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CAPACCIO PAESTUM,PRESENTATO IL LIBRO DI PASQUALE QUAGLIA,IL SINDACO ITALO VOZA: “AUTORE PRESTIGIOSO E IMPORTANTE PER IL NOSTRO COMUNE”

QUAGLIA LIBRO 4QUAGLIA LIBRO 3E’ sempre molto difficile presentare un libro in una città di cultura come Paestum ma quando si  è ispirati e preparati come Pasquale Quaglia 22 anni laureando in  lettere ma con un talento pronunciato e importante tutto diventa semplice. “Un bicchiere d’amore, grazie” di Pasquale Quaglia, questo è il libro,la presentazione è stata organizzata dal Forum dei giovani di Capaccio. La serata è stata condotta da Carlo Marrazza, giornalista di Cilento Channel, arricchita magistralmente dall’interpretazione dell’attrice Biancarosa Di Ruocco di alcune poesie dell’opera, toccante soprattutto la poesia dedicata a don Carlo, interpretata prima dell’intervento dello stesso.

Interventi:

Antonio Maffeo, Coordinatore Forum dei giovani di Capaccio: “Il Forum ha il dovere morale e sociale di sostenere queste iniziative, di promuovere attraverso ogni ambito i giovani del nostro territorio, affiancandoli e sostenendoli nelle loro attività e nei loro sogni. Pasquale poi, meritava ulteriormente il nostro supporto, per il bene che dedica al Forum e l’amicizia che mi lega a lui. Anni fa era il nostro addetto stampa, poi alcune vicende interne mi portarono a chiedergli di dimettersi. Accettò il tutto senza polemiche ma la cosa più importante e che, anche senza tale carica, ha continuato a svolgere il suo incarico da dietro le quinte, in nome dell’affetto che ci lega e del bene che nutre verso il suo paese”.

quaglia libroDottor Italo Voza, Sindaco del Comune di Capaccio: “Dostoevskij sosteneva che la bellezza salverà il mondo. Oggi essere qui alla presentazione di un libro di poesie di un nostro giovane concittadino non può che essere un segno di speranza. Cimentarsi in un campo difficile come la letteratura, nella poesia soprattutto, oggi rappresenta per l’autore una sfida importante che non poteva non essere sostenuta da tutti noi”.

quaglia libero 1Don Carlo Pisani, Vicario episcopale della Diocesi di Vallo della Lucania: “Una raccolta di poesie, in un contesto sociale come l’attuale, rappresenta una sfida. Una sfida a riscoprire la bellezza dell’umanità, la nostra interiorità. È questo dimostra in pieno la caparbietà del nostro autore e la sua personalità, nascosta, mascherata, “un giullare di corte dietro cui si cela un cavaliere ardimentoso”. L’amore come detto e annunciato già dal titolo della raccolta, “Un bicchiere d’amore, grazie”, è il tema principale di tutte le poesie, argomento trattato in tutti i vari aspetti, un po’ come l’eclettica interiorità che caratterizza l’autore e qui mi fermo, poiché essendo da molti anni il confessore dello stesso potrei svelare cose che mi porterebbero alla scomunica… L’opera evoca la bellezza dell’amore ma anche la sua contraddizione, l’amore dunque attraverso le varie tappe del proprio cammino esistenziale, utilizzando richiami letterari che spaziano dal classico alla più disillusa modernità, oltre ai richiami nostalgici alla propria terra natìa, la sua amata contrada Laura, dall’erotismo all’amore nella sua purezza, all’amore visto attraverso gli occhi di un bambino, tassello questo, che raffigura un altro aspetto della personalità di Pasquale, quello del conservare il sogno della perduta innocenza che lo rendono, in quaglia libro 2fondo, così detestabilmente amabile. Il nostro autore poi gioca con le parole, con l’ironia di cui molti facciamo spesa nella quotidianità, qui più ammorbidita dalla poesia, in una connotazione circense, un misto tra un clown e un giocoliere che utilizza le parole e le piega alla propria inarrestabile capacità. Non mi resta che invitarvi a comprarvi il libro e augurarvi una buona bevuta con “Un bicchiere d’amore, grazie””.

Pasquale Quaglia, autore del libro: “Ringrazio in primis tutti voi, uno ad uno, e in particolare la mia famiglia che mi sostiene, anche se a volte in maniere poco poetica, in tutto questo. L’opera tratta l’amore, vero, ma lo tratta in ogni sua sfumatura, dalla gioia al dolore, nella completezza incompiuta che esso racchiude. Ed è il titolo stesso ad annunciarla questa complementarità. “Un bicchiere d’amore, grazie”, da questo si comprende la mia intenzione. Il bicchiere infatti, rappresenta spesso l’amore disilluso, le pene d’amore che nell’immaginario collettivo è visto nello stereotipo dell’uomo che annega i propri dispiaceri nell’alcol. A questo si contrappone però l’amore, un sorseggiarlo, gustarlo, quasi un dissetarsi che ingloba l’altra faccia della medaglia, concludendosi poi in un ringraziare, l’amore ma non solo, un dire grazie che fa stare bene chi lo dice e chi lo riceve. L’amore che allevia e affligge chi ama e chi viene amato. Questa è stata l’intenzione dell’opera a cui va aggiunto l’attendere l’amore quasi sgranando gli occhi sul mare nell’attesa che esso appaia dall’orizzonte”.

 

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.