AGROPOLI

CALDORO: “DE LUCA E’ INNOCENTE FINO AL TERZO GRADO DI GIUDIZIO COME TUTTI,NOI SIAMO GARANTISTI”

FORZA ITALIA CIRCOLI«Io difendo il diritto di De Luca, come di chiunque altro nelle stesse condizioni, a fare attività politica ed amministrativa fino ad una eventuale condanna definitiva, e quindi mi auguro che il rinvio a giudizio non sia per lui un ostacolo». Così il presidente della giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro, a margine di un incontro organizzato a Capaccio dal Club Forza Silvio, a proposito del rinvio a giudizio del sindaco di Salerno per presunte irregolarità nella realizzazione del complesso urbanistico Crescent.«Naturalmente ho grande rispetto per l’attività della magistratura, però dico che sono gli stessi magistrati che, per lavorare serenamente, non devono avere problemi che vengono dalla politica e da chi – nel mondo della politica- usa le vicende giudiziarie per lotte interne. Io sono un garantista, il rinvio a giudizio non è una condanna, e neppure la condanna in primo grado è una condanna definitiva, quindi credo che questo non debba essere un ostacolo alla sua attività politica. La questione di cui voglio parlare sempre con tutti i sindaci è se facciano bene il loro lavoro. La soluzione giudiziaria è una scorciatoia che spesso si usa per scontri interni di partito, ed io da garantista ritengo che sia un grave errore».Caldoro ha poi concluso: «Il confronto con De Luca è e deve essere sulle cose fatte. E per i Comuni questa Regione ha messo in campo, in un momento difficile, misure senza precedenti con un buon utilizzo delle risorse europee ed altre iniziative».Sulla vicenda Crecsent è invece diversa la posizione del Movimento 5 Stelle. “E’ paradossale che dei rinviati a giudizio determinino nuove procedure – scrivono in una nota i parlamentari Isabella Adinolfi, Andrea Cioffi, Silvia Giordano, Mimmo Pisano, Angelo Tofalo – il sindaco decaduto, gran parte dell’attuale giunta e svariati dirigenti comunali, a processo per falso ideologico, abuso d’ufficio e lottizzazione abusiva, dovranno rispondere davanti a un giudice, e non a telecamere compiacenti, sul Crescent, una speculazione edilizia che ha sfregiato l’angolo più suggestivo della città, a tutto vantaggio dei privati, a danno delle tasche dei salernitani, come sostengono le accuse degli inquirenti. Finalmente si farà luce su una vicenda piena di aspetti inquietanti, come quello di aver fatto pagare ai cittadini la realizzazione della piazza, circa 30 milioni di euro, e non ai privati. Per non parlare dell’anomala procedura che ha portato al vergognoso silenzio assenso sulle autorizzazioni paesaggistiche che hanno dato il via alla realizzazione di quello che oramai è famoso in Italia come l’ecomostro di Salerno. Appare paradossale inoltre che oggi questi amministratori rinviati a giudizio possano poter determinare le nuove procedure relative al Crescent, come la risibile idea di abbassarlo di appena 50 centimetri».Il MoVimento 5 Stelle di Salerno «chiede un completo cambio di marcia per il bene di questa città: progetti e iniziative del tutto nuove, non i soliti amministratori con idee anni ’90 e con una agenda giudiziaria da fare impallidire. Questo rinnovamento non si può avere con 50 centimetri in meno nè con l’eliminazione dei soli edifici pubblici previsti dal progetto originario. Ma con una spinta verso la partecipazione dei cittadini ed un cambio totale di prospettiva. Il Crescent va abbattuto e basta! E il Pua di Santa Teresa va completamente ripensato. Da parte nostra va il plauso a Italia Nostra, al Comitato No Crescent e a tutti quei salernitani che in questi anni si sono battuti con grande coraggio e determinazione, isolati, ghettizzati e ripetutamente minacciati attraverso il manganello televisivo dal sindaco decaduto».

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.