AGROPOLI

AGROPOLI,PRONTA UNA MARCIA PER L’OSPEDALE LA CITTA’ DICHIARA GUERRA ALLE ISITUZIONI

Quando si fece ad Agropoli la marcia di protesta probabilmente era molto tardi e la decisione Caldoro di Forza Italia  e i suoi amichetti di partito del centro destra l’avevano già presa da anni chiediamo spiegazioni a Cirielli ma nessuno risposta viene data e lui conosce i motivi della chiusura,.Chi vorrebbe farla oggi dopo la strage di infartuati e i disagi che si stanno affrontando quotidianamente si muove spontaneamente perchè ha visto morire amici e parenti e perchè non sopporta più questa negligenza sanitaria con un territorio ormai cresciuto a dismisura che non può più fare a meno di una struttura ospedaliera.Sono persone che non fanno politica e che avvertono l’esigenza primaria di voler dare alla città questo bene primario.L’ospedale è una priorità della quale non si può fare a meno e costi quel che costi va riaperto nel migliore dei modi con i crismi della regolarità e della modernità.Vincenzo De Luca ha preso per culo tutto e tutti anche Franco Alfieri la vera vittima della chiusura insieme ai cittadini di Agropoli.Il governatore ha fatto quanto ha potuto ma doveva continuare e invece si è bloccato e l’ospedale è ancora fermo al palo.Ripetiamo doveva essere la priorità è diventata una dimenticanza. I morti di questi anni gridano vendetta e fanno bene i giovani agropolesi che riscoprono la voglia di protestare contro questo scellerato atto che fu la chiusura del  plesso ospedaliero per meri motivi politici.Fanno bene ad alzare la voce,ad essere rivoltosi contro un’ingiustizia che rappresenta una vergogna nazionale.E chi lo ha chiuso sfotte pure con le fritture di pesce e qualche epiteto non conoscendo la storia della chiusura.La protesta spontanea oggi è credibile e spendibile perchè scevra da condizionamenti politici anche se c’è sempre qualche grillina o grillino che rompe le scatole con proposte cervellotiche tese a favorire proprio i grillini e la loro presenza nell’eventuale protesta renderebbe la stessa protesta debole e particolarmente condizionabile. Per cui ben venga la marcia,la protesta,la rivolta contro chi ancora oggi non apre completamente l’ospedale.La città ha la possibilità di dimostrare che c’è ancora una città e che ha ancora dei valori e degli obiettivi.Tutti quanti dobbiamo andare a combattere questa guerra,costi quel che costi perchè qui si muore senza aiuti e senza sostegni.Ora basta.Sergio Vessicchio

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.