AGROPOLI

L’AMMINISTRAZIONE CAPACCESE NELLA PIÙ CLASSICA DELLE COMMEDIE ALL’ITALIANA di Pasquale Quaglia

Consiglieri comunali come attori di un film dal bollino rosso

pasquale barlottidi Pasquale Quaglia-Ancora un azzeramento della Giunta Comunale a Capaccio. Ancora un’instabilità amministrativa che nulla porta di buono al paese. Nel mezzo, qualcuno si muove, come alcune associazioni sportive del territorio, unite con comunicati stampa e tanto di manifestazione a favore del dottore Franco Sica, assessore allo sport e vicesindaco per tre giorni, prima che alcuni consiglieri “chiedessero” l’azzeramento dell’intera Giunta. Ed è durante questa manifestazione con tanto di striscione “Franco Sica non si tocca” che i “Magnifici Sette” inscenano l’ennesima “commedia” amministrativa. Sono i giorni della Biennale D’Arte Cinematografica di Venezia, però l’attenzione, stavolta, si sposta dagli attori che sfilano sulle acque lagunari veneziane a quelli che stagnano in quelle torpide in cui versa la situazione amministrativa capaccese. Il “Red Carpet” allestito presso il Municipio di Piazza Santini è invaso dai fan, tutti però per l’unico protagonista in grado di recitare la parte di amministratore efficiente nel “cine-minestrone” realizzato dal sindaco Italo Voza, ovvero Franco Sica che, tuttavia, non parteciperà al “golpe scenografico” di cui egli è tre le vittime sacrificali. Arrivano tutti, tra cui, appunto, le “sette solite comparse. Queste sono comparse, escluso qualcuno, di tanti film amministrativi proiettati sul grande schermo comunale da molti anni, comparse, soprattutto per la costante presenza sul set del Consiglio Comunale dove, tralasciando qualche grottesca interpretazione dell’amministratore inefficiente, ruolo interpretato magistralmente tra l’altro, non sono mai riusciti ad essere protagonisti striscionedell’unico film degno di Premio Oscar, cioè quello che ha il titolo di “Bene Collettivo”. Il pubblico, impaziente, non ha ricevuto gli autografi voluti, poiché le sette comparse l’unica firma che potevano apporre era su un documento che sapeva tanto di copione scritto “con i baffi” da qualche “ignaro” sceneggiatore. Gli spettatori, definiti da qualcuno “folkloristici”, lo stesso qualcuno che evidentemente non ha ha mai notato il suo look “pacchiano” e la sua “unica” opera, di dubbia utilità, di collezionista di firme, hanno dovuto così accontentarsi dell’improvvisazione (?) dell’unica attrice presente: “Noi a Franco Sica lo vogliamo più bene di voi”, ha esordito l’attrice “non eletta”, continuando con l’animo incandescente, “È tutta un questione di logica”. Qui il pubblico degli sportivi ha riso alla battuta che tuttavia di comico non aveva nulla. Tutto filosofico allora? Forse, eppure, scomodando i princìpi di Aristotele, l’unico sillogismo che veniva da pensare era “Franco Sica è uomo onesto e capace; gli uomini onesti e capaci dovrebbero amministrare; Franco Sica dovrebbe amministrare”. O almeno è quello che pensavano le persone accorse lì a sostenerlo, non invece gli altri la cui logica è misteriosa e sconosciuta. Allora per non cadere in fallacie, si aspettava che i custodi di questa logica svelassero quest’ultima ai “plebei” che da anni devono sottostare a questi incomprensibili enigmi, però, esclusi ancora più incomprensibili comunicati stampa di proseliti amorosi e dall’agrodolce sapore dell’ipocrisia rivolti al produttore cinematografico di tutta questa messa in scena, nulla è emerso tra i titoli di coda, di una coda molto lunga. Si attendeva anche l’arrivo de “l’Uomo Ragno”, a quanto sembra l’unico in grado di tenere uniti, con la sua tela, gli attori di questa “cinematografica” compagnia. Anche se ci piace pensarlo “dietro le quinte” dell’ennesimo spettacolo a tessere trame ancora più interessanti per l’ennesimo cine-minestrone prodotto, stavolta, dal sindaco Italo Voza quando decise all’epoca di circondarsi di questi abili attori.Pasquale Quaglia     

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.