AGROPOLI

ANGRI DICE NO ALLE PUTTANE E ALLA PROSTITUZIONE,GUARDATE COME

PUTTANEANGRI. La foto di fatto parla già da sola (e naturalmente non è la prima volta): ad Angri dal 2 ottobre con specifica ordinanza è “vietato contrattare o concordare prestazioni sessuali sul territorio comunale”. Di divieti per debellare la piaga della prostituzione, gli amministratori locali ne hanno disposti a centinaia, ma forse è la prima volta che se ne vede uno scritto nero su bianco; e francamente fa un certo effetto, come se offrisse maggiore peso al divieto stesso. Anche se desta qualche perplessità lessicale il verbo “concordare”: se infatti “contrattare” esplicita il senso di una trattativa e quindi del meretricio; “concordare” può anche siginificare l’essersi messi d’accordo con una bella ragazza appena conosciuta, che magari non ha saputo resistere al fascino latino di un giovane amico o ha ceduto alla sua corte elegante: insomma può anche voler dire il coronamento senza esborso di denaro di una serata degna di essere ricordata.Se funzionerà o meno, se i clienti delle signore – che intanto stanno migrando nella vicina Scafati dove per adesso non ci sono divieti espliciti come quello di Angri – terranno a bada i loro bollori solo grazie al cartello, è difficile da dire qui e ora. Resta il tentativo (encomiabile), resta anche qualche perplessità: giacchè se c’è tanta offerta in giro,è segno che la domanda resiste ed è, anzi, ottima e abbondante, comunque tale da non farsi scoraggiare – si sospetta – da un cartello ammonitore.Un ultimo dato certo, per sorridere. Angri diventa la città dove tutto va bene perché per ordinanza è vietato che “vada a puttane”.

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.