AGROPOLI

BASKET AGROPOLI,DOPO RIMINI NON C’E’ IL VUOTO

BASKET IN VIAGGIO
I DELFINI IN VIAGGIO VERSO RIMINI

GIOVANNI PETRIZZOGIOVANNI PETRIZZO.Tutte le realtà della nostra esistenza, come del resto gli uomini stessi, si dice talvolta hanno un loro destino.A me piace invece pensare che ognuno, con il bagaglio di valori, principi, passioni, angosce, sogni, sconfitte, successi, possa essere l’artefice del proprio destino.Quando poi dalla dimensione della singola persona si passa alla passione condivisa di un gruppo di amici, ecco emergere il fenomeno BASKET AGROPOLI.Quello che ormai da tempo sta accadendo, non solo in città ma nel Cilento intero, intorno ai delfini del parquet del Pala Di Concilio va oltre l’aspetto sportivo.  Un movimento che attraversa tutte le categorie sociali e che vede in capitan Palma e compagni la possibilità di emergere nonostante le difficoltà ed i limiti strutturali della nostra Terra.Agropoli cestistica che compete e primeggia rispetto a realtà capoluogo di regione quali Catanzaro, Palermo, Pescara, diventa esempio, stimolo e speranza per tutti quelli che non vogliono arrendersi a quello che sembra appunto il destino ineluttabile di un territorio sempre ai margini.Il basket, d’altronde, è un po’ come la vita: il pareggio non è previsto, si vince e si perde e dall’approccio rispetto a queste due dimensioni dipende il futuro. Il basket prevede l’assunzione di responsabilità personale, per esempio accusandosi dei falli commessi; premia le individualità se riescono a mettersi a disposizione della squadra. Sembra quasi un manifesto programmatico di una società che tenta fra mille difficoltà di rendersi protagonista del proprio destino.Ma come sempre accade ciò che fa la differenza sono le persone.Da un lato i dirigenti che , pur in un confronto tosto ed appassionato, riescono alla fine a far quadrato intorno alle esigenze della società facendo rendere al massimo le risorse messe a disposizione dagli sponsor.Dall’altro lato, guidato da Paternoster e Delia, con il prezioso contributo di Walter Guida e del prof. Vincenzo Bergamo, il roster, che oltre alle indubbie doti tecniche, mette in campo valori intrinsechi alle singole persone che riescono così ad essere naturalmente squadra perchè prima di tutto amici fuori dal campo.Dalla fierezza degli “indigeni” Palma, Borrelli, Spinelli, Di Luccio e Di Lascio, passando per l’esperienza di Serino, Romano e Birindelli, per arrivare al talento puro di Marulli, Molinaro,Iurato e Parrillo il Basket Agropoli è diventato il simbolo, non solo sportivo, di Agropoli e del Cilento. Tutto ciò senza fumose ed improbabili alchimie, ma solo in virtù della passione, dell’amicizia, del lavoro e del sacrificio, tutti elementi necessari in qualsiasi progetto anche non sportivo.La Final Four di Coppa Italia con il Basket Agropoli unica rapprentante del Sud Italia tra i campionati di A e B, è motivo di fierezza e già la sola partecipazione costituisce un grande successo.Due pullman e decine di automobili in partenza da Agropoli e tantissimi conterranei che lavorano nel Nord Italia stanno per convergere a Rimini, sede delle finali nazionali, centinaia di persone di tutte le età e di ogni estrazione sociale.E’ questa la vera vittoria del Basket Agropoli: aver risvegliato nel cuore della gente passioni e speranze e aver dimostrato che tutti insieme è possibile rendere i sogni una splendida realtà.Giovanni Petrizzo

 

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.