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CAPACCIO PAESTUM SULLA NUOVA CENTRALE A BIO MASSE STILE TV SPIEGA I RETROSCENA

DOPO LA NOSTRA ANTICIPAZIONE DI IERI OGGI STILE TV ENTRA NEI DETTAGLI E SPIEGA I RETROSCENA

CAPACCIO PAESTUM. Commissione speciale a porte chiuse, vicesindaco e due consiglieri comunali di maggioranza invitati ad uscire: sindaco rimuove componenti e responsabile del servizio. Drastico provvedimento del primo cittadino, Francesco Palumbo, che ha revocato in un colpo solo nomine ed incarico. Una decisione ad horas, inflessibile in termini di trasparenza amministrativa e senza precedenti a Capaccio Paestum. L’oggetto della convocazione della Commissione riguardava la valutazione di un progetto relativo ad un impianto di produzione di energia alimentato da biomasse di origine agricola, da realizzarsi su territorio comunale.

I DETTAGLI DEL PROGETTO
Nello specifico, si tratta di un “Impianto di produzione di biometano 500 Smc/h e ammendanti organici alimentato con sottoprodotti agro-zootecnici e matrici vegetali non alimentari” (nella foto), che prevede la costruzione di tre vasche, alte circa 15 metri ciascuna, in un terreno in località Cannito di proprietà della G.E.A. srl, di circa 3.6 ettari in area classificata dal vigente PRG come E (agricola).
La società proponente, appunto la G.E.A. srl di Battipaglia (pare con soci dell’Agro Nocerino-Sarnese), ha presentato al Comune, il 14 luglio scorso, la richiesta di valutazione del progetto, che prevede il vaglio preliminare dell’apposita Commissione comunale speciale, come previsto da apposita delibera consiliare (la n. 23 del 20 aprile 2017) e decreto sindacale (il 20157 del 1° giugno 2017) redatti dall’ex Amministrazione Voza.
Tale Commissione annovera un agronomo, un avvocato, un biologo, un chimico, un fisico, un geologo, un ingegnere ambientale, un ingegnere in impiantistica e un medico. A comporla, i seguenti tecnici e professionisti: Veronica Marino, Giovanni Ragosta, Martina Caramante, Michele Contegiacomo, Mario Tedesco, Angela Frunzo, Paola Bucci e Cosimo Di Filippo.

PORTE CHIUSE
A quanto pare, il progetto in questione risulterebbe conforme a tutte le normative di legge in materia ambientale, con relativo procedimento attivato tramite P.A.S. (Procedura Abilitativa Semplificata) che consente alla società di iniziare i lavori, così come richiesto al Comune, entro 30 giorni (salvo sospensione del termine), con l’obbligo di finirli entro tre anni dalla data di efficacia della P.A.S..
Al momento dell’insediamento della Commissione, però, in stanza erano presenti anche la vicesindaco, Teresa Palmieri, e i consiglieri comunali Enzio Franco e Domenico Vecchio, i quali, memori di quanto accaduto nel caso Biocegin (con la quale è ancora aperto un esoso contenzioso), avevano chiesto di assistere ai lavori in quanto portatori dei nuovi indirizzi in materia dell’Amministrazione Palumbo, che prevedono la realizzazione di piccoli impianti a biogas per lo smaltimento dei reflui zootecnici presso aziende private capaccesi, ma non centrali gestite da società non locali.
I tre esponenti della maggioranza, però, sarebbero stati invitati ad uscire dalla stanza, da qualcuno e pare non dalla stessa responsabile, “per non influenzare valutazioni tecniche con osservazioni di tipo politico”. Allontanatisi per non creare ulteriori disguidi, hanno poi riferito quanto accaduto al sindaco. Al momento, non è chiaro chi abbia invitato i tre ad andare via.

SINDACO INFLESSIBILE
“Avevo detto che, con il mio avvento, il municipio sarebbe diventato un palazzo di vetro, aperto a tutti, e quello che è accaduto è inammissibile: così ho mandato via responsabile e componenti della Commissione”: con queste parole, spiegando l’episodio, il sindaco Palumbo ha confermato anche pubblicamente, nel corso della festa per la sua elezione tenutasi ieri sera, in una Piazza Santini gremita, i provvedimenti di revoca adottati nei confronti dei componenti della Commissione speciale e della responsabile del servizio.

LETTERA DEL COMITATO SORVELLA A PALUMBO
Intanto, la G.E.A. srl attende una risposta dall’ente comunale per iniziare i lavori di costruzione dell’impianto. Per tale ragione, erano presenti al Comune, in occasione della convocazione della Commissione, anche rappresentanti del Comitato Sorvella Sabatella, protagonisti di una durissima battaglia contro la ‘nota’ centrale a biomasse della Biocogein, i quali hanno inviato la seguente lettera al sindaco Palumbo:

“Noi del Comitato Sorvella Sabatella, riuniti in seduta straordinaria, abbiamo deliberato la seguente nota inviata al sindaco, Franco Palumbo:
1- disapproviamo la realizzazione dell’impianto;
2- riteniamo che l’impianto sia nocivo per l’ambiente e la salute della popolazione locale;
3- riteniamo che il cosiddetto laghetto di circa 10.000 mq previsto in progetto sia pericoloso, sia ai fini dell’utilizzo e sia per l’emissione di odori in atmosfera, essendo a cielo aperto;
4- riteniamo che il sito di stoccaggio della biomassa a cielo aperto possa creare condizioni di invivibilità per la popolazione anche a distanza di 5 km da Cannito, oltre ai problemi di salute anzidetti;
5- riteniamo che non sia sufficiente la progettazione dell’impianto per la produzione degli emendamenti organici (compostaggio del digestato) e quindi grave pericolo per i nostri terreni con il successivo spandimento; CHIEDIAMO al sindaco Francesco Palumbo di essere invitati a partecipare alla Conferenza dei Servizi che si terrà nei prossimi 30 giorni come parte contro interessata”.

PROGETTI DEFINITIVI ESISTENTI PER CANNITO
L’ex Amministrazione comunale di Capaccio Paestum, a seguito della conclusione del piano di caratterizzazione dell’area, con delibera di Giunta comunale n. 47 del 22 febbraio 2016, aveva preso atto del Progetto Definitivo di riqualificazione paesaggistica ed ambientale dell’ex discarica in località Cannito.
Tale Progetto Definitivo (RUP architetto Rodolfo Sabelli – Progettista geometra Antonio Franco e Collaboratore Maria Luigia D’Angelo) fu redatto sulla base delle indicazioni del Preliminare, a sua volta conseguente allo Studio di Fattibilità predisposto dall’ing. Christopher Immediato, ed approvato con delibera di Giunta (n. 4 del 8/1/2015). L’intervento prevede la realizzazione di un Centro di Educazione Ambientale e di un Canile Municipale: il costo è di circa 2,8 mln di euro, da coprire mediante contrazione di mutuo con quota di ammortamento stimabile pari a quanto, oggi, paga l’ente comunale per il fitto dell’area, e l’integrazione di fondi propri oltre a contributi regionali.
La realizzazione dell’intervento prevedeva due distinte fasi. Fase 1: espropri, realizzazione capping definitivo e Centro di Educazione Ambientale con strada di accesso e parcheggi. Fase 2: realizzazione Canile Municipale.

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.