AGROPOLI

ASCEA,PATTO PER GLI SCAVI DI VELIA

d'angiolillo sindaco di ascea
D’ANGIOLILLO SINDACO DI ASCEA

Presto sarà sottoscritto un protocollo d’intesa per stanziare i fondi necessari alla pulizia delle rovine di Elea-Velia, patria del filosofo greco Parmenide, invasa dalla vegetazione. L’annuncia il sindaco di Ascea, Pietro D’Angiolillo, dopo la denuncia sulle erbacce presenti sul sito, riportata  dalCorriere della Sera. «Vogliamo parlare solo delle erbacce che invadono Velia? – chiede polemicamente il sindaco di Ascea – il Comune ha contribuito quest’anno alla pulizia dell’area con seimila euro, poiché la Soprintendenza archeologica di Salerno non ha fondi disponibili. Presto firmeremo un protocollo d’intesa con i Comuni limitrofi e la soprintendenza per istituire un fondo destinato esclusivamente alla pulizia delle rovine di Velia. Ci auguriamo che anche il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e le Comunità montane vogliano contribuire alla spesa».Della rimozione delle erbacce si occupava un allevatore che le utilizzava per nutrire i suoi cavalli. Poi gli era stato imposto lo stop dalla Soprintendenza che aveva indicato la necessità di ricorrere ad un appalto per effettuare il servizio di pulizia. «Vorrei che oltre che delle erbacce di Velia – conclude il sindaco D’Angiolillo – si affrontassero argomenti più importanti. Ad esempio, vorrei che partisse l’idea di una nuova campagna di scavi. Di Elea-Velia è stato scavato solo il 15 per cento dell’area. Perché non si pensa di riportare alla luce la villa di Cicerone, che proprio qui soleva trascorrere alcuni periodi dell’anno?».

scavi veliaSulla vicenda sono intervenuti anche gli agricoltori del territorio, pronti a dare una mano. Tra di loro anche i coltivatori dei prodotti tipici del Cilento, come il fico bianco cilentano DOP. «Potremmo curare la manutenzione del sito coltivando il fico bianco all’interno dell’area archeologica, – spiega Raffaele D’Angiolillo, produttore da tempo impegnato nella valorizzazione del millenario fico bianco del Cilento – alla soprintendenza non costerebbe nulla e farebbe bene all’intera produzione delle eccellenze del nostro territorio. Nulla vieta, infatti, che accanto al fico bianco, nel sito di Velia possano sorgere `microlaboratori´ di altre specialità agricole cilentane, come ad esempio quella del cece nostrano, tanto famoso già tra i romani». «Ho avanzato la proposta alla soprintendenza qualche tempo fa, – conclude Raffaele D’Angiolillo – ma dopo una prima reazione positiva, non ho ricevuto più alcuna risposta».

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.