AGROPOLI

IL TRIBUNALE DI SALA CONSILINA E’ CANCELLATO DEFINITIVAMENTE

tribunale soppresso-kns--401x175@CormezDieci mesi, tanto è durato nel complesso il trasferimento di tutto ciò che rappresentava un punto d’orgoglio per la comunità del Vallo di Diano: il tribunale di Sala Consilina. Ora, il palazzo di giustizia di via Mezzacapo rimane una struttura vuota e dalla prossima settimana rientrerà definitivamente nelle disponibilità del Comune. Venerdì scorso, a Lagonegro, sede che ha accorpato il tribunale soppresso di Sala Consilina, una visita ispettiva dei funzionari e tecnici del Ministero di Giustizia. In sostanza, anche in virtù delle molteplici sollecitazioni da parte di comitati e politici di turno, che continuano a chiedere il ripristino del foro salese, invocando una sorta di incapacità logistica ed organizzativa del tribunale accorpante, il Ministero di Giustizia al fine di preparare eventuali correttivi finali alla legge di revisione della geografia giudiziaria, entrata in vigore lo scorso 13 settembre, alla scadenza di un anno, come stabilito dalla legge delega, si appresta a concludere una relazione da sottoporre alla firma del ministro Orlando. Ma le speranze di un ripristino del tribunale salese sono davvero remote.

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PROCURATORE VITTORIO RUSSO

 PARLA IL PROCURATORE – Ne è convinto il procuratore capo di Lagonegro, Vittorio Russo. «Allo stato ritengo che non ci siano criticità e situazioni tali da giustificare l’intervento del ministero, se non migliorativi che sono sempre bene accetti, da parte nostra c’è la massima disponibilità a realizzarli nell’ottica del miglioramento del servizio di giustizia. Credo che la scadenza del 13 settembre non incida su un’operazione che faticosamente, anche con un non indifferente esborso di denaro pubblico, è stata portata a termine – afferma Russo al Corriere del Mezzogiorno –. Le valutazioni politiche appartengono evidentemente al potere politico, al Ministro; io credo che un ripensamento sia poco comprensibile, anche per l’opinione pubblica. Il punto di partenza è che i parametri di Lagonegro e Sala Consilina, da soli, non consentono, secondo la legge, il mantenimento di nessuno dei due tribunali. Dunque, la fine di questo accorpamento determinerebbe poi un effetto domino sulla ipotesi di mantenere in vita questo tribunale. In sostanza quella che è stata un’idea vincente, ossia accorpare due tribunali che erano stati entrambi ritenuti al di sotto dei parametri medi per il mantenimento, quindi entrambi da sopprimere, quindi l’accorpamento, che all’inizio ha trovato d’accordo anche i componenti del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Sala Consilina, era quello di evitare che venissero soppressi entrambi. Quindi mettere insieme i due tribunali per salvarne uno solo. Questo lo spirito dell’accorpamento. Ora, mettere in discussione questo principio significa creare ora un effetto domino anche in altri tribunali con situazioni di notevole confusione, in una ristrutturazione della geografia giudiziaria che dopo un anno si sta faticosamente realizzando. Per cui – conclude il procuratore capo – mi pare molto difficile che ci possa essere un ripensamento. Soluzioni alternative immaginate, infatti, come la creazione di una sede distaccata a Sala Consilina del tribunale di Vallo della Lucania, credo creino ulteriori e maggiori problemi di quelli che si ipotizza di risolvere».

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.