AGROPOLI

BATTIPAGLIA,SABATO SCORSO IL CORTEO PER IL LAVORO VOLUTO DA CGIL CISL E UIL

CORTEO BATTIPAGLIABattipaglia è scesa in piazza sabato  mattina per difendere il lavoro e contrastare un processo di deindustrializzazione che finora è costato centinaia di posti di lavoro. Circa trecento i presenti – per la maggiore parte lavoratori di aziende battipagliesi e sindacalisti – che sono partiti poco dopo le 9,30 dallo svincolo autostradale per dirigersi, con bandiere e striscioni, in piazza Aldo Moro, di fronte al municipio. In capo alla sfilata i segretari provinciali Maria Di Serio (Cgil), Matteo Buono (Cisl) e Gerardo Pirone (Uil). In gruppo lavoratori di Alcatel, Paif, Termopaif, Simer, Cooper Standard ed altre aziende locali. Evanescente la presenza delle istituzioni. Nessun rappresentante politico di Battipaglia era al corteo, mentre tra i sindaci invitati si sono presentati in tre: Martino Melchionda di Eboli, Mimmo Volpe di Bellizzi, e Nicola Parisi di Buccino. Non ha fatto mancare il suo apporto l’ex sindaco di Serre Palmiro Cornetta, mentre il comune di Capaccio ha inviato il gonfalone, ma nessun rappresentante istituzionale dell’ente.CONTINUA A LEGGERE

Al termine del corteo, una delegazione sindacale ha consegnato ai commissari del comune di Battipaglia, a Palazzo di Città, un documento contenente le proprie proposte. Sono saliti ai piani alti del municipio, oltre a Di Serio, Buono e Pirone, il segretario regionale Uiltec, Alessandro Antoniello, e i delegati Giannantonio Mastrovito Giovanni Toriello. In sostanza, si chiede di accelerare le pratiche burocratiche per dichiarare Battipaglia area industriale di crisi. Le organizzazioni sindacali hanno fatto sapere che simili iniziative saranno messe in campo anche a Salerno e nell’Agro nocerino sarnese (a Nocera Inferiore o a Sarno).«Avevamo intenzione di smuovere il territorio e ci siamo riusciti – ha commentato Di Serio – sono venuti i lavoratori delle aziende in maggiore difficoltà e questo significa che il problema del lavoro è sentito. Volevamo una manifestazione per sensibilizzare istituzioni e cittadini. Abbiamo consegnato ai commissari un documento con argomenti che vogliamo discutere da un anno. Serve un tavolo di confronto tra sindacati ed istituzioni per realizzare il progetto di una nuova economia sul territorio. Si deve entrare tra le aree di crisi industriale con un piano già pronto».Soddisfatto della riuscita della manifestazione anche Buono, il quale ha accolto favorevolmente l’adesione dei lavoratori e dei sindacati, pur sottolineando l’assenza delle istituzioni: «Sono troppo pochi i sindaci intervenuti. Noi vogliamo partire dalle istituzioni per creare una piattaforma comune da presentare in Regione a favore di un territorio che sta morendo. Faremo altre manifestazioni per un progetto comune che diventerà la nostra bibbia per i prossimi mesi». Ha aggiunto Pirone che «il sindacato unico è riuscito ad aggregare la gente sui problemi concreti. Quello che non è riuscita a fare, invece, la politica, assente e sempre più racchiusa in se stessa, lontana dal bene comune a cui dovrebbe essere chiamata. Ci sono solo tre sindaci, gli altri dove sono? Noi lavoriamo per lo sviluppo del territorio e di cittadini i cui rappresentanti non sappiamo più chi rappresentino, visto che non ci sono».

Francesco Piccolo