AGROPOLI

L’ASL NON CHIUDE GLI OSPEDALI,SOLUZIONE IN VISTA PER AGROPOLI

san leonardoSALERNO. Si dovrà attendere ancora qualche settimana e poi sarà reso pubblico il nuovo atto di programmazione della sanità campana. La riorganizzazione dei presidi ospedalieri è alle battute conclusive e a dirlo ieri al “Ruggi”, in occasione del convegno sulla spending review promosso da Daosan, è stato il commissario governativo, Joseph Polimeni, ospite della Direzione delle aziende sanitarie. «Contiamo di presentare l’atto nei primi giorni di aprile – ha detto – non sono previste chiusure, ma riconversioni di strutture ospedaliere e un’organizzazione di reti d’emergenza importante per i cittadini, che avranno garanzie sull’assistenza in caso di ictus, infarti o traumi. Stiamo lavorando sui singoli nosocomi e sulla riorganizzazione dell’intera rete assistenziale territoriale, incluso i ruoli di medici di base e pediatri. Non si può avere più una visione ospedalocentrica».Il futuro di Salerno è la riconversione degli ospedali. «La provincia è grande, ha presidi dall’Agro-nocerino a Sapri, penso a Vallo, Agropoli, che è in una fase di stand by, Battipaglia, Oliveto. Va fatto un lavoro di riconversione e di mantenimento rispetto a un quadro organizzativo più generale». Nello specifico per «Agropoli stiamo trovando una soluzione. È una realtà che nel periodo estivo presenta volumi più ampi. Bisogna contemplare l’esigenza di non sguarnire il presidio in quel periodo ma al contempo rispettare le norme imposte dal decreto ministeriale 70». Riconvertire il territorio «vuol dire – ha dichiarato – che alcuni presidi non saranno più ospedali per acuti (quelli col pronto soccorso, il Ruggi è di secondo livello mentre il terzo rappresenta l’optimum ndr) ma di comunità (per patologie geriatrie legate agli anziani ndr), presidi territoriali sanitari integrati (coordinamento tra presidi Asl ndr) o case della salute (assistenza per codici bianchi o verdi ndr) o focused hospital, cioè ospedali focalizzati con una vocazione specifica».In molte regioni Toscana, Emilia, Umbria, Lazio ci sono ospedali riconvertiti «non fanno tutta la chirurgia ma quella protesica, ad esempio, o fanno la chirurgia di un particolare regime assistenziale day surgery, one day surgery, week surgery (ricovero non più di 5 giorni, ndr). Ci sono ospedali che nei fine settimana chiudono, ma che permettono di gestire quadri chirurgici di minore complessità». Perciò alcuni pronto soccorso potrebbero chiudere? «Bisogna scegliere. Ci sono Dea di primo livello e di secondo livello, ci saranno ospedali di primo livello con pronto soccorso e poi ci saranno ospedali che possono garantire un presidio d’accesso nelle zone disagiate. Non possiamo permettere che si facciano ore per raggiungere un ospedale ma neanche che sia sotto casa». Del resto le scelte sono fatte con «un confronto continuo col presidente De Luca».E il Ruggi? «Il dottor Cantone dovrà fare una grande opera di rivoluzione amministrativa». Per la carenza di personale «ci sono due decreti trasmessi ai ministeri di competenza per il reintegro di personale legato alla normativa sui turni di lavoro e per le risorse da integrare del 2015».

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.