AGROPOLI

GASOLIO CONTRABBANDO ARRESTI AD AGROPOLI CAPACCIO E TRENTINARA

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SALERNO. Nell’elenco dei sodali dell’organizzazione dedita al contrabbando di gasolio, su scala europea, sgominata nell’operazione “Gasoline” (nelle foto) condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno, guidata dal col. Antonio Mancazzo su disposizione della Procura della Repubblica di Salerno, figurano anche soggetti della Piana del Sele e del Cilento. Secondo gli inquirenti, infatti, a spalleggiare il capo del gruppo, il rumeno Marius Pop Laurentiu, era Salvatore Attanasio, residente a Trentinara. Per lui si sono aperte le porte del carcere di Fuorni. Ed ancora, risulta indagata anche l’ex moglie di Attanasio, Anna Maria Botte, che avrebbe stoccato ingenti quantitativi di gasolio nella sua residenza di Foce Sele, mentre il capaccese Vincenzo Trippa, raggiunto da ordinanza restrittiva, avrebbe utilizzato il suo capannone quale deposito temporaneo di gasolio col trucco. Ai domiciliari anche Costanzo Salato di Castellabate, i fratelli Cosimo e Carmine Iuorio di Campagna, i battipagliesi Franco Della Cava e Maurizio Galiano, i fratelli Ernesto ed Enrico Montella di Olevano sul Tusciano, mentre sono colpiti dalla misura dell’obbligo di dimora Antonio e Felice Del Duca di Agropoli. In tutto 11 le persone accusate di associazione per delinquere, oltre all’elenco degli acquirenti, 19 e tutti indagati a vario titolo. Nelle 500 pagine dell’ordinanza a firma del gip Elisabetta Boccassini, che hanno portato all’emissione di 31 misure cautelari, risulta che ogni componente aveva un ruolo ben preciso, scoperto attraverso intercettazioni ed appostamenti, per un giro d’affari di quasi 4 milioni di euro dove, ad agire e a trarre profitto, erano una cinquantina di persone. Gasolio spacciato per olio lubrificante, immesso sul mercato del carburante attraverso una fitta rete di contatti, tenuta sotto la lente d’ingrandimento a partire dal 2013 dalle Fiamme Gialle, che operava con il coinvolgimento di persone e società aventi sede in Austria, Romania, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Malta, Cipro e consumo finale in Italia. Nel commercializzare il gasolio, per arrotondare gli illeciti profitti la gang piazzava anche sigarette di contrabbando.

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