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BATTIPAGLIA,LA DIASPORA IN FRATELLI D’ITALIA SCUOTE LA MAGGIORANZA MA LA FRANCESE NON RISCHIA

tozzi e gioia
Il vice sindaco Tozzi e l’assessore Gioia

BATTIPAGLIA:  Più che aria di crisi, c’è nei fatti concreti, una reale frattura,  ben celata da una maggioranza di governo che non può certo esternare, sin dai primissimi mesi di vita, la decadenza di un progetto amministrativo, che doveva rappresentare il rilancio delle ambizioni politiche di questa città. Eppure, lo avevamo già esposto con degli articoli proprio sul nostro quotidiano, in seno ad una sofferenza da parte di Fratelli D’Italia, che poco gradiva determinate decisioni, sia della Francese, sia di Ugo Tozzi, partner “virtuale e civico” nell’apparentamento, ma concreto nel risultato. Da qui la fuoriuscita di una decina di componenti dal partito della Meloni, che simboleggiava, in via definitiva, uno strappo deciso con la maggioranza. Le discussioni sono saltate fuori dal momento in cui, le cosi dette suddivisioni politiche, hanno avuto un peso specifico nei confronti di Fratelli d’Italia, elargite da Tozzi e  conferendo al partito cariche assessoriali e poltrone da vice sindaco, unitamente ad alcune deleghe, che hanno formalizzato determinate posizioni “tozziane” ed escluse le realtà che avevano sostenuto con le proprie liste, la battaglia della Francese. Ed in primis ci si può riferire a quella “rivoluzione cristiana”, che ha rappresentato senza dubbio alcuno, la forza reale con i suoi mille e passa voti al primo turno e 3 consiglieri comunali eletti, consegnando in pratica la vittoria tanto sospirata alla coalizione che ha poi vinto su Gerardo Motta. E quella che sembrava un tutt’uno di idee e proposte è invece una lesione ben camuffata dalle componenti della maggioranza stessa. Tiene banco quindi, il problema sulle spartizioni politiche che nei fatti hanno assegnato ben 4 assessorati alla compagine di Ugo Tozzi, mentre alla lista rivoluzione cristiana, solo ed esclusivamente la presidenza del consiglio comunale, ne tanto meno alle altre liste a sostegno del Sindaco/a. Uno sbilancio che pone in CECILIA FRANCESE FASCIAessere la sopravvivenza che sarà messa a dura prova nei prossimi giorni, quando dovrà essere approvato il riequilibrio di bilancio che slitta di otto giorni circa e sarà oggetto di discussione entro il prossimo 8 agosto. Come dire, tanto per un riferimento storico, “tu quoque”, che rappresenta il dissidio interno che oramai non regge più ed è praticamente straripato ad ogni angolo della città. Una crisi alla quale nessuno poteva prevedere, ne pensare lontanamente, tanto da diagnosticare una lunga vita a questa amministrazione. Come comunicatoci, infatti, entro sabato prossimo, si terrà una conferenza stampa dei fuoriusciti di Fratelli d’Italia, che contesteranno le decisioni intraprese e poco gradite, sia da Tozzi, sia dalla Francese, ma soprattutto da Edmondo Cirielli, figlio di un accordo pre-natalizio 2015. Per risanare la frattura nella componente di maggioranza, i dissidenti di Fratelli d’Italia, chiederanno le dimissioni di Tozzi e di Gioia che rivestono la carica di vice sindaco, nonché delegato alla polizia municipale ed alla viabilità, e dell’assessore allo sport. Da non sottovalutare, eventualmente anche la posizione di Forza Italia, essendo la stessa, parte integrante del progetto nazionale politico col partito di Cirielli e non si escludono quindi, unioni tra le parti e far calare una forte crisi sull’amministrazione. Anche i componenti della lista civica “etica per il buon governo” ed i suoi 4 consiglieri eletti, palesano chiari segni di insofferenza. Come disse Renzi a Letta, “ non preoccuparti, nessuno ti tocca e sei forte nella tua posizione”. Sappiamo tutti come è andata a finire. Facendo immediatamente i conti, fanno parte della opposizione ben 6 consiglieri comunali. Rivoluzione cristiana ne conta ben 3 unitamente alla componente di Forza Italia che ne annovera soltanto uno. A conti fatti, essendo la maggioranza, rappresentata da 15 consiglieri dei quali, 4 potrebbero essere la forza contraria nel suo interno, porterebbe a 11 il quoziente maggioritario e far salire a ben 10 le forze di opposizione. Ma va considerato il malcontento delle componenti di Etica per il buon governo, che nulla hanno ottenuto sino ad oggi e silenziosamente messi da parte. In pratica siamo al relativismo morale e politico, ma soprattutto siamo già alla prima prova ufficiale della tenuta del governo “Francese”. Va considerato l’apporto di Fratelli d’Italia, certo, ma potrà essere consentito lo sfascio locale del partito, con l’uscita di Pagano, Zarrillo e Magliano, (ma siamo all’inizio di un esodo maggiore) per mantenere cariche politiche all’interno della amministrazione? Ardua domanda alla quale sarà conferita risposta nell’immediatezza nella prima decade di agosto. Il riequilibrio, più che di bilancio, dovrà essere sostenuto nella maggioranza e non si escludono “rimpasti” immediati tra gli assessori e nelle cariche conferite ad alcune componenti lo staff del Sindaco/a. Ed a pagarne le conseguenze è sempre e solo unicamente la città, madre di beghe, che non riesce a collocare la sua figura di città capofila del sele, se non attraverso controversie e “quisquiglie” di palazzo, che non giovano alla sua immagine. Ma forse, questo merita la città.Giovanni Coscia

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.