AGROPOLI

DE LUCA E’ ARRIVATO IL RINVIO A GUDIZIO SUL CRESCENT,IL SINDACO: “SONO UN EROE”

DE LUCA CRESCENTMancano pochi minuti alle 18.30 quando il giudice dell’udienza preliminare Sergio De Luca firma il decreto che dispone il giudizio per la vicenda Crescent e manda davanti al collegio della seconda sezione penale il sindaco e altri ventuno imputati. L’avvio del dibattimento è fissato in tempi brevissimi, il 23 dicembre, nel giorno dell’antivigilia di Natale e a solo un mese e mezzo dalla chiusura della fase preliminare. «Tutti a processo per tutto» dicono gli avvocati che escono dalla stanza del gup: significa che nessuna posizione è stata stralciata e che tutti capi d’accusa andranno al vaglio del Tribunale. Anche quello di lottizzazione abusiva, che motiva da un anno il sequestro dell’edificio, e pure quello di falso ideologico a carico del sindaco Vincenzo De Luca, che lui stesso aveva provato a scardinare davanti ai pm sostenendo l’utilità pubblica di tutta l’area acquisita dal Demanio, compresa la parte destinata all’emiciclo.Di falso e abuso d’ufficio è accusato con De Luca anche l’ex soprintendente Giuseppe Zampino, per presunte irregolarità nell’iter dell’autorizzazione paesaggistica. Poi ci sono gli altri concorsi in abuso d’ufficio e le violazioni urbanistiche ed edilizie, che a processo portano assessori, tecnici e costruttori. All’imprenditore Eugenio Rainone, che si definisce “parte lesa”, il gup sottolinea che «non appare priva di fondamento l’attribuzione del reato di lottizzazione abusiva anche a chi ha liberamente scelto di proseguire l’attività di costruzione, nella consapevolezza dei rilievi da più parti formulati circa la legittimità della procedura».L’amministrazione municipale inoltrerà la richiesta al tribunale per poter adeguare il manufatto alle disposizione della Soprintendenza. In una perizia evidenziato l’abbassamento dell’altezza di 45 centimetri: via i cornicioniIl riferimento è innanzitutto all’ordinanza emessa nel novembre 2012 dal Consiglio di Stato, e a superare lo scoglio non basta, secondo il giudice, che un anno dopo lo stesso Palazzo Spada sia giunto a conclusioni in parte diverse da quelle dei pubblici ministeri Rocco Alfano e Guglielmo Valenti. Al pari non lo hanno convinto le argomentazioni difensive secondo cui la «natura pubblica dell’iniziativa urbanistico edilizia» non consentirebbe di configurare la lottizzazione abusiva, e nemmeno la tesi che opponeva l’inesistenza del dolo intenzionale nel presunto abuso d’ufficio. «L’ipotizzato contrasto del piano attuativo con lo strumento urbanistico generale e la rilevata insufficienza di opere di urbanizzazione costituiscono – spiega il giudice – elementi sufficienti a giustificare la contestazione del reato di lottizzazione abusiva».E ancora: «L’analisi complessiva della vicenda, specie in relazione alle decisioni adottate sulla ripartizione degli oneri per le spese di urbanizzazione, solo in parte poste a carico dei privati, in contrasto con le previsioni del Puc e con le ben più gravose stime operate dall’Agenzia del Demanio, per la determinazione del prezzo dei suoli, in seguito utilizzate come parametro anche per la cessione ai costruttori, induce a ritenere senz’altro sostenibili in giudizio le accuse di abuso d’ufficio finalizzato a favorire i soggetti attuatori, per quanto soltanto alcuni di essi fossero già identificati con certezza nella fase iniziale della procedura».A Vincenzo De Luca la notizia del rinvio a giudizio è stata comunicata nel corso dell’inaugurazione di “Luci d’artista”. «Nutro come sempre massimo rispetto nei confronti della magistratura – ha commentato – Sono sereno, in attesa del giudizio. Sono consapevole di aver agito nel solo interesse della città». La dialettica si sposta adesso nel processo. Tra i difensori: Carbone, Cacciatore, Dambrosio, De Caro, Franco, Falci, Lentini, Oliveto, Sica, Surmonte .

admin

Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.