AGROPOLI

AGROPOLI,OSPEDALE NIENTE DIRETTA TV PER LA PROTESTA

OSPEDALEAGROPOLIAGROPOLI. Di nuovo protagonista a “Mezzogiorno in famiglia” su Rai 2 sabato e domenica la città di Agropoli che ha vinto la seconda puntata consecutiva e la prossima settimana sfiderà un altro comune italiano. Non si è concretizzata invece l’annunciata protesta del comitato pro-ospedale che tramite il suo promotore, Giovanni Basile, aveva annunciato durante un incontro pubblico tenutosi sabato scorso presso la Sala polifunzionale di via Pio X: «esporremo uno striscione di protesta per portare alla ribalta nazionale la problematica del nostro nosocomio».Per poi a dieci minuti dalla diretta, dal castello di Agropoli, del popolare programma condotto da Amadeus e Alessia Ventura, fare dietrofront attraverso un post su Fb affermando: «Annullata la presenza del nostro striscione al Castello. Gli autori Rai ci hanno detto che non lo avrebbero ripreso, si correva il rischio di creare confusione e loro avrebbero interrotto le riprese».Durante l’incontro dell’altra sera è emerso che proseguirà la raccolta firme ad opera del comitato spontaneo di cittadini da inviare al premier Matteo Renziper chiedere la riapertura del locale ospedale. Per ora le adesioni hanno toccato quota 600. Ribadito da Basile e dai rappresentanti dei sindacati Spi- Cgil, Cisl e Uil che «l’ospedale chiuso ha fatto registrare almeno 7 morti, molti altri hanno rischiato la vita per raggiungere il presidio di Vallo ma il percorso per arrivarci è una vera via Crucis». «I dati in mio possesso – spiega Basile – raccolti presso il Psaut sono di 6mila accessi nei mesi trascorsi dalla chiusura dell’ospedale a cui si aggiungono le presenze presso la guardia medica notturna perché la diurna è a Castellabate». Poi l’accusa al manager Asl,Squillante: «ha chiuso la nostra struttura falsando i dati dei codici rossi». Basile ha poi annunciato per un incontro con le madri di Eboli che lottano per la riapertura del reparto di pediatria. Inoltre contatti sono in auge con i gruppi di Scafati e di Eboli per portare avanti una battaglia comune».Andrea Passaro LA CITTADISALERNO.IT