AGROPOLI

AGROPOLI,VOGLIONO TRASFORMARE L’OSPEDALE IN CENTRO ACCOGLIENZA PER GLI EXTRACOMUNITARI CHE SBARCANO A SALERNO,IN CITTA’ RABBIA E SCONCERTO

OSPEDALEAGROPOLIPer il momento si tratta di un indiscrezione. Se fosse confermata sarebbe il colpo del ko per le speranze di riaprire l’ospedale.Subito dopo la notizia il comitato a difesa dell’ospedale ha diramato un comunicato ecco il testo: “Per la politica locale la chiusura dell’Ospedale di Agropoli è un dato acclarato ed archiviato. Anzi la chiusura è utile per la prossima campagna elettorale. Purtroppo  giungono in maniera costante e concordante notizie relative all’utilizzo della complesso dell’Ospedale di Agropoli come struttura recettizia dei flussi dei migranti che sbarcano a Salerno. In parole povere: Agropoli dovrebbe ricevere nel suo dismesso Ospedale parte degli immigrati che oramai di continuo sbarcano a Salerno. Senza per nulla voler essere discriminanti o razzisti sono totalmente contrario a questa decisione. Se ciò dovesse risultare vero sarebbe decretata la fine di ogni possibilità di riavere il nostro ospedale. I medici possono essere richiamati, i macchinari possono essere ricomprati, ma una struttura devastata dopo che l’abbiamo attesa 50 anni metterebbe una pietra tombale sulle parole “Ospedale Agropoli”. In questo periodo si sono accesi i riflettori su altre realtà sanitarie e sui Sindaci di altre città che, dopo aver preteso le nostre attrezzature (nel silenzio dei nostri amministratori) adesso parlano di tagli irrazionali. Siamo vicini al popolo scafatese ed alle mamme ebolitane, a tutti coloro che sono preoccupati per i loro ospedali. Chi come un cilentano può capirli! Non condivido (questo lasciatecelo dire con forza!) il modo di agire di chi li rappresenta. Molti cilentani adesso hanno capito cosa significa avere l’ospedale chiuso. Hanno capito che noi del comitato PURTROPPO avevamo ragione. Avremmo voluto fare le statue d’oro ai salvatori dell’ospedale, ma abbiamo capito che non c’era una volontà, o meglio si voleva altro, si mirava ad altro. In fin dei conti dicevamo il vero. Quello che dicevamo sarebbe successo è accaduto. Il nostro ospedale non ci è stato tolto da persone che vivono lontane, ma da chi vive con noi ed è vicino a noi. E’ giunto il momento di iniziare a sotterrare l’ascia di guerra. Questa volta bisogna lottare più di prima. Bisogna non lasciare nulla di intentato. Siamo noi i depositari dei destini dei nostri figli e dei nostri cari”.

SBARCHI PORTO 4
L’ULTIMO SBARCO IN ORDINE DI TEMPO A SALERNO