AGROPOLI

LA RETATA DI BATTIPAGLIA TUTTI I NOMI DELLE PERSONE COINVOLTE

  di Oreste Vassalluzzo.BATTIPAGLIA. Dopo poco più di un anno dallo scioglimento del Comune di Battipaglia per infiltrazioni mafiose, le indagini della Dda di Salerno scaturiscono nell’operazione che ha portato all’esecuzione di 87 ordinanze di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari. La vicenda gira intorno al figlio dell’ex consigliere comunale Orlando Pastina, Paolo. Lui, con altri, avrebbe fatto parte, secondo l’accusa, di un gruppo criminale dedito al traffico e spaccio di droga nella PIana del Sele. Collegamenti con il clan Giffoni-Noschese e gruppi di Scampia completano il quadro accusatorIo.Le ordinanze sono state eseguite dagli uomini della squadra mobile di Salerno diretti dal vice questore aggiunto Claudio De Salvo e dai colleghi del commissariato di Battipaglia su ordine del Gip del Tribunale di Salerno che ha accolto le richieste della Dda. L’ordinanza cautelare ha disposto anche il sequestro di una lussuosa villa e di una società commerciale, con interessi nel settore della ristorazione, nella disponibilità degli indagati. Agli indagati sono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanza stupefacente (principalmente cocaina e hashish) che aveva monopolizzato il mercato di Battipaglia e della Piana del Sele, di associazione per delinquere di tipo camorristico, ed altro. Le indagini hanno in primo luogo evidenziato la sussistenza, a partire dal 2009 ed almeno fino a tutto il 2012, di un sodalizio delinquenziale finalizzato allo spaccio di sostanze stupefacenti guidato da Cosimo Podeia, Pierpaolo Magliano e Paolo Pastina che aveva federato al suo interno con metodi camorristici tutti coloro che nel territorio di Battipaglia ed in comuni limitrofi svolgessero detta attività, imponendosi con la forza della intimidazione e con il conseguente vincolo di omertà da essa promanante nei loro confronti non solo per l’ingresso nel sodalizio, ma anche per la cogenza delle regole da esso stabilite per la gestione della attività di spaccio sul territorio.L’organizzazione aveva, con metodi camorristici, conquistato il monopolio sulla attività di fornitura e distribuzione della sostanza stupefacente di tipo hashish marijuana e cocaina sul territorio eliminando, di fatto, dalla scena un altro sodalizio delinquenziale che pure, fino ad allora, aveva operato in esclusiva rappresentato da Carmine Marino e dai suoi affiliati, imponendogli di fatto (con violenza e minaccia) di allontanarsi da Battipaglia e operare la propria attività delinquenziale unicamente nel territorio di Bellizzi. Proprio nel corso delle indagini relative allo spaccio di droga, gli investigatori sono incappati nell’intreccio con la politica battipagliese. Le indagini hanno appurato come, l’associazione guidata da Paolo Pastina, Pierpaolo Magliano e Cosimo Podeia, hanno avuto un ruolo nella gestione anomala del Comune di Battipaglia. In particolare avevano convogliato i voti verso il candidato Orlando Pastina, papà di Paolo. Oltre a questo avevano un ruolo di primo piano nella gestione degli stand pubblici per la distribuzione di fuochi d’artificio. Riguardo all’attività di spaccio di droga le indagini hanno scoperchiar il sistema di approvvigionamento della “roba”. Numerosi i viaggi nell’hinterland napoletano e le estorsioni nei confronti di affiliati che non rispettavano i termini di consegna del profitto al fine del nuovo rifornimento settimanale per i successivi spacci.
Ma il gruppo va in crisi quando la Polizia mette le mani su un carico di 40 chilogrammi di droga e arresta il corriere. A questo punto il gruppo criminale battipagliese riceve le richieste estorsive da parte dei fornitori, con un livello delinquenziale maggiore, che pretendevano il pagamento della “merce”. I promotori dell’associazione hanno di fatto federato tutti coloro che a Battipaglia spacciavano sostanza stupefacente imponendogli l’acquisto della droga unicamente da loro e determinando l’esclusione coatta di tutti coloro che, singolarmente o come sodalizio, non avessero voluto sottostare a tale regime di esclusiva ovvero a lavorare per loro mediante il pagamento della fornitura la settimana successiva alla materiale consegna (il venerdì), previa ulteriore consegna per la successiva rivendita al dettaglio.Chi entrava a far parte del gruppo era messo a conoscenza delle regole dello stesso in ordine alle forniture (pagabili cash oppure a credito con versamento della somma la settimana successiva) e ai rischi collegati ad eventuali inadempienze, tanto più gravi quanto maggiori si facevano le richieste di rientro dal debito da parte dei fornitori napoletani ai capi. L’organizzazione è stata “tradita” da un pentito. Uno degli affiliati, nel 2010, per paura di essere arrestato si era disfatto di un ingente quantitativo di droga. A quel punto ha temuto che i capi dell’organizzazione intendessero farlo fuori. Ed in effetti aveva avuto conferma che una sera alcune persone, armate, si era recate sotto la sua abitazione per ucciderlo. Il sodalizio si riforniva di hashish marjuana shunk e cocaina principalmente a Marano di Napoli ed a Secondigliano mediante trasporti con staffette; a Battipaglia l’ingente quantitativo di sostanze stupefacenti veniva depositato in locali messi a disposizione dagli affiliati; il venerdì si procedeva alla riscossione di quanto gli affiliati erano riusciti ad ottenere con la vendita della precedente sostanza stupefacente acquistata generalmente a credito con tariffa fissa.Procedevano alla nuova fornitura, quindi, ai singoli affiliati che iniziavano di nuovo lo spaccio per la settimana successiva. Con gli incassi ottenuti il gruppo procedeva a nuovi ingenti forniture nel napoletano per le successive distribuzioni sul territorio battipagliese in regime di monopolio. Il sistema, in grado di commercializzare mediamente da 20 a 60 chili di hashish e da 2 a 5 chili di cocaina al mese, consentiva ingenti guadagni allo spacciatore (che rivendeva liberamente la sostanza stupefacente al singolo assuntore senza cioè alcuna imposizione di prezzo) ai capi dell’associazione (che prendevano una percentuale secca sul guadagno di ogni singolo assuntore) e ai grossi fornitori che si assicuravano la vendita stabile di enormi quantitativi di sostanze stupefacenti al gruppo battipagliese che li pagava con i soldi rastrellati dai singoli spacciatori che, se non in regola con i pagamenti, venivano sistematicamente picchiati.La stabilità delle forniture garantite dal gruppo dell’area napoletana ha permesso di attestare l’esistenza di un unico circuito associativo con il gruppo battipagliese. E’ stata ricostruita anche la fase patologica del gruppo determinata degli arresti ed i sequestri operati fino al mese di luglio del 2012 dal Commissariato della Polizia di Stato di Battipaglia con i capi dell’organizzazione chiamati dai fornitori napoletani a restituire la somma di 400 mila euro, debito contratto per l’acquisito di cocaina, hashish e marijuana. In questa fase, i fornitori napoletani avevano iniziato a minacciare ripetutamente di morte gli esponenti del gruppo ed i loro familiari. Successivamente, è stata riscontrata l’attualità delle condotte illecite, anche con una ripresa di più ampia operatività del gruppo guidato da Carmine Marino, come evidenziato in recenti indagini condotte dalla Squadra Mobile, sempre con il coordinamento e la direzione di questa Procura della Repubblica. Fondamentale nella ricostruzione di tutte le vicende delittuose è stato il contributo offerto dalle dichiarazioni di alcuni affiliati, anche di livello apicale, dell’organizzazione che, proprio a seguito delle incessanti indagini svolte dalla Procura si sono determinati alla collaborazione con la giustizia.In particolare l’associazione di tipo camorristico ha coltivato e si è posta i seguenti obiettivi: il conseguimento ed il mantenimento del controllo egemonico del territorio, realizzato attraverso la consumazione di atti intimidatori espliciti e, comunque, agendo anche simbolicamente, aventi l’obiettivo di assoggettare i destinatari, sia titolari di attività produttive di reddito lecito, sia soggetti dediti ad attività delittuose, azioni poste in essere evocando legami (effettivi) con altre affermate e pericolose organizzazioni criminali che già avevano operato sul territorio, i cui capi, benché detenuti, erano ancora influenti nella medesima area territoriale (clan Giffoni/Noschese capeggiato da Biagio Giffoni e Bruno Noschese); nonché consumando azioni di allarmante violenza fisica e di danneggiamento a mezzi e cose; il condizionamento del voto in sede locale, con azioni intimidatorie tese a canalizzare il voto verso Orlando Pastina, candidato ed eletto consigliere comunale di Battipaglia nelle consultazioni amministrative del 2009; il condizionamento dell’attività amministrativa e di governo della città di Battipaglia; la ricettazione, detenzione e porto di armi da sparo finalizzata a realizzare gli scopi delle attività delittuose di cui sopra, nonché al reperimento di altre armi per potenziare la forza d’intimidazione dell’organizzazione medesima; il controllo e la gestione del gioco d’azzardo in genere e delle slot machine; il traffico di stupefacenti in forma diffusa e capillare ed il controllo sistematico di tale attività illecita sul territorio; il reinvestimento dei profitti illeciti in attività formalmente lecite.ORESTE VASSALLUZZO LEGGI TUTTI I NOMI DELLE PERSONE COINVOLTE CONTINUA

Ordinanze di custodia in carcere

Lucia Noschese, 34 anni (Battipaglia); Pierpaolo Magliano, 38 anni (Battipaglia); Paolo Pastina, 33 anni (Battipaglia); Francesco Riccio, 38enne di Napoli; Valerio Nappello, napoletano 39enne; Antonio De Simi, 33 anni di Napoli; Mariano Torre, napoletano di 27 anni; Cosimo Barbato, 55 anni di Napoli: Davide Anitnori, 27 anni di Villaricca; Vincenzo Frenna, napoletano di 48 anni; Marco Molinaro, 27enne di Battipaglia; Gennaro Bisceglia, 24 anni di Battipaglia; Paolo Cesaro, battipagliese di 25 anni; Andrea Moffa, 24 anni di Montecorvino Pugliano; Pietro Tulimieri, battipagliese di 44 anni; Licio Gaimari, battipagliese di 26 anni; Udo Da Dalto, 36enne di Battipaglia; Filippo Barbagallo, 33 anni di Battipaglia; Antonio Poppiti, 38 anni battipagliese; Sergio Melillo, 40enne battipagliese; Nicholas Minguzzi, 27enne di Battipaglia; Giuseppe Buono, 29 anni di Battipaglia; Giuseppe Melillo, 25 anni di Battipaglia; Ivan Oliva, 40enne battipagliese; Vincenzo De Santis, battipagliese di 36 anni; Christian Viscido, 28 anni di Montecorvino Rovella; Asia Stella, 25enne battipagliese; Nunzio Pepe, 25 anni di Battipaglia; Gianluca Carpentieri, 24 anni di Battipaglia; Alessandro D’Ambrosio, 32 anni di Battipaglia; Raffaele Salvatore, 23 anni di Battipaglia; Andrea Maiorano, 29 anni di Eboli; Agostino Caruccio, 32 anni di Battipaglia; Gaetano Rizzo, 37 anni di Battipaglia;Maurizio Acciano, 36 anni di Battipaglia; Emanuel Bruno, 37 anni di Battipaglia; Nicola Cafaro, 23 anni battipagliese; Domenico Anzalone, 32 anni di Battipaglia; Gerardo Alberto Marrazzo, battipagliese di 37 anni; Paolo MIceli, 36enne battipagliese; Mario Capriglione, 24enne di Bellizzi; Angelo Caruccio, Savatore Maresca, Giancarlo Rossi, Attilio Foglia, Benito Tafuri, Cosma Palma, Gerardo Meola, Fioravante Coralluzzo, Franco Conforto, Enrico Brenga, Franco Daniele, Carmine Marino, Francesco Ruggiero, Felice Noschese, Cosimo Di Benedetto.
Asia Stella

Ordinanze di Custodia ai domiciliari
Gerarda Giffoni, Pasquale Boccia, Vincenzo Cipresso, Vincenzo Perrone, Vincenzo Pierro, Arianna Pergamo, Leonardo e Daniele Tarallo, Angelo Di Lisi, Carmine Stabile, Antonio La Ragione, Gaetano Giugliano, Anotnio Sorgente, Jessica Paola Di Benedetto, Giuseppe Barretta, Alfredo D’Angelo, Alessandro Bassano, Gianluca Di Benedetto, Pasquale Petrosino, Luciano Fiorillo, Lorenzo Falivena, Mirko Arena, Giovanni Cavallaro, Crescenzo Carbone, Vania Groshi, Pietro Di Benedetto, Luigi Marotta, Alessandro Viaviano, Giuseppe Salerno, Denise Citro.
Andrea Moffa

SERVIZIO A CURA DI ORESTE VASSALLUZZO FONTE SITO WWW.SALERNOCRANACA.IT

 

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.