AGROPOLI

CAPACCIO PAESTUM AGGUATO POLITICO AL SINDACO IN NOVE HANNO TENTATO DI COMMISSARIARE L’ENTE

 IMG_2213-0.PNGCAPACCIO PAESTUM. Nove consiglieri comunali davanti al notaio, sabato mattina, per sfiduciare il sindaco di Capaccio Paestum, Italo Voza (nella foto), ma il piano per spedirlo a casa fallisce clamorosamente proprio al momento della firma. Nello studio notarile di Battipaglia, a sottoscrivere la condanna politica del primo cittadino capaccese vi erano i quattro consiglieri di minoranza Gennaro De Caro, Pasquale Cetta, Nino Pagano e Franco Tarallo, insieme a quelli di maggioranza Mimmo Nese (presidente del Consiglio comunale), Roberto Voza, Luca Sabatella, Giuseppe Tommasini Arenella e Pasquale Mazza. Secondo indiscrezioni, sarebbe stata proprio l’esitazione di quest’ultimo a ‘salvare’ Voza mandando all’aria il golpe per sfiduciarlo, in quanto, sostanzialmente, il reale contenuto del documento da firmare dapprima doveva rappresentare solo un ultimatum al primo cittadino, condizionato all’azzeramento della Giunta entro 5 giorni ed alla rimozione di dirigenti d’Area. Poi, però, il documento posto sul tavolo è diventato drastico e di sfiducia, ed è lì che Mazza avrebbe affermato di “non sentirsela di fare questo al sindaco”, facendo tentennare, pare, anche Sabatella.FONTE (ESCLUSIVA STILE TV)

L’INTERVISTA

VOZA: “ORA DEVO CAPIRE DI CHI POSSO FIDARMI”

È stato ad un filo d’inchiostro dal tracollo: la notizia del fallito golpe ai suoi danni ha scosso il sindaco Voza, che da ieri pomeriggio ha avviato confronti febbrili con assessori e consiglieri di maggioranza ‘fedeli’, culminati con la convocazione, questa mattina, di un summit politico ristretto, cui ha preso parte lo stesso presidente del Consiglio, Mimmo Nese. Dopo quello che, di fatto, si è tramutato in un evidente ‘tradimento politico’ di ben 5 consiglieri, Voza si ritrova a capo di una maggioranza che, ora più che mai, appare in precario equilibrio e segnata da un fallito ammutinamento, il secondo dopo quello del 12 gennaio del 2013 imbastito da sei consiglieri di maggioranza.

 

Sindaco, qual è il suo stato d’animo?

 

“Mi sento deluso, amareggiato, pugnalato alle spalle. Il primo impulso è stato quello di dimettermi, poi ho ripreso con lucidità in mano le redini della situazione, animato dal bene che voglio al mio paese, dal rispetto per il plebiscito di voti dei cittadini che mi hanno eletto sindaco e dal senso di responsabilità nei confronti di un ente che rischierebbe la paralisi totale con oltre un anno di commissariamento”.

 

Da chi si è sentito più ‘tradito’?

 

“Se dai consiglieri di opposizione è lecito e legittimo attendersi questo genere di atti politici, tra quelli di maggioranza preferisco non fare nomi, ma fra loro c’è qualcuno da cui non me lo sarei mai aspettato; per questo, d’ora in avanti dovrò capire se posso fidarmi e di chi”.

 

Dunque, cosa intende fare?

 

“Entro martedì convocherò tutta la maggioranza, assessori e consiglieri, i quali dovranno tutti condividere e firmare un documento unitario di fiducia totale al sottoscritto, il quale è disposto a valutare tutto, dalla Giunta all’azione amministrativa, purché ci sia coesione ed un patto di ferro”.

 

La Giunta, in ogni caso, è finita di nuovo nel mirino.

 

“Ho già incontrato tutti gli assessori, i quali hanno rimesso al sottoscritto, ovvero alla persona Italo Voza, qualsiasi decisione utile, senza problemi”.

 

Può aver inciso la sua pubblica dichiarazione di sostegno a De Luca in vista delle Regionali?

 

“Ho sempre lasciato scelta libera a tutti, non vedo perché la si debba negare a me”.

 

Secondo lei, chi ha ordito il piano per sfiduciarla?

 

“Domanda molto intelligente, ma non lo so e forse mai lo scoprirò, ma per i cittadini sarebbe interessante sapere se, nel nostro Comune, c’è qualcuno che trama nell’ombra”. 

(ESCLUSIVA STILETV)

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.