AGROPOLI

CLAMOROSO,CASTELLABATE IMPUGNA IL PIANO OSPEDALIERO E RICORRE AL TAR: “AGROPOLI PENALIZZATA”

Il comune di Castellabate che risente come Agropoli della mancanza dell’ospedale fa un’azione molto importante per fare in modo che il piano ospedaliere non avvi il suo iter e rimanga al palo la struttura di Agropoli chiusa da Caldoro mai riaperta da De Luca.

L’amministrazione di Castellabate decide di fare ricorso al Tribunale amministrativo regionale per salvaguardare la salute dei cittadini, opponendosi al Piano regionale di programmazione della rete ospedaliera pubblicato sul Burc della Regione Campania n. 1 del 7 gennaio 2019.

Nel piano del 2019 l’ospedale di Agropoli è indicato come “presidio in zona particolarmente disagiata”, tuttavia i servizi garantiti risultano inadeguati e carenti per provvedere al fabbisogno previsto. Inoltre per l’ospedale di Agropoli è stata annunciata una futura assegnazione di 20 posti letto di medicina e la dotazione di un presidio di pronto soccorso qualificato però come “struttura in deroga”, nonostante la sua vocazione di ospedale in zona disagiata.

Inoltre il Decreto di ripartizione dei fondi non prevede nessun finanziamento per la messa in sicurezza o per la riorganizzazione della struttura. Quanto stabilito dal Piano regionale – si legge nel ricorso presentato dal Comune di Castellabate – è in contrasto con la riorganizzazione della rete ospedaliera imposta dal Ministero della Salute, che prevede invece, per questo tipo di aree, un’attività sanitaria molto più completa e dignitosa.

Il Sindaco di Castellabate, Costabile Spinelli(foto), commenta così la drammatica situazione: «È urgente impugnare un provvedimento così approssimativo nei confronti di un ospedale che è di vitale importanza per i cittadini e per i tanti turisti che scelgono il Cilento per le proprie vacanze. Non possiamo accontentarci in vista di future promesse poiché di fatto tale Piano regionale riduce quantitativamente e qualitativamente le prestazioni sanitarie nel nostro territorio e non tiene assolutamente conto della distanza chilometrica tra noi e l’ospedale di Vallo della Lucania e dei collegamenti molto poco agevoli vista la precarietà della viabilità, altro dramma nel dramma».

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.