AGROPOLI

LA CIVILTÀ DELLA DIETA MEDITERRANEA TROVA CASA A VATOLLA

di ANDREA PASSARO-Nasce a Vatolla, frazione del comune di Perdifumo, il “Museo Etno Antropologico della Dieta Mediterranea”. Sorge all’interno del castello vichiano, in uno spazio espositivo di circa 350 metri quadrati ed aprirà al pubblico il 3 ottobre, a cura della Fondazione “Vico”. «Si parte – spiega il presidente della Fondazione “Vico”, Vincenzo Pepe – dallo stile di vita come base di partenza per progettare lo sviluppo del territorio cilentano. Quindi non solo la dieta mediterranea come cibo e piramide di Ancel Keys ma rielaborata come usi e costumi». Il museo, il cui progetto primario nasce nella metà degli anni 1990, è la naturale evoluzione del precedente “Museo Terre Batulliane”. In esso sarà possibile rivivere le tradizioni: si recupera la civiltà della dieta mediterranea, ma non fatta di pannelli, quanto piuttosto insita di testimonianze vere, che raccontano la storia dei territori del Cilento. «All’interno della struttura – precisa Pepe – si troveranno gli arnesi e tutti gli oggetti utilizzati durante la vita campestre, una testimonianza viva quindi affinché la ruralità non venga perduta. Perché il cibo non è solo la qualità del prodotto ma la tradizione di come esso viene coltivato, confezionato, degli innesti che sono frutto di tradizioni e trasformazioni. Bisogna recuperare quella identità e tradizione per rielaborarla affinché ci sia un futuro. Da qui si può partire per lo sviluppo del territorio».Nel museo verranno riprodotti proprio i mestieri, gli ambienti, i prodotti, partendo dai fichi, il vino, il grano; ci saranno veri a propri reperti di strumenti antichi, tutti originali, e si avrà la possibilità di ripercorrere il metodo con il quale i prodotti venivano coltivati. «Un vero e proprio recupero di memorie – conclude il presidente Pepe – in un museo che è unico in Italia».Sarà anche un percorso sensoriale quello nel quale verrà proiettato il visitatore che tornerà indietro nel tempo, per vivere la vita ancestrale in tutto il fascino, ma anche con le fatiche dei contadini che lavoravano la terra, con grandi sforzi. «All’interno del VATOLLA CASTELLOmuseo – spiega Claudio Aprea direttore della Fondazione “Vico” – verranno riproposti suoni e atmosfere che, con l’aiuto di video, faranno comprendere emozionalmente perché queste tradizioni sono parte della biodiversità del Cilento e diventano insostituibili. Anche il fruitore distratto farà un percorso educativo attraverso la multimedialità intelligente. Saranno riproposti proprio i luoghi antichi che saranno visti funzionare attraverso la terza dimensione. Sarà riproposta, ad esempio, la cucina e la camera da letto: si potrà davvero venire catapultati nel passato. Si vedrà la cucina funzionare, così come si potranno avvertire, nella camera da letto, i suoni del bambino che piange, della tosse notturna del contadino, la pioggia durante un temporale, il cigolio della culla e la ninna nanna per far addormentare il bambino». Un tuffo nel passato, intriso di lavoro, di vita e di cose semplici.Il progetto viene ad un anno di distanza dalla definizione del nuovo concept, partendo dal precedente “Museo Terre Batulliane”. L’iniziativa ambiziosa del professore Vincenzo Pepe e dei suoi collaboratori, di far rivivere tradizioni ed emozioni del passato, è accompagnato da un uso artistico sapiente della tecnologia, curato dagli architetti Massimo Olivieri e Luca Giubileo e dalla videoartista Emanuela Prota, che si occuperà della direzione del nuovo luogo di cultura.Il trio, affiatato e collaudato, ha dato vita anche all’installazione de “la spirale della Dieta Mediterranea” presentata con grande successo all’Expo 2015, lo scorso luglio. Questo nuovo museo, che sarà anche accreditato a livello regionale ed entrerà presto nella rete europea dei musei etno antropologici, focalizzerà l’attenzione proprio sul nuovo paradigma della dieta mediterranea come stile di vita, tracciato dal presidente Vincenzo Pepe e sposato dal Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione “Vico” che ha prodotto un documento sul tema che sarà allegato alla Carta di Milano di Expo.«Si tratta – commenta Aprea – di restituire la dieta mediterranea ai cilentani che ne rappresentano la comunità emblematica e ne sono i veri custodi e valorizzatori. Il museo avrà un importante compito didattico e vedrà l’attivazione di laboratori per le scuole di ogni ordine e grado e per le università. La forma gestionale supererà anche il concetto di “Museo di Quartiere” per caratterizzarsi come “Museo di Comunità”,badando quindi non soltanto al dialogo con altri soggetti e individui per la scoperta e l’affermazione di talentuositá periferiche, quanto per la messa a punto di strategie condivise e linee guida operative utili al raggiungimento di obiettivi territoriali».FONTE LA CITTA

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.