AGROPOLI

AGROPOLI,SE NE VA UN SIMBOLO E’ MORTO PAOLO SERRA

paolo_serraAgropoli in lutto,è morto Paolo Serra,due volte sindaco di Agropoli,primo editore televisivo della capitale del cilento,fondò Teleagropoli nel 1984 la chiuse nel 1996.Sfiorò l’elezione alla camera dei deputati nel 1994.Assessore e consigliere provinciale esponente di spicco della Democrazia Cristiana,del PPI del PDS e del CCD.Molti i suoi successi politici. Amatissimo ad Agropolie nel Cilento ha fondato il Nervi,Il Nobel scuole parificate e l’università privata. Punto di riferimento culturale e politico ma anche sportivo fu presidente dell’Agropoli dal 1992 al 1995.Grande oratore,amava fare del bene senza farlo sapere,maestro di vita ma anche di altruismo. Difficile trattenere le lacrime mentre scriviamo,le mani tremano sul computer per questa notizia che mai avremmo voluto dare. La cronaca ce lo impone,il sentimento ce lo obbliga,lui maestro di giornalismo e di prosa lo avrebbe desiderato.Chi conosce la storia di questa città non può non legare l’immagine di Paolo Serra alla crescita e allo sviluppo di essa.L’isola pedonale il suo successo maggiore ma anche la barriera frangi flutti a San Marco fu un suo intuito. Ma è l’etica il suo punto di forza,grandissimo nell’atteggiamento e nel comportamento,un maestro eccezionale. Facile scadere nella retorica e per questo ci scusiamo con i lettori,ma il momento è difficile,drammatico,Paolo Serra era un simbolo,è un simbolo,un uomo straordinario capace di colpire il sentimento,un uomo tutto d’un pezzo che sprizzava tenerezza da tutti i pori senza che nessuno lo capisse.Lavorare gomito a gomito con lui è stata un’esperienza unica e affascinante,indimenticabile e costruttiva. Paolo Serra dava il meglio di se stesso con gli avversari,è li che sprigionava bontà e amore,mai vista una cosa simile.Incassava tutto e in special modo ti voleva bene e ti sorrideva da dietro quel baffo che lo faceva sembrare burbero ma che nascondeva un mondo di bontà. E’ dura perderlo per la città,per la cultura e in special modo per la famiglia che lo ha amato infinitamente.E’ dura scrivere adesso,e’ dura sapere che non c’è più,è dura prendere atto della sua morte,è dura ricordare quei momenti felici che ha regalato a chi ha avuto fortuna di lavorare con lui.Vorremmo scrivere tante cose,ma ci fermiamo,l’emozione e la commozione ci tradisce,ci travolge,ci mortifica.Addio professore,la terra ti sa lieve.Grazie di tutto.Sergio Vessicchio

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.