AGROPOLI

AGROPOLI,GIOVANNI BASILE SCRIVE AL VESCOVO: “LE SPOGLIE DI PADRE GIACOMO TORNINO IN CHIESA”

PADRE GIACOMO 3AGROPOLI. «Le spoglie di Padre Giacomo Selvi devono ritornare nella sua chiesa, al sacro Cuore»: è questo l’appello di GiovanniBasile, presidente dell’associazione “Camelot”, contenuto in una lettera inviata al vescovo della Diocesi di Vallo della Lucania, monsignor Ciro Miniero. Il frate francescano è scomparso il 27 ottobre del 1987: da quel giorno le sue spoglie riposano nel cimitero di Agropoli.«Padre Giacomo riposa lontano dalla sua famiglia e da tutti coloro che erano legati a lui per vincolo d’amore – scrive Basile al vescovo Miniero – i familiari, se le sue spoglie non saranno trasferite al Sacro Cuore, potrebbero decidere di portarle a Verona. Tutti i passi che le associazioni dovevano compiere e le autorizzazioni sono state rilasciate. Manca solo il placet della Curia per il trasferimento delle spoglie in chiesa. Un atto che già due suoi predecessori avevano assicurato di prendere. Non un atto dovuto, ma un gesto di affetto e carità cristiana prima verso l’immenso Padre Giacomo e poi verso la città».Basile si sofferma sulla causa di Beatificazione, mai avviata: «Purtroppo la storia del nostro Padre Giacomo, è costellata da molti rallentamenti che spesso giungono dalla Curia diocesana di Vallo della Lucania.CONTINUA

PADRE GIACOMO 1Un consiglio comunale dichiarò la volontà di intitolare l’ex ospedale al frate, ma la Curia vescovile di allora non diede autorizzazioni e si dimostrò sorda». «A distanza di quasi 30 anni dalla sua scomparsa – evidenzia Basile – rimane solo la testimonianza del bene fatto nella chiesa e nell’oratorio da lui voluti e costruiti, luoghi che pulsano di attività portate avanti da persone speciali. La sensazione è che noi agropolesi, anche per la Curia diocesana, siamo cittadini di seconda fascia. La politica ci ha insegnato – chiudendo l’ospedale – che le nostre vite valgono meno di altre di conterranei a noi vicini». Basile lancia un appello al vescovo Miniero: «Chiedo, anzi supplico, che sia posto fine all’esilio delle spoglie mortali di un uomo che ha servito Nostro Signore con umiltà e fedeltà».Dopo la morte del padre francescano nel 1996 si costituì un comitato “Amici di padre Giacomo Selvi”, su iniziativa di Germano Bonora, per perorare la causa di Beatificazione da anni bloccata dopo l’avvio della canonizzazione.Alla base una calunnia nei confronti del frate proclamato con un editto “Servo di Dio”, accusato di presunti atti osceni. Un’accusa risultata del tutto infondata da imputare, invece, ad un religioso suo conterraneo, da qui l’equivoco. Nonostante la smentita ufficiale e l’accertamento che si era trattato di un equivoco, il processo canonico per la Beatificazione è bloccato. Gli agropolesi sono legati da un profondo affetto per il frate francescano, che percorreva a piedi, in bicicletta o con l’autostop, le vie della città e dei luoghi vicini per raggiungere quanti avevano bisogno della parola di Dio. Per far giungere a tutti la voce della Chiesa, si adoperò per attivare una radio locale che animava con i suoi interventi.Angela Sabetta

GIOVANNI BASILE ANCHE SUL SUO BLOG AVEVA TRATTATO L’ARGOMENTO

http://www.basilegiovanni.it/web/blog

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.