AGROPOLI

AMORE E MEMORIA NEL CILENTO IL FILM DI GIANNI PETRIZZO “IL MAESTRO MARGHERITA”

AGROPOLI. Esce nelle sale il film del regista Gianni Petrizzo “Il maestro +Margherita”:è stato presentato presentato al Cineteatro “De Filippo”, con gli autori e gli attori. In una lingua che oscilla tra l’italiano letterario e un dialetto corposo, sonoro, con i tagli di luce in bianco e nero che ricordano il neorealismo di Fellini e Pasolini, il regista Petrizzo e lo sceneggiatore Giovanni Laurito rielaborano, attraverso l’innesto delle stesse evocazioni simboliche, il cinema dell’epoca che vanno a raccontare come in una favola antica, recuperata con una grazia, una leggerezza, un incanto che non possono lasciare il pubblico indifferente.
Il film “Il Maestro e Margherita” è vicenda d’amore e di memoria, una storia ambientata in un Cilento arcano e remoto, a metà tra il ’50 e ’60. È un risveglio alla vita, alla partecipazione umana, una favola antica: a Tolve, un borgo del Cilento, un giovane maestro, trasferito da Salerno al primo incarico, scopre una realtà contadina sconosciuta, riti e tradizioni antiche che lo riempiono di stupore fino a farlo innamorare di Margherita, una giovane donna del paese che trasforma la poesia dei libri in espressioni semplici e naturali, attraverso la magia della natura e dell’invisibile. Il film è un prodotto di grande promozione culturale ed è stato recitato a Cannalonga con la partecipazione di attori e musicisti e cantanti cilentani (come l’eccellente Angela Bruno) che interpretano brani musicali inediti. Lo sceneggiatore, Giovanni Laurito: «Questo lavoro è un chiaro riferimento alle commedie italiane degli anni ‘50-‘60, a partire da Pane, amore e fantasia di Comencini. I personaggi sono tutti positivi, anche il più complesso, quello di Francesco Maio che interpreta il bidello Rossello incarna lo spirito atavico dell’arte di arrangiarsi. Gli altri personaggi sono il maestro Giacomo Ricci – Antonio Vita – timido in amore come Mastroianni davanti alla Loren, ma capace, come un epigono del professore dell’Attimo fuggente, con il solo strumento della poesia, di far prendere coscienza ai propri piccoli alunni, delle proprie potenzialità e del significato della cultura come strumento di emancipazione. Margherita (Antonia Tomeo) è la Lollobrigida, la Loren. I ragazzini, Pietro (Bartolo De Vita), Lorenzo (Daniele Sottolano), delicati, fra Pinocchio e Pasolini. Antonino Nese è il cantastorie, reale e metatestuale, il filo diretto dell’autore con lo spettatore».Carmen Lucia

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.