AGROPOLI

BATTIPAGLIA,VERTENZA LEGALE MOTTA-DI CUNZOLO: VINCE L’IMPRENDITORE DELLA LOGISTICA. IL GIP ARCHIVIA LA DENUNCIA PRESENTATA DALL’ARCHITETTO DI CUNZOLO

brunello-motta-300x160BATTIPAGLIA: Gerardo Motta, difeso dall’avvocato Orazio Tedesco, stravince la vertenza legale contro l’Architetto Brunello Di Cunzolo. Il Giudice per le indagini preliminari (G.I.P.) del tribunale di Salerno, dott. Stefano Berni Canani, letta la richiesta del P.M. depositata in data 27/062014 volta a conseguire l’archiviazione  del procedimento, iscritto a carico di Motta Gerardo, per il reato di cui all’art. 595 c.p., visto l’atto di opposizione depositato in data 27/06/2014 nell’interesse della persona offesa Di Cunzolo Bruno, ha chiuso definitivamente la diatriba tra l’imprenditore della logistica e l’architetto. La vicenda, nasce nel momento in cui, lo stesso architetto Di Cunzolo presentava querela nel lontano 25/06/2012, il quale lamentava che in una seduta del consiglio comunale tenutasi in data 29/03/2012, l’allora consigliere Motta, commentando l’allora appena eseguito sequestro preventivo di una lottizzazione edilizia progettata proprio dal Di Cunzolo in località Santa Lucia, in Battipaglia, (mozione all’ordine del giorno in consiglio comunale), avrebbe usato ( Motta)  espressioni diffamatorie nei suoi riguardi, consistite nel riferire espressioni  seguenti: ”le persone che destabilizzano questo paese sono questi professoroni che si atteggiano a grandi urbanisti, che vogliono mettere il righello sotto braccio a tutti, che quando una cosa la sostengono loro è oro colato e siccome poi non sanno come fare per difendere gli interessi di chi li paga….” Basta andare all’ufficio  urbanistica e vedere i sequestri che ci sono  su tutta una serie  di cose fatte  dallo stesso personaggio, il quale viene e vuole dare lezioni di moralità…. è che noi dobbiamo sempre stabilire, chi sono i casalesi, chi sta con i casalesi e chi ha portato la camorra in questa città….i delinquenti di questa città, sappiamo chi sono, li conosciamo tutti, i famosi   colletti bianchi….poi puntualmente quando accadono le cose sono sempre gli stessi coinvolti in tutte le operazioni” e “visti i risultati io all’architetto Di Cunzolo non affiderei nemmeno il progetto per la cuccia di un cane”. Queste le affermazioni di Motta in quel consiglio comunale del 2012. Il P.M., ha formulato  una condivisibile richiesta  di archiviazione, evidenziando che trattasi di fattispecie potenzialmente diffamatoria, scriminata però, dall’esimente esercizio del diritto di critica politica. Avvero tale richiesta il querelante Di Cunzolo, ha proposto opposizione, evidenziando che le espressioni usate dall’indagato, lungi dall’appuntarsi su considerazioni di natura tecnica – urbanistica, avrebbero trasmodato il limite della continenza sfociando in attacchi personali sulla professionalità dell’architetto Di Cunzolo. Al riguardo, si evidenzia che la Suprema Corte ha più volte sottolineato che in tema di diffamazione, l’esimente dell’esercizio di critica politica, che pure tollera l’uso di espressioni forti e toni aspri, ove tali espressioni non siano generiche e siano invece collegabili a specifici episodi, non risolvendosi in frasi gratuitamente espressive di sentimenti ostili, rimuove l’antigiuridicità del delitto pur perfetto in ogni suo elemento strutturale. Nella fattispecie, questo Giudice, ritiene che le prime due espressioni – pur dal tono poco misurato – siano per lo più contenute e non lesive dell’altrui reputazione e che le espressioni su indicate e riportate,  ( visti i risultati, io all’architetto Di Cunzolo non affiderei nemmeno il progetto per la cuccia di un cane) pur potenzialmente lesiva del diritto alla reputazione, sia stato di fatto scriminata dall’esercizio del diritto costituzionale alla critica politica, in quanto resa da un consigliere comunale, che aveva all’ordine del giorno proprio il sequestro su un’opera edilizia progettata dal Di Cunzolo, non essendo, per ciò, solo gratuita e slegata dal contesto, ma semmai ancorata ad un argomento di intenso rilievo politico per la comunità di Battipaglia. Per queste motivazioni, giuste e di diritto, il Dott  Stefano Berni Canani, nell’udienza del 27/09/2016, ha definitivamente archiviato il procedimento indicato con la restituzione degli atti al P.M.Giovanni Coscia

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.