AGROPOLI

DE LUCA: “HO DATO LA VITA PER SALERNO E NON MI SONO PENTITO”

DE LUCA  1“Voglio ringraziare le tantissime persone che mi hanno mostrato solidarietà, amicizia e rispetto. Credo sia necessario, anche dopo una vicenda sconcertante, ribadire il mio e il nostro rispetto per la magistratura e per la sua autonomia, e la necessità di controlli di legalità.La stragrande maggioranza di magistrati svolgono un lavoro difficile con equilibrio e con senso del diritto e della sacralità della funzione giudicante, non ha bisogno di avere titoli di giornale per svolgere la propria attività”. Lo ha detto il Sindaco De Luca a LIRATV“In Italia – aggiunge De Luca –  esistono delle “leggi manifesto”, leggi che servono alle forze politiche per darsi un’immagine di rispettabilità e per scaricarsi la coscienza. La legge Severino è emblematica in tal senso: nasce sulla scia di vicende come quella di Fiorito come una risposta per far fronte all’indignazione popolare. Ma nessuno si preoccupa della coerenza, delle conseguenze, del valore giuridico: è solo propaganda.(Il Sindaco mostra alla telecamera un decreto del Presidente della Regione Campania di nomina di un Project Manager, la dottoressa Caropreso, per la realizzazione dell’Ospedale Unico della Piana del Sele).  L’abuso che mi è stato contestato è stato esattamente questo, ovvero l’utilizzo del termine “project manager” al posto del termine “coordinatore”. Questo testimonia come sia complicato il diritto nel nostro paese.Come si può commentare una situazione del genere? Mi auguro che la si smetta di scaricare tutto su quelli che sono più a contatto con i cittadini e che si assumono più responsabilità di decidere. Se la situazione resta questa, non ci sarà più nessuno nelle istituzioni che vorrà assumersi una responsabilità: e così l’Italia sarà paralizzata. Credo che ci saranno delle modifiche alla Severino sulla base di proposte formulate dall’ANCI d’intesa con l’Autorità Anticorruzione.Non ho avuto alcun cedimento e alcun pentimento per aver dato la vita per Salerno. In certi momenti si avverte la fatica e l’amarezza, ma vado avanti con convinzione e serenità. In questa città ci conosciamo tutti, e tutti conoscono il nostro tenore di vita: io, dopo decenni, sono ancora dove ero tempo fa. Certo, il lavoro svolto così, quasi come un apostolato laico, è faticoso. Ma in Italia, se non si lavora così, non si può fare niente, di certo non si potrebbe creare un’altra città, così come accaduto a Salerno”.

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.