AGROPOLI

LA SEVERINO BLOCCA DE LUCA,PER ALFIERI ANCORA UNO STOP MA VA VERSO L’ASSESSORATO

DE LUCA ALFIERISALERNO. C’era già qualcuno pronto ad entrare in Giunta regionale. Soprattutto da Salerno si mormorava che le mani già si sfregavano all’idea. Ma dopo la decisione di ieri da parte dei “giudici delle leggi” ora si deve ricorrere necessariamente al “B side”. De Luca è in bilico. E da Palazzo Santa Lucia è partito già l’ordine di scuderia a non agitare le acque. Il «rigetto del ricorso sulla legge Severino proposto sul caso de Magistris non ha alcuna inerenza o effetto sulla vicenda De Luca che sarà discussa in altra seduta e con altri profili di costituzionalità». Insomma “fin qui tutto bene” per dirla con Kassovitz, “il problema non è la caduta, ma l’atterraggio”. E nel quartier generale del governatore si studia come evitare lo schianto della sospensione. Il presidente della Regione Campania ostenta sicurezza e con lui, il capogruppo Pd in Regione Mario Casillo e quello del gruppo Verdi-Psi, Mario Borrelli. Ma la possibilità che la Consulta si “sbarazzi” anche di De Luca è dietro l’angolo, e questo frenerebbe la possibilità di svincolare il suo vice Fulvio Bonavitacola in predicato di candidarlo a sindaco di Salerno.«Attribuire alla pronuncia della corte sul ricorso De Magistris una valenza estensiva e comprensiva delle vicende inerenti il presidente della Regione De Luca – dettano all’Ansa Casillo e Borrelli – sarebbe del tutto arbitrario, propagandistico e forviante». Ma è chiaro che i tempi di un rimpasto si allungano. Si dilatano soprattutto per Mario Casillo in predicato di andare ai Trasporti ma sfuma l’occasione anche per Franco Alfieri, il sindaco di Agropoli, che dopo l’archiviazione giudiziaria era pronto a fare le valige verso Napoli per un posto in “prima fila” al fianco del governatore. Tempi lunghi anche per l’Udc di Cobellis e De Mita, che avevano rifiutato la nomina di un tecnico di loro scelta ritenendo di entrare in giunta occupando una casella più politica. Nel caso a De Luca toccherà la stessa sorte di de Magistris, quei diciotto mesi di sospensione dall’incarico non destabilizzeranno di certo il lavoro in Regione, ma metteranno a soqquadro la geo politica delle amministrative. Ad iniziare da Salerno dove il centrosinistra dovrà lavorare all’alternativa. A questo punto il nome del facente funzione, Enzo Napoli riprenderebbe quota? Forse. Per una parte del Partito democratico l’ipotesi Napoli non è mai stata archiviata. Anche se sarà lo stesso governatore a doverne benedire la discesa in campo. Per ora il diktat e di continuare la melina anche se i colonnelli sono già a lavoro sulle liste d’appoggio. Pare che anche Roberto De Luca sia pronto a mettere in campo una squadra di giovani a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra ampliando lo schema delle civiche o prendendosi in carico la costruzione di “Salerno per i giovani”. Vedremo. La tegola Severino è dunque solo rinviata (allo stato si è ancora in attesa di fissare l’udienza, ndr), ma il buon giorno si vede dal mattino. E già da oggi si cercherà di intercettare il premier Matteo Renzi, che aveva già blindato la legge con il parere dell’Avvocatura dello stato, per evitare “ammuina”. Gli sherpa sono già pronti a partire e le diplomazie proveranno a capire se c’è una volontà politica a congelare De Luca e de Magistris oppure le obiezioni sollevate dall’ex sindaco di Salerno saranno accolte. Si attende. Una attesa sulla quale dovranno allinearsi anche gli alleati. Primo fra tutti proprioCiriaco De Mita. Lo farà? I deluchiani hanno già avviato le contromosse «è penoso e propagandistico il tentativo di fare confusione fra le due distinte vicende» scrive De Luca e ripetono a menadito Umberto De Gregorio, Graziella Pagano, Nicola Landolfi… Sarà.Carlo Pecoraro

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.