AGROPOLI

CAPACCIO,IL RIESAME SCARCERA ROBERTO SQUECCO,CIRO CASELLA E ANTONIO CIBELLI

operazione-parmenideCapaccio. Scarcerato l’imprenditore capacceseRoberto Squecco, finito in manette lo scorso 27 settembre all’interno dell’operazione “Parmenide”, che ha portato alla cattura del boss Giovanni Marandino e di altre 5 persone. Il Tribunale del Riesame di Salerno ha accolto l’istanza presentata dai difensori di Squecco, disponendone la scarcerazione dopo 13 giorni di detenzione. L’imprenditore capaccese resta comunque indagato. Come Squecco, tornano a casa anche altri due indagati: Ciro Casella, di Salerno, eAntonio Cibelli, residente a Capaccio. Restano in carcere Francesco Adamo, Enrico Bifulco, arrestato dopo qualche giorno di latitanza, e Vincenzo Senatore. Ai domiciliari, invece, Giovanni Marandino.  Nell’ordinanza il giudice ha evidenziato il rischio concreto che, se lasciati liberi, gli arrestati continuino nell’attività delinquenziale, ma ha pure rilevato di aver ricevuto solo 24 ore prima la richiesta cautelare, che richiamava quindi tal quale nell’ordinanza. Un elemento che il Riesame ha ritenuto un vulnusm individuando nel provvedimento del giudice delle indagini preliminari una motivazione solo apparente e annullandolo quindi per difetto di motivazione. I tre che si erano rivolti al tribunale, lasciando dunque il carcere, anche se la libertà potrebbe durare poco perché il magistrato è già pronto a riproporre la richiesta cautelare al gip, che in caso di accoglimento avrà il tempo di elaborarne la motivazione.  Secondo la difesa di Squecco, tuttavia, vi sono altre motivazioni per cui l’imprenditore, titolare di un’azienda di onoranze funebri, uno stabilimento balneare e candidato a sindaco nelle ultime elezioni comunali di Capaccio, non deve finire in carcere. Nell’istanza di riesame uno dei legali ha contestato l’accusa di associazione a delinquere, evidenziando che tra il suo assistito e Marandino non vi sarebbero stati contatti, e ha dequalificato come tentato esercizio arbitrario delle proprie ragioni e non estorsione le minacce ad un altro imprenditore delle onoranze funebri per la restituzione di un debito. Squeccoaveva rilevato il credito dai Marotta di Agropoli e per gli inquirenti fu lui a mandare dal debitore gli uomini di Marandino armati di pistola. Tra i quattro esecutori vi sarebbe anche il 60enne Ciro Casella, residente a Bellizzi, ma domiciliato a Giovi di Salerno, che nel dicembre 2013 fu arrestato a Capaccio per porto abusivo di una pistola. Gli altri sono stati individuati dalla squadra mobile nel 63enne Antonio Cibelli, soprannominato “o’mago” per l’attività parallela di sedicente indovino, Francesco Adamo e Vincenzo Senatore, originario di Roccadaspide. Per tutti gli indagati persiste l’accusa di associazione a delinquere di stampo camorristico dedita all’estorsione e all’usura, mediante la detenzione illegale di armi e materiale esplosivo, ai danni di imprenditori della Piana del Sele e del Cilento.

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.