AGROPOLI

FRANCO ALFIERI SUL PIANO SANITARIO ATTACCA CALDORO E SQUILLANTE: “FANNO IL GIOCO DELLE TRE CARTE”

FRANCO ALFIERI 5Il sindaco di Agropoli Franco Alfieri, commenta il nuovo piano di riordino ospedaliero presentato dal presidente della Regione Campania Stefano Caldoro:«Caldoro, Squillante & C. sono fuori tempo massimo sull’Ospedale di Agropoli. Non aspetteremo certamente che sia la loro “bontà” a riaprire il Pronto Soccorso. In fondo, non possiamo attenderci nulla di rassicurante da chi ha voluto scientificamente e cinicamente chiudere una struttura sanitaria fondamentale per migliaia di cittadini. Adesso, a due mesi dalle elezioni regionali, nel nome di un risanato bilancio della sanità campana con il sacrificio del solo Ospedale di Agropoli, si presenta la nuova rete ospedaliera, si ipotizzano tavoli tecnici e confronti con i territori. Lo chiedevamo anche noi due anni fa, ma abbiamo sempre trovato porte sbarrate e persone sorde. Ora nessuno crede più a promesse fumose e ad improbabili difensori dell’ultima ora.E’ un po’ come il gioco delle tre carte: prima lo fanno scomparire, poi magicamente lo fanno riapparire, ma la triste realtà è che l’Ospedale di Agropoli è ancora chiuso, che un intero territorio continua ad essere ferito da una scelta puramente politica del centrodestra di Caldoro. Lo testimonia il piano di riordino della rete ospedaliera presentato dal Presidente della Regione Campania, dove per l’ennesima volta soltanto Agropoli ne è rimasto fuori. Solo cambiando questa classe politica, esempio di totale incapacità ed immobilismo, si potrà rimediare concretamente a questo torto. E per loro davvero il tempo sarà scaduto, la clessidra è ormai quasi vuota».

LA VICENDA

CALDORO DE LUCAÈ stato illustrato stamane a Napoli presso la sede della giunta regionale il piano di riordino della rete ospedaliera della Campania. Ad illustrare la proposta, costruita è stato detto con un’azione di confronto con l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari secondo il cronoprogramma individuato dal Governo e inviata al Ministero della Salute per le osservazioni, il presidente della Regione Stefano Caldoro, il suo consigliere alla Sanità, Raffaele Calabrò, il sub commissario alla Sanità regionale, Mario Morlacco, il presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale, Michele Schiano. «Prima si chiudeva, ora si riapre e riassume e si investe». Ha detto Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania. «Oggi riapriamo gli ospedali che erano stati chiusi e previsti in chiusura nel 2010 – ha affermato – e soprattutto prima c’è il blocco del turn-over, oggi si riassume». Parla di «grande rilancio» che è stato possibile, secondo Caldoro, «grazie un gran lavoro di serietà, di silenzio nei momenti difficili». «Oggi abbiamo recuperato quasi mille posti letto rispetto a una battaglia che vedeva la Campania ingiustamente penalizzata – ha sottolineato – abbiamo recuperato risorse per aver eliminato gli sprechi, 230 milioni di avanzo che significa permettere a tutti questi ospedali e sono tanti». Una riorganizzazione generale che permette «a tanti ospedali di non essere chiusi perché devono essere e rimanere presidi ospedalieri, fondamentali per la nostra rete di emergenza». «Guardiamo con fiducia al futuro per i nostri cittadini, per la nostra rete di eccellenza – ha concluso – quella che dobbiamo mirare ad avere nei prossimi anni».

La replica di De Luca. «Crollano i solai, le strutture ospedaliere non hanno manutenzione, non c’è un piano serio di manutenzione degli edifici: questo è il quadro della sanità campana. La propaganda – come l’inaugurazione della portineria dell’Ospedale del Mare, con annesso poliambulatorio (che rimarrà comunque chiuso) e la realtà: ultimi in Italia per i Lea (livelli essenziali di assistenza); i ticket più alti del Paese… e si potrebbe continuare a lungo». Così il candidato del centrosinistra alle regionali Vincenzo De Luca, che in una nota dal titolo «La propaganda e la realtà» commenta la notizia della sospensione delle attività nel complesso operatorio del padiglione H dell’ospedale Cardarelli (dove si trovano le unità operative di Ortopedia l, Ortopedia 2 e Chirurgia Vascolare), in seguito a segnali di cedimento del controsoffitto nell’area dedicata alla sterilizzazione e deposito.

I SINDACI

Agropoli. «Caldoro, Squillante & C. sono fuori tempo massimo sull’Ospedale di Agropoli. Non aspetteremo certamente che sia la loro »bontà« a riaprire il Pronto Soccorso. In fondo, non possiamo attenderci nulla di rassicurante da chi ha voluto scientificamente e cinicamente chiudere una struttura sanitaria fondamentale per migliaia di cittadini. Adesso, a due mesi dalle elezioni regionali, nel nome di un risanato bilancio della sanità campana con il sacrificio del solo Ospedale di Agropoli, si presenta la nuova rete ospedaliera, si ipotizzano tavoli tecnici e confronti con i territori. Lo chiedevamo anche noi due anni fa, ma abbiamo sempre trovato porte sbarrate e persone sorde. Ora nessuno crede più a promesse fumose e ad improbabili difensori dell’ultima ora». Così il sindaco di Agropoli Franco Alfieri, commenta il nuovo piano di riordino ospedaliero presentato dal presidente della Regione Campania Stefano Caldoro. «È un pò come il gioco delle tre carte: prima lo fanno scomparire, poi magicamente lo fanno riapparire, ma la triste realtà è che l’Ospedale di Agropoli è ancora chiuso, che un intero territorio continua ad essere ferito da una scelta puramente politica del centrodestra di Caldoro. Lo testimonia il piano di riordino della rete ospedaliera presentato dal Presidente della Regione Campania, dove per l’ennesima volta soltanto Agropoli ne è rimasto fuori. Solo cambiando questa classe politica, esempio di totale incapacità ed immobilismo, si potrà rimediare concretamente a questo torto. E per loro davvero il tempo sarà scaduto, la clessidra è ormai quasi vuota», conclude.

Scafati. «Oggi scriviamo una delle pagine più belle per la città». Così il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, commenta la iorganizzazione della rete ospedaliera campana secondo la quale l’ospedale Mauro Scarlato resterà attivo con la riapertura del pronto soccorso. «La chiusura dell’ospedale Mauro Scarlato – dice – è stato lo strumento utilizzato in questi anni da quella parte politica che ne aveva determinato la chiusura». Aliberti ringrazia «quanti in questi anni insieme con noi hanno lottato e quella parte di città che ci ha sostenuto credendo nel lavoro che stavamo producendo e Caldoro per aver mantenuto l’impegno che aveva sempre dichiarato». Il Comitato cittadino «No alla chiusura» nelle persone del presidente Francesco Di Palma, Michele Raviotta e Silvio Ruotolo, esprimono «soddisfazione per il grande risultato e per la possibilità che il Pronto Soccorso riapra a Scafati». «Una battaglia che abbiamo combattuto accanto al sindaco – concludono – perché il diritto alla salute non ha colori politici e non poteva essere strumentalizzato»

Roccadaspide. «Si cancella una disposizione ingiusta che danneggiava i territori». Così Girolamo Auricchio, sindaco di Roccadaspide, in provincia di Salerno, commenta il piano di riordino ospedaliero della Regione Campania, il quale prevede un pronto soccorso per l’ospedale cittadino. «Ringrazio, a nome dei cittadini e dei comitati il presidente Caldoro, l’intera struttura commissariale – afferma – che ha fatto vincere norme e buon senso». «Con una azione ragionata – conclude – si tutela la salute dei cittadini».

Olivetro Citra. «Una vittoria della gente umile ed indifesa delle zone interne dopo uno scellerato decreto 49 del 2010». Lo ha detto Mino Pignata, sindaco di Oliveto Citra, in provincia di Salerno, commentando il riordino del piano ospedaliero della Regione Campania. «Esprimo vivo compiacimento a nome mio, della comunità che amministro e dell’intero territorio Sele Tanagro – ha affermato – per l’attenzione riservata all’ospedale San Francesco d’Assisi che rientra tra gli ospedali di base nella rete dell’emergenza». «Grazie a Caldoro, alla sua responsabile ed oculata gestione nel rientro dei conti – ha concluso – oggi possiamo salutare questo successo».

LA POLITICA

Il consigliere Petrone (Pd). «Come tutti i cittadini campani, apprendo dalla stampa altri due effetto annuncio del Presidente Caldoro con i quali ci informa che ci saranno oltre 1000 assunzioni nel comparto sanitario e che sulla sanità c’è un attivo di oltre 200 ml di euro (speriamo sia vero!)». È quanto afferma il consigliere regionale del Pd Anna Petrone. «Fermo restante il deficit finanziario che ci sentiamo preliminarmente ripetere ad ogni indiscriminato taglio – osserva Petrone – sarebbe opportuno che prima di procedere a tali annunci, il Presidente facesse una visita non preannunciata, meglio ancora se in forma anonima, ai punti di primo soccorso e chiedesse agli operatori sanitari un semplice »come va?«, oppure lo chiedesse ai pazienti da ore in attesa sulle barelle o ai loro familiari o ancora a coloro che invece sono in attesa addirittura nelle autoambulanze. Facesse un giro per i reparti o visionasse per davvero le strutture e le dotazioni strumentali. Provasse, per rendersi conto, a fare la fila per prenotare una semplice visita ambulatoriale. Andasse a confrontarsi nei centri di riabilitazione con i disabili e loro famiglie. Si rapportasse con i dirigenti dei Piani Sociali di Zona, soprattutto in provincia di Salerno per capire lo stato di asfissia operativa e in quale stato comatoso versano i servizi essenziali a causa della carenza o mancata erogazione dei fondi. Si potrebbe andare avanti all’infinito». «È da inizio legislatura – conclude Petrone – che mi batto affinché una riorganizzazione e razionalizzazione della sanità avvenga in primis sulla scorta di una programmazione complessiva che tutt’ora non c’è, e con una qualificazione dei tagli. Sarà pur vero che hanno ereditato un dissesto finanziario, ma in compenso lasceranno un’immane disastro sociale che per porvi rimedio e riportarlo in condizioni di civile normalità ci vorrà tempo e duro lavoro».

Il consigliere Paolillo (Fi). «Il reinserimento di Scafati nella Rete dell’Emergenza, il pronto soccorso, la riapertura dell’Ospedale Mauro Scarlato come centro d’eccellenza, è la vittoria di Caldoro e di chi come noi ha sempre creduto nel suo difficile operato di commissario». Lo ha detto consigliere regionale della Campania Monica Paolino, commentando il riordino del piano ospedaliero campano. «Abbiamo ereditato – ha affermato – una Regione commissariata a causa dello sfascio in cui il centrosinistra aveva lasciato la Sanità».

L’europarlamentare Paolucci (Pd). “Caldoro la smetta di fare campagna elettorale sulla sanità. Le 1.118 assunzioni annunciate non sono attuabili. Il Ministero dell’Economia non ha infatti autorizzato i decreti di Caldoro con cui si procede alle assunzioni perché, al momento, non è stata certificata la copertura economica. Questi sono i fatti. Il resto sono solo promesse elettorali condite da messe in scena, ben organizzate, di tagli di nastri a strutture incompiute e non operative o a conferenze stampa autocelebrative”, lo dichiara il vice capodelegazione Pd al Parlamento europeo Massimo Paolucci. “Del resto, che la Campania non abbia ancora raggiunto l’equilibrio economico nella sanità lo attestano i punteggi attribuiti dal Ministero della Sanità nella classifica dei Lea (livelli essenziali di assistenza). Oltre ad essere ultima in Italia, con il livello di 127, la Campania, unico caso tra le Regioni italiane, non raggiunge il punteggio minimo di 130 fissato dal Servizio Sanitario Nazionale come soglia standard. Vuol dire che non c’è equilibrio tra i costi e servizi resi. Ripeto, questi sono i fatti. Il resto è messa in scena elettorale di Caldoro e dei suoi amici”, conclude Paolucci.

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.