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“FORZA ITALIA TROPPO LONTANA DAL CILENTO LE SCELTE CALATE DALL’ALTO SONO DELETERIE” PARLA UN MILITANTE STORICO DELLA DESTRA SALERNITANA ANTONIO CHIARIELLO

ANTONIO CHIARELLO
ANTONIO CHIARELLO

Antonio Chiarello, vecchio militante del MSI, AN, PDL da sempre in prima linea per portare in alto i valori e il pensiero della destra italiana,grande sostenitore di Silvio Berlusconi  non gradisce le scelte calate dall’alto e contesta il modo in cui si gestisce il partito.Leader storico del basso Cilento Chiarello è interprete ormai del pensiero comune che c’è in Forza Italia nel Cilento. Lo abbiamo incontrato-

Antonio sei  da sempre uomo di destra ti riconosci ancora in questi valori ?

Certamente. I valori della destra sono Eterni. Non si perdono. E’ l’incapacità della politica a conservare e a trasmettere concetti di uguaglianza, di solidarietà e di meritocrazia.

Tu affermi di aver votato FI alle ultime tornate elettorali, ritiene che FI esprima valori di cdx?

Nel passato sicuramente le indicazioni si avvicinavano a ragionamenti di destra. Chiaramente le lezioni di Giorgio Almirante non hanno trovato spazio e agibilità nel contesto politico. Berlusconi ha avuto il merito di tamponare la deriva a sinistra ma non è riuscito alla creazione di un centro-destra degno di tale nome. Colpa anche del “meno male andato via” Gianfranco Fini.

Tu partecipi attivamente alla vita del partito a livello locale ?

Senza ruoli e senza nomine. Per quello che sono le mie possibilità e capacità cerco di impegnarmi con un gruppo di amici ad individuare e trasmettere le criticità che attanagliano il nostro territorio Cilentano. La risposta delle Istituzioni quasi sempre è una “non risposta” alla soluzione dei problemi. Il cittadino cilentano si sente isolato e non solo per la viabilità che potremmo dire non esiste più. Questa estate il turismo marino è crollato in modo pauroso. Tante attività sono in grosse difficoltà con il rischio di chiudere.

 Contesta la gestione dell’On. Carfagna , secondo te andrebbe avvicendata?

MARA CARFAGNA AL PARTITONon parlerei di “avvicendamento” auspicherei il buon senso da parte dell’on. Carfagna che prendesse atto della incapacità di coordinare un partito a livello provinciale. Negli ultimi tempi sono stato additato, ingiustamente, come sobillatore contro la dirigenza provinciale di FI. Se sobillatore significa criticare l’operato del coordinamento allora è un titolo che accetto volentieri se significa altro cioè, come è stato detto, di essere “il ragazzo di qualcuno”, posso ringraziare per il ragazzo ma rimando al mittente simili sciocchezze. Spesso si associa alla protesta il nome di Salvatore Gagliano in modo strumentale. Se fossi in Mara Carfagna ringrazierei il consigliere comunale di Salerno che con il suo voto “pesante” alle elezioni provinciali ha fatto si che venisse eletto anche il secondo candidato. Gagliano registra, come tutti noi, il fallimento della gestione dell’on. Mara carfagna. L’evidenza non si può negare. Se poi qualcuno è convinto che tutto vada bene a questo punto la politica non c’entra più. E’ un problema clinico.

Nel Cilento tutti contestano Cirillo il coordinatore di zona  e lo contesti apertamente  anche tu,i motivi-

andrea cirielloNon è un mistero. L’ho sempre detto, e non da solo, che il metodo del coordinatore Cirillo non trasmette interessi politici per l’intera collettività. Ha il grado di coordinatore riconosciutogli non si capisce per quali meriti. Anche per lui vale lo stesso discorso dell’on, Carfagna. Prendere atto delle innumerevoli sconfitte e lasciare il campo a chi ha più a cuore gli interessi del territorio. Alle elezioni provinciali due candidati consiglieri del Cilento hanno preso zero voti. Io, personalmente, con il carattere che mi ritrovo, mi sarei incazzato e avrei dato le dimissioni. Invece nulla. La qualifica di “nominato”,appare a taluni come l’indicazione dallo Spirito Santo e si commette sacrilegio a sciogliere questo impegno. Non è così. Prendere atto di un fallimento è segno di intelligenza se uno decide di dimettersi. Debbo pensare che l’incarico equivale a qualcos’altro. Ma non lo voglio pensare. Nessuno aiuto è stato dato alle scorse elezioni amministrative svolte in alcune località del Cilento. Ad Ascea non è bastata la passerella , da noi contestata ma voluta fortemente dall’on. Mara Carfagna e dal suo coordinatore di zona Cirillo. Risultato? Su tre liste “i giovani di Ascea” sponsorizzati, fino ad un certo punto dal coordinatore di zona, hanno fatto i terzi. Avevamo spiegato alla coordinatrice che non era opportuno una “kermesse” paesana ma non ha voluto darci ascolto. Mal consigliata? Problemi suoi. La politica si fa con i fatti non con le sfilate!!

Tu parli di scelte calate dall’alto: la Ferraioli alle europee, la nomina dei coordinatori locali , qual è il problema?

Appunto. Le scelte come dici tu calate dall’alto sono deleterie e non portano consenso. La Ferraioli, calata dall’alto, ha rimediato una brutta figura. Noi avevamo spiegato bene cosa significava scegliere dal “basso” ma l’on, Carfagna dall’alto della sua nomina ha deciso e basta. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Per questa storia sono stato accusato di non avere avuto rispetto per l’insigne professoressa Ferraioli. Balle pure queste. Nel recente passato ho avuto il piacere e l’onore di votare e sostenere convintamente il dott. Raffaele Marotta magistrato di Cassazione candidato di FI eletto senza problemi. Dimostrazione che le grosse personalità li sappiamo riconoscere anche noi. Alle Europee ho votato Fitto e Patriciello….Eletti senza problemi. Patriciello dimostra ogni giorno di dedicarsi al territorio Cilentano, pur essendo molisano, Fitto sta portando avanti delle tematiche importanti nel partito….Meglio di così? Poi non si capisce perché bisogna votare per forza chi è indicato dall’on. Carfagna?

Il gruppo dei “ribelli”, chiamiamolo così, viene accusato di fare politica attraverso i network in special modo su Facebook. E’ vero tutto questo?

E’ chiaro che tutti i mezzi d’informazione sono buoni per esternare i propri concetti e le proprie idee. Non avendo giornali e giornalisti amici ci arrangiamo.

L’europarlamentare Raffaele Fitto sostiene che FI ha bisogno di cambiare rotta , che bisogna selezionare la classe dirigente dal basso . Sei d’accordo?

Come si fa a non essere d’accordo? Mi auguro che Raffaele Fitto faccia capire al presidente Berlusconi che le nomine non sono adatte alla buona politica. Le primarie sono lo strumento di democrazia attualmente disponibile. Basta con questi nominati. A volta la parola nominati rievoca, tristemente, “la casa del grande fratello”.

Nella nuova legge elettorale si vogliono introdurre capilista bloccati . Cosa ne pensi?

Non è una buona cosa. Si avrebbero almeno 80 parlamentari nominati. Poi sarebbe ingiusto per chi si candida e deve raccogliere preferenze. Spero si possa rimediare a questo obbrobrio.

Il 30 novembre si chiuderà il tesseramento FI in vista dei congressi, ti sei già tesserato? Ritieni che i congressi siano il modo migliore per selezionare i dirigenti di partito?

Non sono tesserato e credo che sia inutile pensare ai soliti tesseramenti di una volta. Già è difficile chiedere alla gente il voto figuriamoci, con i tempi che corrono, chiedere l’obolo per il partito. Forse qualcuno penserà ad un “Opa” per contare di più. Il congresso deve essere un momento di discussione seria. Le tematiche devono essere affrontate con partecipazione di tanti e non risolvere la questione, ad esempio, delle “unioni civili” con qualche passerella ai campi gay.

Se si votasse oggi per le politiche : a chi daresti il tuo voto? Ancora a FI?

Mi piacerebbe dare il voto al centro-destra unito magari con Matteo Salvini che spesso dice cose di destra. Per rimanere in tema.Sergio Vessicchio