AGROPOLI

EDITORIALE,FIGC LEGA UNA VERGOGNA SENZA FINE,HANNO IMPEDITO L’ISCRIZIONE AD UNA SQUADRA CHIAMATA CIRO ESPOSITO

DI SERGIO VESSICCHIO

IO EDITORIALEUn detto dice: il pesce puzza dalla testa!
In questo caso ci sentiamo di utilizzare questa metafora nei confronti della Lega Nazionale Dilettanti rea di aver negato ad una squadra di terza categoria di Battipaglia(SA) l’onore di chiamarsi “Ciro Esposito” o semplicemente “Ciro vive”, a dimostrazione che l’iniziativa non era fatta o mirata per fini publicitari ma bensì esclusivamente nel ricordo di un ragazzo vittima di una tragedia ancora impunita.Come un fulmine a ciel sereno la notizia ha spento l’entusiasmo e montato la rabbia in chi fino al giorno prima aveva voluto fortemente dare un segnale al mondo dello sport, ad un calcio fatto d’interessi, scommesse e pubblicità, di scandali e esasperazioni sportive e mediatiche, con tutto ciò che ne comporta. La “Ciro Esposito”, come voleva denominarla il Presidente della squadra, che manco a farlo a posta anche lui di cognome fa Esposito, aveva l’unico scopo di onorare il ricordo e l’immagine del giovane tifoso Napoletano vittima di una tragedia verificatosi a Roma il 03/05/14 prima della partita di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli.Il nome della squadra raffigurava una speranza in questo mondo calcistico, la speranza che determinate tragedie non si verifichino mai più a tutela di uno sport sano, pulito, e sopratutto senza violenza. Il nome di Ciro non veniva strumentalizzato ma solamente onorato al fine di una giusta e nobile causa, non recepita dalla LND.
La puzza di marcio viene fuori man mano da una situazione che ha del paradossale e che smantella non solo una squadra di ragazzi intenti a divertirsi in onore del calcio e di Ciro, ma che sfregia l’immagine di una persona vittima di questo calcio malato fatto da climi battaglieri e faziosi esasperati dai media, che di riflesso colpiscono i tifosi e purtroppo anche chi sfrutta il contesto di una partita per dar sfogo alla propria indole delinquenziale.Lo sbigottimento e la delusione espressa dal Presidente ominimo Giuseppe Esposito sul proprio profilo di facebook è eloquente, e la promessa di abbandonare il calcio è l’epilogo di una vicenda al dir poco vergognosa.La LND è l’organo organizzativo dei campionati dilettantistici, quindi dalla terza categoria fino alla quarta serie(serie D), e ci viene difficile concepire una tale decisione a fronte di veri e propri scandali sportivi che si verificano ogni anno sopratutto nelle categorie più alte come eccellenza e serie D. Ci viene difficile accettarlo ma ci viene facile contare le numerose squadre che ogni stagione partono con punti di penalizzazione o che peggio ancora si ritirano o vengono RADIATE a campionato in corso, vertenze di giocatori e allenatori per stipendi non corrisposti o arretrati, tesserati sbattuti fuori dagli alloggi e dai ristoranti perchè le società non onorano gli impegni, presidenti banditi(in questo caso, consentitecelo, volutamente con la p minuscola) che nulla hanno a che fare con il calcio e lo sport in generale, calcioscommesse, e tante altre tematiche imbarazzanti che non stiamo qui ad elencare. La precisione e l’accortezza dell’ente organizzatore nel riscuotere le iscrizioni delle squadre ai campionati però è sopra ogni standard di efficenza.La domanda allora sorge spontanea: perchè non concedere il nome ad una squadra di terza categoria bocciando a conti fatti una lodevole iniziativa quando poi si permette di assistere a scempi di cui sopra?
Si parla tanto di cultura sportiva, di legalità, dello sport come mezzo d’aggregazione, di veicolo educativo per i giovani del futuro; ma il passo falso della Lega fa male in primis a Ciro e alla sua famiglia, fa male ai ragazzi della “Ciro Esposito”, e fa male all’immagine del calcio italiano. Dopo l’uscita di scena del Presidente anche l’allenatore ha tirato i remi in barca annunciando la rinuncia ad iscriversi al campionato. L’immagine di Ciro Esposito viene uccisa per la seconda volta, e con essa una squadra di ragazzi colmi di passione.A Roma si concretizzò la tragedia, e sempre a Roma(sede della LND) si è consumata la fine di un calcio che non c’è più.Sergio Vessicchio