AGROPOLI

CALDORO DE LUCA FACCIA A FACCIA SUL MATTINO,BOTTA E RISPOSTA SU DE MITA

DE LUCA CALDORO 1I candidati alla presidenza della regione Campania, Stefano Caldoro e Vincenzo de Luca, si sono incontrati nella sala Siani del Mattino. Si è trattato del primo faccia a faccia tra i due candidati per la poltrona di governatore della regione. I due politici hanno accettato di confrontarsi con il Mattino su 12 domande. Tanti i temi trattati, dai fondi europei, alla campagna elettorale, dal caso De Mita al lavoro, Sanità e rifiuti.

Il confronto – «moderato» dalla redazione e alla presenza del direttore Barbano – è stato arricchito dalle vignette di Riccardo Marassi. Gli altri candidati in corsa per la presidenza della regione sono Valeria Ciarambino (5 stelle), Marco Esposito (Mo’) e Salvatore Vozza (Sel).

CALDORO-DE LUCA «FACCIA A FACCIA»
LE DOMANDE DEL MATTINO

1) Cinque anni dopo la sfida Caldoro-De Luca si ripete. Come mai?

Caldoro: Abbiamo approvato in Giunta la delibera su Carinaro. La Campania difende il lavoro: 50 milioni di euro programmati. La Whirlpool non può essere chiusa e va difesa.

De Luca: Sono favorevole a sostenere le iniziative a difesa del lavoro. Quando si parla di finanziamenti regionali aspetto per vedere i soldi. Le delibere sono aria fritta. Ma ogni iniziativa per Carinaro io la sostengo. Per rinnovare la classe dirigente occorre un uso non privato delle istituzioni.

C: Parliamo di cose concrete e posti reali. Abbiamo investito 50 milioni per la ricerca. Abbiamo approvato il meno 90% per le consulenze rispetto al Centrosinistra. La città di Salerno spende di più per feste in piazza: utili ma non necessarie.

2) Ci sono state polemiche alla presentazione per le liste di personaggi “imbarazzanti”. La vittoria val bene un'”ammucchiata”?

D. L. Il dato sulle feste di piazza era sbagliato ed è stato corretto perché comprendeva il Teatro Verdi. Abbiamo fatto liste con personaggi di spessore. Battaglia aperta ai poteri criminali.

C. Per le liste occorre la vigilianza dei cittadini e la denuncia della stampa. Quello che i cittadini non capiscono è il trasformismo, la parte oscura delle trattative. Sono stato vittima di queste congiure, dei dossieraggi.

3) Come pensate di affrontare l’astensionismo?

C. C’è crisi economica, riforme che non si fanno. Ecco perché la gente si allontana dalla politica. Il Paese deve cambiare. Bisogna ‘sciogliere’ le Regioni. Voglio cambiarle: senza consulenze e senza apparati. In molte regioni non c’è in campo una proposta convincente. Occorre guardare al cambiamento partendo dalle Regioni.

D.L. Se sciogliamo la regione Campania attuale non se ne accorge nessuno. Dobbiamo essere vicini alla gente in carne ed ossa. Viviamo in una palude burocratica: i cittadini si accorgono se ad esempio le ecoballe non vengono rimosse da 16 anni. Renzi mi ha già sostenuto a Pompei e tornerà.

C. Berlusconi verrà a Napoli e ci sosterrà. In Campania abbiamo aperto mille cantieri. Chi in Italia ha fatto tanto?

4) Quanto costerà la vostra campana elettorale? Come verificare i costi?

D. L. I cantieri di Caldoro? Pensiamo all’Ospedale del mare. Metro Campania, Bagnoli, risanamento dei Campi Flegrei ecc. siamo a zero. Per i finanziamenti renderemo tutto pubblico. Siamo l’unica lista di programma in una Regione che ha restituito 200mila euro allo Stato; mi riferisco a Campania Libera.

C. La Campania ha quantificato la spesa sui fondi europei. Molte cose sono partite. Siamo i primi in Italia nel 2013/2014 per spesa certificata. Quanto si spende per i manifesti di una campagna elettorale? Sono queste le risposte che dobbiamo dare ai cittadini in difficoltà.

D. L. Siamo l’ultima e non la prima regione d’Italia per l’impiego dei fondi europei. Siamo al 54,7%.

5) Il caso De Mita, passato con De Luca.

C. De Mita mi ha posto un aut-aut che non potevo accettare. Non era coerente. E’ un “padrino” politico che ha l’ambizione di comandare. Ma non a Napoli. Che si saranno detti in una notte a Marano? Perché hanno cambiato posizione?

D.L. E’ la favola della volpe e l’uva. Strano che Caldoro dopo 5 anni si accorga dei difetti di De Mita. L’Udc sostiene il governo Renzi. E’ con loro l’intesa. Non contratto con nessuno: si ragiona politicamente. Non hanno creduto nel piano di rinnovamento della regione di Caldoro. Noi entreremo in merito in determinati temi della regione, come quello idraulico-forestale.

C. Cosa si sono detti De Luca e De Mita quella sera? Il rinnovamento è il futuro è dalla mia parte. I forestali? Sono stati licenziati nel 2009 dal centrosinistra.

6) Le defezioni che peso avranno sull’esito finale?

D.L. Decentramento dei poteri: non è stato fatto nulla negli ultimi 5 anni. Anche di questo abbiamo parlato con De Mita. Io non contratto con nessuno e lotto contro i poteri criminali.

C. Io con De Mita ho avuto un rapporto trasparente. Lui vuol comandare a Napoli e non glielo ho consentito.

D.L. Caldoro con De Mita ha governato 5 anni. Nelle utlime 48 ore non si sono messi d’accordo. Questa è la realtà. La Giunta regionale ha governato senza maggiornanza per 5 anni ed è stata salvata per il senso di responsabilità dell’opposizione.

7) Legge Severino: sarà il tribunale a decidere sulla sospensione di De Luca. Ciò peserà?

C. Non cambio opinione sulla Severino. Io sono Garantista e penso che quella legge sia sbagliata e vada cambiata. Provoca il caos ma non voglio utilizzare questo argomento contro il mio avversario. Ma cosa succederà se De Luca non dovessere vincere in Tribunale?

D. L. La risposta di Caldoro è ipocrita. O utilizzi l’argomento oppure no. Per me il problema è risolto. Sono già andato al Tar per il problema del “reato linguistico”. Per me la legge Severino è un motivo di attacco: chiedo voti anche per questo a difesa di amministratori locali e funzionari pubblici.

8) Ci sarà collaborazione col Comune di Napoli?

D. L. C’è impegno a sostegno del rilancio della città di Napoli, al di là dei colori politici. Su temi come trasporti, sanità, cultura. Tutti devono dare una mano per fare di Napoli una capitale mondiale.

C. Ho già lavorato con tutti i sindaci della regione Campania. Ogni comune ha avuto un’opera pubblica. Basta guardare come abbiamo lavorato per la Metropolitana. Con De Magistris ci siamo trovati senza finanziamenti, eppure non l’abbiamo fermata. Più di 10 cantieri sono partiti per il Progetto Unesco. ma anche a Salerno fatto molto, come il finanziamento dell’erosione della costa.

D. L. Facciamo correre il rischio di fare andare in dissesto finanziario molti comuni con l’accelerazione della spesa. Se volevate polverizzarla, perché non lo avete fatto 3 anni fa? Perché avete speso tutto nell’ultimo anno? Rischiamo il definanziamento.

9) Il Mattino ha sostentuto la necessità di razionalizzare la Sanità campana, accorpando settori e investendo su specializzazioni assenti.

C. Siamo dalla parte dei pazienti e della qualità. Abbiamo recuioperato 1000 posti letto, abbiamo fatto 1100 assunzioni e recuperato 7 ospedali chiusi. L’ospedale del mare? Sarebbe rimasto chiuso. C’è il poliambulatorio: fa 400 prestazioni a settimane. Valeva la pena prirlo per salvare la vita delle persone. Le farmacie venivano pagate con 17 mesi di ritardo, ora i due mesi.

D. L. Siamo l’ultima regione di Italia sulla Sanità. Eravamo a sotto zero e ora siamo a zero. Non basta. Pensiamo alle liste di attesa: 10 mesi per una mammografia. Ogni anno scatta il raggiungimento di tetti di spesa e i cittadini restano senza assistenza. La sicurezza negli ospedali è problematica. Siamo a galla grazie all’impegno di medici e paramedici; non grazie alla Regione. C’è miglioramento nei pagamenti ma c’è il quasi azzeramento del fondo per i disabili e gli anziani.

10) Trasporti. Il Mattino ha sostenuto l’idea di far entrare i privati. Qual è la vostra posizione? Per i porti come la pensate? Siete d’accordo sull’idea di Del Rio di far di Napoli un hub?

D.L. Non c’è atto della Regione che sia stato invalidato dal Tar. Avremo un contenzioso con le imprese che hanno gestito per tre anni i cantieri chiusi. Abbiamo tagliato sui territori più del 20%. Anche i privati possono intervenire: occorre far trovare bus e treni ai cittadini. Ci deve essere una gestione integrata del trasporto della Campania.

C. Abbiamo pagato le dissennate scelte nei trasporti del passato. Abbiamo ridotto i costi clientelari e insostenibili. Il numero dei treni è aumentato dal 2013 quando abbiamo avuto i fondi dal Governo. Siamo unici in Italia: il Piemonte ci ha copiato. I porti? La governance comune è al soluzione.

D.L. Ciò che dice Caldoro non ha riscontro con la realtà. I problemi ci sono, ma il risanamento dei bilanci deve tener conto dei servizi. Eavbus fatta fallire dalla Regione per 600mila euro. Il porto di Napoli muore se a lungo commissariato.

11) L’abusivismo divide destra e sinistra. Come la pensate nel salvare gli abusi di necessità?

C. Non siamo sostenitori degli abusi. Abbiamo permesso di far realizzare sottotetti e consolidamenti nelle zone rosse: noi vogliamo regolarizzare gli abusi. Ci deve essere una legge come quella Falanga che il Pd blocca. Quando è una legge che regolarizza. Gli abusi di necessità devono essere messi in coda.

D.L. Non possono essere tollerati questi abusi: costruzione di case abusive in zone di vincolo ambientale assoluto, costruzione nelle zone a rischio di pubblica o privata incolumità, costuzioni sul greto di un fiume, costruzioni abusive se si ha già appartamenti di proprietà.

12) La gestione dei rifiuti. Il Mattino ha criticato l’invio dei rifiuti all’estero. Qauli impianti vanno realizzati e dove?

D.L. Se incentiviamo la raccolta differenziata di almeno un 10% si ridurrà la produzione di rifiuti da mandare all’incenerimento. Occorre realizzare impianti per il trattamento e i problemi saranno risolti. C’è l’emergenza delle ecoballe: 6 milioni e mezzo sono a Giugliano. Bisognerà di mettere in campo ipotesi di lavoro sull’arco di molti anni.

C. Il passato pesa eccome. La Campania del centrosinistra era quella dei 4 piani di rifiuti. Oggi c’è una notevole differenza. Incerenitori? De Luca se n’è occupato e ha cambiato idea. Abbiamo fatto un piano condiviso per evitare gli impianti. Ci sono impianti diversi per impatto minore. Le ecoballe chi le ha messe? Io ne ho tolte 200mila.

Conclusioni

D. L. Dobbiamo passare dalla pesantezza alla modernità. La macchina burocratica paralizza tutto in Campania. Facciamo uno sforzo per superare le contraddizioni e puntare sulle potenzialità. Puntiamo sul lavoro: c’è il 60% di disoccupati. Utliazziamo bene i fondi europei creando infrastrutture. L’ultima rivoluzione è quella della dignità: nessuno deve trovare un tutore politico ma ognuno deve avere rispettati diritti e doveri.

C. Carinaro è simbolo di una Campania che può fare e può crescere. Puntiamo su lavoro sicuro e non sull’assistenzialismo. Spazio ai beni culturali e turismo. Abbiamo il territorio più verde d’Italia senza dimenticare la terra dei fuochi. Non siamo più la regione canaglia: l’abbiamo rimessa in piedi. Ora occorre farla navigare, oltre la crisi. FONTE ILMATTINO.IT

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.