AGROPOLI

EMANUELE SCIFO CURATO CON FARMACI SCADUTI E’ POLEMICA

emanuele-scifo«Non dobbiamo avere paura della morte ma di chi decide della nostra sorte. Perché se sono giunto a questo punto non è colpa mia. Se oggi occorre più di un milione di euro per salvarmi la vita lo devo alla negligenza di qualcuno ed ormai non ho più motivo di stare zitto». Emanuele Scifo, stanco e provato, allo stremo delle forze, lunedì sera ha deciso comunque di essere presente alla manifestazione organizzata a Battipaglia per sollecitare le istituzioni. Ed il suo non è stato più un semplice appello alla solidarietà, bensì un atto d’accusa. I particolari che racconta, mostrando i documenti che attestano le sue affermazioni, hanno dell’incredibile. Fino a marzo del 2011, infatti, la sua patologia non era gravissima. Era affetto da alterazione cronica della motilità intestinale, quel che si definisce semplicemente gastroparesi, ed era stato sottoposto già ad una resezione dell’intestino corto. Per questo motivo era in cura presso l’Asl, distretto di Battipaglia, dalla quale riceveva la somministrazione di sacche nutrizionali parenterali. Non poteva già, infatti, alimentarsi in altro modo. Ma avrebbe potuto continuare così anche per vent’anni, come accade alla maggior parte dei pazienti. Il 18 giugno del 2011 gli vennero consegnate a domicilio quattro sacche nutrizionali. Dopo la prima somministrazione Emanuele cominciò a sentirsi male: dolori addominali, diarrea ed una strana febbre molto alta. Si recò al pronto soccorso di Battipaglia, dove dopo le prime cure, decisero di farlo ricoverare ad Eboli. «Solo all’atto della somministrazione di una ulteriore sacca – racconta Emanuele – mi resi conto che il medicinale era scaduto. E lo erano anche tutte le sacche nutrizionali già somministrate».Il giovane infermiere di Battipaglia ora è in attesa di potersi sottoporre ad un trapianto multiorgano negli Stati Uniti, un intervento delicato e che costa, appunto, un milione di dollari.