AGROPOLI

CAPACCIO,TUTTE LE PALLE DI “UN’ALTRA CITTÀ”… DALLE CUPOLE ALLA CENTRALE A BIOMASSE di Pasquale Quaglia

PASQUALE QUAGLIADI PASQUALE QUAGLIA.Natale è vicino, mancano quasi due mesi, e Capaccio nel suo pieno stile avanguardista ha già anticipato i tempi abbigliandosi col classico abito festivo. Le luci d’artista? Macchè, le palle di Natale, non quelle che addobbano gli abeti, ma quelle costruite, smontate e soprattutto dette. È stata infatti, un settimana intensa dal punto di vista “sferico”, con le cosiddette cupole geodetiche, “palle” di Paestum per intenderci, che hanno fatto da contraltare alle tante “palle” astratte che l’aria fresca di fine ottobre ha regalato all’aria, inaugurando un novembre che dei morti non aveva soltanto la consueta ricorrenza ma anche la notizia tragica dell’approvazione da parte del Governo della costruzione della Centrale a Biomasse. È doveroso però riavvolgere il nastro per comprendere e classificare le tante “palle” accorse in questi giorni, così, giusto per non perdere il gusto (cattivo) di chi ancora oggi, dopo anni (troppi) di disastri, tenta di ergersi a paladino del popolo capaccese. Battesimo sferico non può non premiare il movimento Altra Città che ha nella funzione di portavoce Bruno Mollo, ma cela ben altri personaggi politici, anzi celava, perché a quanto sembra l’unico a barcamenarsi a colpi di comunicati stampa e manifesti dietro il vessillo del movimento sia il dimissionario, epurato, non si sa cosa, ex vicesindaco non troppo vice Nicola Ragni. Il titolo del comunicato stampa che appare sull’emittente Voce di Strada in data 27 ottobre 2015 è colossale: Elezioni 2017: “Altra Città” si candida con proprio rappresentante. Bellissimo, straordinario. Ci piace investigare su chi possa nascondersi dietro il misterioso personaggio che ambisce alla carica di primo cittadino, anche se non è che ci voglia la sfera di biomasse_Public_Notizie_270_470_3una zingara (un’altra palla), per comprendere chi sia l’enigmatico politico, ma va bene così, basta avere ottime motivazioni. Ed è qui, sulle motivazioni, che il clima diventa surreale. Evitiamo la parte descrittiva che il movimento riserva alle “virtù” del Sindaco Italo Voza, “pregi” di cui il movimento si era accorto fin da subito, fin dal principio dei tempi, fin da… tre anni fa, sì, proprio tre anni fa, all’incirca più di mille giorni or sono. Troppo poco il tempo però per uscire allo scoperto come adesso. Non si poteva mica in questi tre anni, in cui il movimento aveva in maggioranza consiglieri, assessori e soprattutto il “vice”sindaco, raccontare quello che dopo un mese dal famoso rimpasto amministrativo si è potuto dichiarare? Eh no, troppo pochi tre anni, un mese invece è più che sufficiente. Per carità, che il sindaco sia un narcisista è risaputo. Come ha attirato lui le attenzioni sulla sceneggiata Giunta comunale non lo ha fatto nessuno. Efiguriamoci che queste cose c’è chi le sosteneva anche in questi tre anni in cui il movimento Altra Città difendeva il sindaco a spada tratta e faceva proseliti di amore eterno verso di lui, ma come diceva Carlo Verdone nel titolo di un suo film, “L’amore è eterno finché dura”, e così anche questa storia ha avuto il suo epilogo e il povero Nicola, sedotto e abbandonato, non può far altro che mitigare le sue pene d’amore nello screditamento del suo ex partner. Dovremmo analizzare anche le varie motivazioni che spingono il movimento Altra Città a quest’attacco, dal referendum alle cupole geodetiche o “palle” per rimanere in tema, ma ci ha pensato egregiamente il comunicato stampa del Comitato 15 Giugno, pubblicato dall’emittente StileTv in data 29 ottobre 2015, a smascherare le controverse “ragioni” di Altra Città. Soltanto un consiglio va al movimento. Se proprio dovete e volete perseverare nelle vostre “palle” non conviene cambiare almeno il logo del movimento? Non è proprio una figura carina parlare aspramente di Italo Voza e del Referendum quando nel simbolo compare a caratteri cubitali “Italo Voza Sindaco” e “Capaccio Paestum”. Così, giusto per non sembrare ridicoli, sempre se l’impresa non sia già riuscita. Questa, come annunciato, è stata la “palla” inaugurale, quella che ha dato inizio alla settimana “sferica” in cui hanno brillato,tra le tante “palle” astratte, anche le uniche concrete, forse le uniche che la popolazione non voleva si concretizzassero, ma questo è un discorso trito e ritrito. Sul podio delle “palle” colossali è finita anche quella relativa alla scuola Vannulo. Tra lettere anonime, risposte e controrisposte, colpe, non colpe, oggi sul banco degli imputati èandato l’ex sindaco Pasquale Marino, anche se fu lui stesso a dichiarare a tempo debito l’inagibilità della scuola, l’unica cosa vera detta non in questa settimana ma appunto anni fa, prima di smentite e conferme, prima di annunci e Annunciazioni varie, in cui, per rimanere in clima natalizio, il Bambinello nasceva, sì, ma nei containers. La “palla”, verrebbe da chiedersi, qual è? Semplice, la scuola doveva essere già pronta come annunciato svariate volte (ndr) e oggi ancora non lo è. Oggi ancora non si sa niente. Oggi, ancora. In ultimo, ma senza speranza alcuna che sia anche l’ultima, vi è la “palla” riguardante la Centrale a biomasse, la bugia più grande e soprattutto la più pericolosa. Qualcuno aveva annunciato la risoluzione del problema, quel qualcuno aveva detto una “palla” stratosferica, più di quelle assemblate nella zona cupole-2archeologica di Paestum, vere distrazioni dalle problematiche ingenti, come la costruzione di una Centrale a biomasse appunto, che quest’amministrazione comunale doveva affrontare e se affrontato (?) doveva risolvere. Eppure non l’ha fatto, pensava ad altro, mentre da fuori qualcuno decideva cosa fare del nostro territorio, ma in fondo ricordo il corteo organizzato dagli studenti del liceo “Giambattista Piranesi” in cui gli unici sindaci presenti accanto ai cittadini erano appunto quelli “di fuori”, dato che il nostro era a Milano per l’Expo, impegni “istituzionali” per carità, comprendiamo il narcisismo. Ma la colpa ancora una volta non è di nessuno, perché nessuno sapeva, perché di quando i famigerati funzionari della Biocogein andarono a parlare con i nostri amministratori, questi ultimi proprio non ricordano. A dirlo fu il direttore della stessa ditta, il dottore Antimo Palma, ai microfoni dell’emittente StileTv in un dossier del 28 febbraio 2015. “Ci siamo incontrati al Comune di Capaccio con diversi esponenti, non le faccio i nomi, li darò al momento opportuno” dichiara nel dossier il dottore Antimo Palma che aggiunge “Siamo anche venuti a presentare il progetto al Comune di Capaccio”. Nello stesso dossier interviene anche il sindaco Italo Voza che tra le tante dichiarazioni lascia trapelare anche una palese convinzione, dopo il no della Regione alla realizzazione della centrale a Biomasse, che il Consiglio dei Ministri neghi l’autorizzazione alla costruzione di questo impianto. “Io penso che la risposta non sia positiva” questa la sua lungimirante esclamazione alla domanda del giornalista su una possibile risposta positiva del Governo. E menomale che non doveva esserlo. Ma la dichiarazione più esilarante nel dossier fu ancora una volta quella del “vice”sindaco Nicola Ragni. “Che poi questi imprenditori, questi signori della Biocogein, siano venuti al Comune e abbiano parlato con qualche amministratore, o abbiano parlato addirittura con me, con qualche funzionario, diciamo tutto è possibile visto che stiamo al Comune per molto tempo al giorno e quindi vengono decine e decine di persone a parlarci delle cose più svariate, ma da qui a voler insinuare o a voler intendere altro ce ne corre”. E ha ragione, poverino, mai a voler insinuare o intendere altro. Che cattiveria gratuita. Ma ce lo immaginiamo il caro Nicola Ragni, distrutto dalle tante ore di “fatica” al Comune, che nella sua “ingenua innocenza” non distingue tra le svariate persone che gli si pongono davanti la differenza tra un responsabile di una ditta che vuole costruire una centrale a biomasse nel nostro territorio e qualcuno che magari sta lì per chiedere di tagliare l’erba lungo il marciapiede? Oppure forse se n’è dimenticato, mica si può pretendere di ricordare tutto? Però su una cosa aveva ragione. Si sta troppo tempo al Comune. Non è il momento che qualcuno segua il suo esempio e si prenda un periodo di “meritate” vacanze? Meditare cari amministratori.Pasquale Quaglia

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.