AGROPOLI

AGROPOLI,SINDACO E GIUNTA VOGLIONO DARE LA SPIAGGIA DEL LIDO AZZURRO AI DISABILI,SI AVVIA UN’ALTRA BATTAGLIA GIUDIZIARIA/IL TESTO DEL RICORSO AL TAR DI CARLO SCALZONE

 

Il titolare del Lido Azzurro Carlo Scalzone costretto all’ennesimo ricorso al Tar, contro il Comune di Agropoli.

Questa volta il contenzioso non riguarda i titolari del lido Oasi e quelli del Lido azzurro.Questa volta è Adamo Coppola,per i motivi ormai noti,ad aver indirizzato la giunta,assente Benevento, a richiedere la spiaggia del lido azzurro per adibirla a spiaggia per gli handicappati.Insomma vuole fare un ghetto sul quale le associazioni di categoria già si fanno sentire e il sindaco rischia una impopolarità ancora maggiore di quella che in questo momento ha.Il Sig. Carlo Scalzone, titolare del Lido Azzurro, ha conferito all’avv. Elio Cuoco, l’incarico di impugnare innanzi al Tar la delibera della Giunta Comunale di Agropoli n. 290 del 30 ottobre 2018 che ha bloccato il procedimento avviato dal responsabile del Demanio Ing. Agostino Sica in esecuzione della sentenza del TAR Salerno n. 993/2018, per il rilascio della concessione demaniale al Lido Azzurro.

Solo dopo l’esito, negativo per il Comune, dell’appello in Consiglio di Stato contro la Sentenza del TAR n.993/2018, che ne confermava quindi l’immediata esecutività, il Sindaco Adamo Coppola ha proposto di utilizzare come spiaggia per disabili l’arenile demaniale oggetto della sentenza del Tar, quale ennesimo “escamotage” per non consentire l’uso dell’arenile al Lido Azzurro. Secondo i titolari del Lido azzurro  al solo scopo di continuare a tutelare e favorire l’attività abusiva del Lido Oasi del consigliere comunale Eleodoro Di Nardo.

 

Il tutto dopo la sentenza del Tar e l’Ordinanza del Consiglio di Stato che confermavano il legittimo diritto di Scalzone sull’arenile in oggetto, e dopo che su tale area il Comune, dal 2012 in poi, ha sempre preferito concedere autorizzazioni temporanee al confinante e concorrente stabilimento balneare Lido Oasi del consigliere comunale Eleodoro Di Nardo, Lido Oasi dichiarato abusivo da due sentenze del Consiglio di Stato.

 

Va comunque specificato che l’arenile oggetto della controversia, è un’area che non ha nessun accesso dalla strada pubblica, è lontano dalle aree parcheggio ed è raggiungibile solo dalla battigia del mare o (guarda caso) attraverso la proprietà del consigliere comunale Eleodoro Di Nardo.

 

Vista l’impossibilità di accesso all’area, sarà praticamente impossibile anche solo provvedere alla semplice pulizia e manutenzione dei bagni chimici che andranno installati sulla spiaggia, quando invece, a pochi metri di distanza, esiste un ampio arenile demaniale, libero da concessioni e facilmente accessibile dalla confinante strada pubblica anche autonomamente con specifici mezzi per disabili, vicinissimo ad un’ampia area parcheggi pubblici non a pagamento, già attrezzato con servizi igienici e rampe di accesso, realmente funzionale al servizio che si asserisce voler offrire.

IL TESTO DEL RICORSO AL TAR DI CARLO SCALZONE

TAR PER LA CAMPANIA – SALERNO –

Ricorre il Sig. Carlo Scalzone (Capaccio (Sa) 9/9/63 c.f. SCLCRL63P09B644G) in proprio e n.q. di legale rapp.te della Lu.Ve. s.a.s. di Scalzone Carlo & c. rapp.to e difeso g. m. in calce al presente atto dagli avv.ti Elio Cuoco (Agropoli (Sa) 4/12/64 c.f. CCULEI64T04A091Z fax 081/663383 – pec eliocuoco@puntopec.it (per tutte le comunicazioni) ed Orazio Abbamonte (c.f. bbmrz061s17f839l pec orazioabbamonte@pec.giuffre.it) con i quali elett.te domicilia in Salerno al Corso Garibaldi 105, presso lo studio dell’avv. Lorenzo Lentini per l’annullamento, previa concessione delle opportune misure cautelari: a) della delibera di Giunta Comunale del Comune di Agropoli n. 290 del 30/10/2018, avente ad oggetto la presentazione dell’istanza di avviso su concessione demaniale e, della relativa istanza, presentata dal Sindaco presso il Settore Demanio del Comune di Agropoli il 31/10/2018, prot. n. 29576; b) di ogni altro atto preordinato, connesso o consequenziale comunque lesivo degli interessi del ricorrente.

Fatto

  1. Il ricorrente, titolare dello stabilimento balneare denominato Lido Azzurro, nel marzo 2018 ha presentato al Comune di Agropoli la seguente istanza:

AL RESPONSABILE DELL’AREA DEMANIO DEL COMUNE DI AGROPOLI

Istanza di ripristino della superficie prevista dalla concessione demaniale n. 267/92 e, successive modifiche. Atto di avvio del procedimento. Art. 7 l. n. 241/90.

Il Sig. Carlo Scalzone n.q. di legale rapp.te della Lu.Ve. sas elett.te dom.to per le comunicazioni ai fini del presente atto presso la pec dell’avv. Elio Cuoco (eliocuoco@puntopec.it) espone quanto segue:

PREMESSO CHE

il Sig. Scalzone nel 2004 ha acquistato il Lido Azzurro dal Sig. Pasquale Garritano;

il Sig. Pasquale Garritano era titolare di concessione demaniale (ultimo rinnovo) n. 267/1992 riguardante una estensione di mq. 904 insistenti sulla p.lla n. 236, foglio 40, prospiciente la proprietà Di Nardo (doc. 1);

nel 2005 il Comune ha rilasciato al Sig. Garritano la concessione demaniale n. 03/2005 con la quale, sulla p.lla 236, ha assentito l’occupazione di una superficie inferiore (513 mq.) a causa dell’erosione marina che aveva ristretto l’arenile oggetto della concessione n. 267/92 di 904 mq.;

la legittimità della concessione n. 03/2005 è stata confermata dal Tar Salerno con sentenza n. 11164/2010 (doc. 2);

il Sig. Scalzone nel 2006 è subentrato nella concessione demaniale n. 03/2005;

nel 2008 l’arenile demaniale insistente sulla p.lla 236 si è ricostituito assumendo nuovamente la conformazione già oggetto della concessione demaniale n. 267/92 di 904 mq.;

per questo motivo nel 2009 il Sig. Scalzone ha richiesto (doc. 3) il ripristino della superficie originaria in concessione (904 mq.);

codesto Ufficio sospese la suindicata richiesta (doc. 4) in attesa di individuare le aree demaniali disponibili;

l’amministrazione ha individuato le suindicate aree con rilievo topografico dell’agosto 2009;

il suindicato rilievo conferma l’integrale ricostituzione dell’arenile sulla p.lla 236 foglio 40;

tuttavia, sulla ricostituita p.lla 236, foglio 40, il Comune dal 2012 ha rilasciato l’autorizzazione per l’occupazione temporanea (500 mq.) al confinante Lido Oasi;

tutto ciò premesso, l’istante n.q. e con il domicilio indicato in epigrafe:

CHIEDE

a codesto Spett.le Ufficio di voler ripristinare in favore del sig. Carlo Scalzone, titolare della concessione demaniale n. 03/05, l’originaria superficie di 904 mq. prevista dalla concessione demaniale n. 267/92. Con l’avvertenza che, in caso di silenzio, decorso il termine di giorni trenta dal ricevimento della presente, si ricorrerà innanzi al competente Tar.

  1. Il Comune ha respinto l’istanza asserendo che, in mancanza del P.U.A.D. (piano utilizzo aree demaniali), non sarebbe stato possibile rilasciare nuove concessioni e/o ampliare quelle esistenti. Il Sig. Scalzone ha impugnato il diniego innanzi a codesto Tar che, con sentenza n. 993/18 (doc. 2), ha accolto il ricorso: la sentenza, avente contenuto conformativo – ordinatorio, demandava l’accertamento (pag. 5 sent.) di alcuni presupposti in relazione ai quali, il Comune avrebbe potuto accogliere e/o respingere l’istanza del Sig. Scalzone (pag. 6 sent.).
  2. Il Comune ha appellato la suindicata sentenza con richiesta di misura cautelare che, il Consiglio di Stato ha respinto (doc. 3). Dopo la decisione del CDS, il responsabile del settore Demanio del Comune, in esecuzione della sentenza Tar, ha comunicato (doc. 4) al Sig. Scalzone di aver pubblicato la concessione demaniale all’albo pretorio, per il relativo rilascio.
  3. Con la delibera impugnata (doc. 1) la Giunta ha deciso di presentare una istanza sull’area demaniale oggetto della decisione del Tar, per realizzarvi un’area attrezzata per i diversamente abili. Tutto ciò, dopo che nel luglio del 2018, la medesima Giunta ha già concesso (doc. 5) ad altro stabilimento balneare (Il Raggio Verde), un’area demaniale da attrezzare per i diversamente abili. Prima di prospettare i motivi di ricorso, occorre dire che il ricorrente da anni è parte di un contenzioso amministrativo contro il confinante Lido Oasi le cui attività (bar – pizzeria e stabilimento balneare), sono riconducibili, direttamente o indirettamente, all’attuale consigliere comunale Eleodoro Di Nardo e che il Sig. Scalzone, con due sentenze del Consiglio di Stato, ha fatto annullare: a) il permesso di costruire del suindicato bar – pizzeria per assenza di volumetria sul lotto (doc. 6); b) la delibera consiliare con la quale il Comune, dopo un precedente diniego di condono, aveva cercato di alienare un’area pubblica ai titolari del Lido Oasi, in modo da consentire il perfezionamento della relativa sanatoria (doc. 7). I provvedimenti impugnati sono illegittimi e vanno annullati per i seguenti:

MOTIVI

  1. I) VIOLAZIONE SENTENZA TAR SALERNO n. 993/18, ART. 112 CPA e ART. 97 COST. ECCESSO DI POTERE. SVIAMENTO. CONTRADDITTORIETA’. VIOLAZIONE DEL GIUSTO PROCEDIMENTO DI LEGGE.

L’ordinamento giuridico è un complesso di norme preordinate a garantire la coerenza del sistema ovvero, la plausibilità del diritto per il corretto funzionamento dell’organizzazione sociale.

Il Comune ha negato al Sig. Scalzone la concessione demaniale per l’asserita assenza del Puad. Codesto Tar ha accolto il ricorso dell’odierno ricorrente mentre il CDS, ha respinto l’appello cautelare del Comune.

Segue la conferma dell’esecutività della sentenza del Tar che, va eseguita dalla P.A. (art. 112 co. 1 Cpa): cosa, che il competente (art. 107 co. 3 lett. f) d.lgs n. 267/00) responsabile del settore Demanio del Comune ha fatto, pubblicando la concessione demaniale all’albo pretorio. Il tutto, per assicurare buon andamento e imparzialità dell’amministrazione (art. 97 Cost.).

Segue l’illegittimità della delibera di Giunta impugnata che consente invece al Comune, contro la coerenza dell’ordinamento (art. 113 Cost. e 112 Cpa), di trasformarsi da parte processuale soccombente in:

  1. a) concorrente (sleale) del Sig. Scalzone per il rilascio della concessione demaniale;
  2. b) soggetto (parziale) che decide a chi rilasciare la concessione.

Ciò, dopo che l’ente, negando il rilascio della concessione, ha obbligato il ricorrente Scalzone a creare il comando giuridico (la sentenza del Tar) che, accerta torti e ragioni delle parti in causa, ragioni proprie del ricorrente Scalzone che l’amministrazione comunale, con un improvviso revirement, intenderebbe far proprie con motivazione illegittima per:

 

  1. II) VIOLAZIONE ART. 3 L. N. 241/90. CONTRADDITTORIETA’ DELLA MOTIVAZIONE. CONTRASTO CON I PRECEDENTI. ECCESSO DI POTERE. ILLOGICITA’. DIFETTO D’ISTRUTTORIA, VIOLAZIONE DEL CRITERIO N. 33 DELLA FEE. SVIAMENTO. VIOLAZIONE ART. 97 COST. e DELLA SENTENZA TAR SALERNO N. 983/18. VIOLAZIONE ART. 112 CPA.

Il tempo è un parametro per accertare le deviazioni del procedimento amministrativo, ovvero la forma della funzione pubblica. La motivazione di un atto amministrativo è legittima quando coincide con i fatti (art. 3 l. n. 241/90). Fuori da questo perimetro, la funzione pubblica è poco credibile.

Ora, nella delibera di Giunta impugnata si legge che l’interesse pubblico risiederebbe nella necessità di:

– realizzare una spiaggia attrezzata a favore dei disabili in conformità alla vigente normativa e all’ultimo bando per l’ottenimento del prestigioso titolo di bandiera blu, rilasciato dalla FEE (..).

Molte le opacità.

1) La Giunta ha omesso di riferire che il Comune, dal 2012 al 2017, sull’area in esame ha sempre rilasciato la concessione stagionale all’attuale consigliere comunale Di Nardo che, nell’estate 2018, ha anche occupato abusivamente la spiaggia. Dunque, non si comprende perché la Giunta, dopo che per anni l’area è stata sempre utilizzata come spiaggia dall’abusivo Lido Oasi del Di Nardo, abbia avvertito la necessità di attrezzarla per i diversamente abili: necessità emersa soltanto dopo che il CDS ha respinto l’appello del Comune e il funzionario, ha ottemperato la sentenza del Tar per rilasciare la concessione al Sig. Scalzone.

2) La scelta della Giunta è incomprensibile anche perché il Comune, innanzi al Tar e al CDS, non si è mai difeso affermando di voler realizzare sull’area controversa la spiaggia per i diversamente abili: e si comprende il perché, visto che la stessa Giunta ha già affidato (del. n. 202 del 5/7/2018) il suindicato compito, senza costi per la P.A.., ad altro stabilimento balneare (Il Raggio Verde).

3) Accanto al Lido Azzurro insiste un’area demaniale libera, accessibile anche ai diversamente disabili, occupata soltanto parzialmente (nella parte finale) dalle alghe marine (ctp in atti doc. 8): area libera che in estate viene dotata di servizi igienici e che pertanto, ben si presterebbe (eventualmente) alle finalità asseritamente perseguite dalla P.A..

4) Contrariamente a quanto affermato nella delibera impugnata, la FEE, cioè la fondazione che conferisce le bandiere blu, richiede (criterio n. 33 doc. 9) che, “almeno una spiaggia Bandiera Blu per ogni Comune deve avere accesso e servizi per disabili fisici”.

Nella specie:

l’area demaniale controversa, escludendo l’accesso dal Lido Azzurro, è interclusa ovvero inaccessibile ai disabili (ctp in atti);

il Lido Azzurro ha la bandiera blu, è dotato di servizio igienico per diversamente abili e pedane rigide, che consentono agli interessati di muoversi liberamente sulla spiaggia. Dunque lo stabilimento del ricorrente, e si presume gli altri stabilimenti balneari comunali, soddisfa il criterio n. 33 della FEE: sottolineandosi, che durante la stagione estiva la stessa amministrazione predispone sulle aree demaniali libere, servizi igienici, anche per disabili, e rampe di accesso alla spiaggia.

In conclusione la Giunta ha sviatamente operato perché, per interferire nel procedimento di rilascio della concessione in favore del Sig. Scalzone, ha formalmente motivato la scelta con il perseguimento di un pubblico interesse: questa deviazione della funzione rispetto all’interesse tutelato dalla legge non è una novità perché, da oltre un decennio, i provvedimenti approvati dall’amministrazione sull’area in esame, hanno danneggiato l’odierno ricorrente che ha già fatto annullare dal G.A. gli atti amministrativi preordinati a favorire la concorrente attività (Lido Oasi) del consigliere comunale Di Nardo e segnatamente:

  1. a) il permesso di costruire con il quale l’amministrazione ha consentito al Lido Oasi, di realizzare un nuovo bar – pizzeria, di circa 150 mq., su un lotto con privo di volumetria;
  2. b) la delibera consiliare con la quale si era cercato, dopo un precedente diniego di condono, di perfezionare nuovamente la sanatoria dei Di Nardo;
  3. c) il diniego di rilascio della concessione demaniale sull’area che, si ribadisce, dal 2012 al 2017, l’amministrazione ha sempre concesso all’attuale consigliere Di Nardo.

 

III) APPLICAZIONE ART. 26 CPA e ART. 96 CPC, perché la Giunta violando la decisione del Tar, già eseguita dal funzionario del settore Demanio, ha obbligato il ricorrente all’ennesimo ricorso. Tutto ciò, violando effettività della tutela giurisdizionale e imparzialità dell’azione amministrativa il cui percorso, è invece delineato dalle già eseguite statuizioni del G.A.. Pertanto, in caso di accoglimento del presente ricorso, si chiede l’applicazione delle norme in epigrafe.

 

Misura cautelare: la fondatezza del ricorso è provata dalla sentenza Tar Salerno n. 993/18, già eseguita dal responsabile del settore Demanio. Il danno è grave e irreparabile perché il mancato rilascio della concessione (circa 500 mq.) impedisce di aumentare gli ombrelloni disponibili con conseguente perdita di opportunità lavorative e mancata valorizzazione dell’azienda del ricorrente. Ribadendosi che l’area demaniale in questione, fin dagli anni 60, ha sempre fatto parte della originaria concessione del dante causa (Garritano) del ricorrente Scalzone.

PQM

Si conclude per l’accoglimento del ricorso, della contestuale misura cautelare, e l’annullamento degli atti impugnati. Conseguenze di legge. Contributo euro 650. I sottoscritti difensori e procuratori del Sig. Carlo Scalzone, attestano che le copie analogiche utilizzate per la notifica tramite ufficiale giudiziario del Tribunale di Vallo della Lucania, sono conformi all’originale nativo informatico sottoscritto digitalmente del presente atto.

Napoli, 27/11/2018.

avv.ti Orazio Abbamonte ed Elio Cuoco

Mandato

Il sottoscritto Carlo Scalzone (Capaccio (Sa) 9/9/63 c.f. SCLCRL63P09B644G) residente in Agropoli alla via Turati 22 in proprio e n.q. di legale rapp.te della Lu.Ve sas di Scalzone Carlo & C. (p. iva 04084370651) con sede legale in Agropoli (Sa) alla Piano delle Pere 212, nomina e costituisce suoi procuratori e difensori l’avv. Elio Cuoco (c.f. CCULEI64T04A091Z) indirizzo pec eliocuoco@puntopec.it e l’avv. Orazio Abbamonte (Napoli 17/11/61 c.f. bbmrzo61s17f839l) conferendo mandato per proporre ricorso innanzi al Tar per la Campania – Sez. di Salerno – contro il Comune di Agropoli per l’annullamento previa concessione delle opportune misure cautelari, della delibera di Giunta Comunale del Comune di Agropoli n. 290/2018 Abilita l’avv. Elio Cuoco e l’avv. Orazio Abbamonte a sottoscrivere il presente ricorso, memorie, a proporre motivi aggiunti e appello in CDS, a richiedere la sospensiva, ad articolare richieste e istanze previste dal CPA, ad agire, conciliare, transigere e rinunciare al giudizio e quant’altro utile e necessario alla difesa, assumendo fin d’ora per dato e rato il suo operato. Eleggo domicilio, ai fini del ricorso al Tar, con l’avv. Orazio Abbamonte e l’Avv. Elio Cuoco presso lo studio dell’Avv. Lorenzo Lentini, sito in Salerno al Corso Garibaldi 105. Dichiaro di essere stato edotto circa il grado di complessità dell’incarico che con la presente conferisco nonché di aver ricevuto prospetto informativo in ordine agli oneri (comprensivi di onorari, spese generali, cap e iva ed anticipazioni), ipotizzabili dal momento del conferimento dell’incarico e sino alla sua conclusione. Dichiaro di aver ricevuto copia dell’informativa art. 13 dlgs n. 196/2033, e successive modifiche, per il trattamento dei dati sensibili e presta il proprio assenso ai dati che riguardano la presente procedura, siano essi comuni, sensibili e/o giuridici ai fini del corretto e completo espletamento del mandato conferito con la sottoscrizione della procura alle liti.

Agropoli, 22/11/2018

Tale è  avv. ti Orazio Abbamonte e  Elio  Cuoco

L’anno 2018 il giorno 17 del mese di maggio il sottoscritto ufficiale giudiziario addetto all’ufficio notifiche presso il Tribunale di Vallo della Lucania, su richiesta degli avv.ti Elio Cuoco ed Orazio Abbamonte e della LU.VE. sas di Scalzone Carlo, ho notificato il ricorso che precede al Tar Campania Salerno, mediante consegna di copia conforme all’originale, a mani proprie a:

 

  1. I) Comune di Agropoli in persona del Sindaco p.t. dom.to per la carica presso la casa comunale sita in Agropoli in Piazza della Repubblica.

 

admin
Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.