un libro e i letterati della città dovrebbero farlo.Sergio Vessicchio

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.